
Uccidere il padre

La trama
Un’ambientazione quasi western fa da sfondo allo strano caso di Joe Whip, 15 anni: non sa chi sia suo padre e la sola cosa che gli dà soddisfazione è fare trucchi di magia. Quando sua madre lo mette alla porta, vaga nei bar di Reno intrattenendo i clienti con giochi di prestigio. Norman Terence, il più abile mago della zona, lo accoglie da subito in casa sua e Joe sembra trovare in lui un padre oltre che un mentore. Riuscirà l’allievo a superare il maestro? Un romanzo in forma di partita di poker sentimentale, con suspense garantita fino all’ultima carta.
– Crudele –
Ormai è diventata una tradizione, comincio sempre l’anno con un libro di Amélie Nothomb in attesa che esca il titolo nuovo a febbraio. Uccidere il padre di Amélie Nothomb (Voland edizioni) è un romanzo originale e come tutti quelli di fantasia di Nothomb, mi è piaciuto molto perché l’ho trovata spietata e a tratti malinconica come piace a me.
Quando Uccidere il padre si apre ci sono due maghi. E già l’atmosfera è decisamente spiazzante. Chi sono Joe e Norman? Sono i due maghi più famosi di Reno e sono i più bravi ma non si parlano.
Joe è un ragazzino di 15 anni innamorato della magia. Non ha amici, ha smesso di andare a scuola ed è stato cacciato di casa dalla madre che ha trovato finalmente un nuovo marito. Joe avrebbe tutte le carte per perdersi e invece, proprio per la sua passione incontra il mago più famoso e più bravo del Nevada: Norman.
Nothomb in Uccidere il padre è bravissima a raccontare quel sentimento ambivalente che si sviluppa tra le parti e che rischia di travolgere tutto.
I saggi sostengono che niente ha senso. Gli innamorati possiedono una saggezza più profonda dei saggi. Chi ama non dubita un istante del senso delle cose.
Joe diventa a tutti gli effetti il figlio di Norman: imparerà tutti i trucchi di magia e imparerà persino a barare. Prenderà tutto quello che può prendere da lui. Norman troverà sollievo in pensieri che sembrano contorti e spaventosi… ma i genitori non riescono sempre a perdonare i propri figli? Anche a costo di perdere sé stessi?
Uccidere il padre è la storia di un omicidio, reale o metaforico poco importa. Se fossimo liberi di scegliere i nostri genitori… sceglieremmo chi ci ha cresciuto?
Uccidere il padre è…
Crudele. La rappresentazione che Nothomb fa dei sentimenti è spesso spaventosa. Chi siamo davvero? Joe è un ragazzino disturbato o incarna semplicemente l’ingratitudine di un figlio? Scivolare nella follia trascinati da chi amiamo di più è segno di poco equilibrio o la prova che l’amore tutto può?
Uccidere il padre è un romanzo sulle aspirazioni dei figli e sulla delusione che i genitori provano quando scoprono che i figli, seppur somiglianti, sono individui diversi che impiegheranno la vita in altri modi,
Uccidere il padre è una favola spietata che si legge in un pomeriggio, ma i trucchi di magia no, non li guarderete più nello stesso modo.
Consigliato per chi è in cerca di un romanzo frizzante, originale e spiazzante.
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