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RECENSIONE: Il tempo che faceva (Aldo Boraschi)

Il tempo che faceva - Aldo Boraschi - Altrevoci editore
RECENSIONE: Il tempo che faceva (Aldo Boraschi)

Il tempo che faceva

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
12/08/2020

Pagine:
192
Genere:
ISBN:
9791280100016
ASIN:
B08DQWY478
Acquista:

La trama

Gelinda Rustichetti ha vissuto tutta la sua vita a Senzunnome, paese dalla geografia incerta e dalla storia compromessa da una frana che ha distrutto l'ufficio anagrafe, cancellandone il passato. Beata Nocentini è invece una giovane ragazza che porta addosso fin da piccola la fama di “scema del villaggio”. Due anime solitarie che non possono far altro che incontrarsi e incastrarsi alla perfezione. I racconti di Gelinda, riportati per tanti anni nei suoi quaderni e poi tramandati a Beata, diventano la memoria degli avvenimenti e dei personaggi che hanno segnato il borgo. Un continuo susseguirsi di uomini e donne, di storie reali, sincere, ricche, che Gelinda osserva dal suo Bar Gelateria. "Il tempo che faceva" è un’ode all’arte del raccontare, del guardare il mondo attorno a sé e riportarlo indelebilmente sulle pagine della Storia.

 -Rassicurante –

Il tempo che faceva - Aldo Boraschi - Altrevoci editoreIl tempo che faceva di Aldo Boraschi (AltreVoci edizioni) è un racconto dolce, dal sapore malinconico eppure di una grande forza. AltreVoci è una casa editrice della mia zona (LEGGI QUI l’articolo) e sono molto felice di poter leggere i lavori di autori ed editori locali, mi riempie di soddisfazione.

Ma torniamo alla storia, Il tempo che faceva è ambientato a Senzunnome, il tipico paesino in cui chiunque conosca almeno un po’ la vita di paese riesce a specchiarsi. Ci sono personaggi pittoreschi, forti abitudini e… ovviamente c’è anche lo scemo del villaggio.

Boraschi con poche pennellate, ma precise, tratteggia i due personaggi principali. Non potrebbero essere più diverse queste due donne: per età e condizioni, eppure così vicine. Perché entrambe emarginate.

Il tempo che faceva - Aldo Boraschi - Altrevoci editoreGelinda è un’anziana signora custode della memoria di Senzunnome che ha scelto di ritirarsi in una casa di riposo. Gelinda è una donna dolce che nasconde molto più di quello di mostra. Titolare del bar gelateria del paese, Gelinda era un ingranaggio fondamentale nella vita di Senzunnome. C’era chi la aiutava a tirare su la saracinesca la mattina, chi si fermava in pausa pranzo e chi era di passaggio. Tutto ruotava intorno al bar gelateria del paese.

Dall’altra parte abbiamo Beata, una bellissima ragazza con però qualche problema, la scema del villaggio appunto, l’esclusa, la discriminata.

Gelinda e Beata stringono un rapporto che commuove.

Oltre all’emarginazione, un altro tema de Il tempo che faceva è senza dubbio la memoria. L’importanza di tramandare, di non dimenticare riti e abitudini che ci hanno reso quello che siamo. Gelinda e Beata che fanno il gelato sono la sintesi perfetta del messaggio che vuole tramandare Boraschi.

Attenzione però perché in questo romanzo si sorride, e lo si fa anche spesso.A volte di gusto a volte amaramente. Le conversazioni tra Gelinda e Rosa la razzista sono battibecchi credibilissimi tra due signore costrette a condividere la vita insieme:

“La vita è proprio strana”, suole dire Gelinda parlando della sua compagna di stanza. “D’improvviso ti trovi a condividere la tavola e il bagno con chi, fino a ieri, nemmeno ti salutava. Credo che sia una prerogativa delle persone sole sapersi trovare. Qualcuno getta funi invisibili intorno alle persone e le fa avvicinare”, chiosa.

Ne Il tempo che faceva però c’è anche un mistero da sciogliere e un passaggio di testimone importante. Bisognerà scavare nel passato, il passato torna sempre a trovarci:

“Strano, vero?”
“Cosa?”
“Che le persone spesso non si ricordano le date o addirittura gli anni di un determinato avvenimento, ma non possono scordare il tempo che faceva”.

E così si arriva decisamente in fretta alla fine, tra nodi da sciogliere, promesse da mantenere e quel monito finale che sembra destinato al lettore: ci sarà sempre chi vuole rubarci la gioia e oscurarci il cielo. A noi non resta che disobbedire, combattere e volare via.

Il tempo che faceva è …

Rassicurante. Immergersi nell’atmosfera di paese è sempre come tornare a casa. Sono tantissimi i comportamenti che riconosco, io che vengo da un paese senza mare. Al tempo stesso è un racconto di grande attualità: c’è l’emarginazione degli anziani, del diverso, dello straniero… come si combatte questa distanza? Con l’amore. Non c’è un’altra risposta e Gelinda lo dimostra in queste pagine.

Boraschi concentra la storia in meno di duecento pagine e forse avrei preferito qualche dettaglio in più, avrei preferito soffermarmi sulla vita di Gelinda da giovane e su quella di Beata. Avrei voluto un pizzico in più di lentezza per gustarmi il ritmo di Senzunnome.

Il tempo che faceva è scorrevole e si arriva in fretta alla fine, complice la curiosità di conoscere il destino di Beata che sboccia proprio nelle pagine finali.

three-stars

Alcune note su Aldo Boraschi

aldo boraschi

Aldo Boraschi è nato nel 1964 ed è giornalista, scrittore e blogger. Ha lavorato per oltre vent’anni in redazioni giornalistiche di emittenti televisive, settimanali e quotidiani. Ha pubblicato per la casa editrice Rupe Mutevole: Donne Altrimenti Amate (2012), Al limite del buio (2012), L’enfasi eccessiva (2013), Dalidà (2014), Il Funambolo e altre vite (2016), La parte sbagliata del tappeto (2016), Storie da osteria (2017), Onorarono (2019). Ha curato Intrighi, leggende e misteri. La storia dei Fieschi (2015) e La congiura del Conte Gian Luigi Fieschi (2015). Ha pubblicato per la casa editrice “I Libri di Emil” La Voce del Geco (2018) e L’arte della solitudine (2019). Ha tradotto dall’inglese l’opera della scrittrice libanese Joumana Haddad Humanus – Il terzo sesso (2017). Del 2019 è La Donna Francese (Panesi Edizioni).

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