– Romantico – Sette storie gotiche di Karen Blixen, pubblicato da Adelphi, è una raccolta di racconti decisamente particolare. Ho acquistato il libro insieme a Dall’altra parte per ricevere la borsina in omaggio — lo so, ne ho già milioni, ma questa mi piaceva tantissimo — e pensavo di immergermi in storie gotiche capaci di…
– Arguto – Gimpel l’idiota di Isaac Bashevis Singer, pubblicato da Adelphi, è una raccolta di racconti deliziosa e insieme profondamente inquietante. Alcuni testi mi hanno fatta sorridere, altri mi hanno lasciato addosso un senso di amarezza; tutti, però, mi hanno confermato la straordinaria capacità di Singer di racchiudere interi mondi in pochissime pagine. Avevo…
– Inquietante – La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di quattro racconti perturbanti e magnetici. Mi piace molto la Jackson dei racconti perché riesce a mescolare benissimo gli elementi del quotidiano con altri che sembrano soprannaturali, generando un’atmosfera perturbante e irresistibile. Davvero la realtà è come sembra? O dietro a quelle…
– Labirinto – L’era dell’Acquario di Fabio Bacà (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha decisamente stupito. Bacà è uno dei pochi autori in grado di scrivere libri sempre diversi. Benevolenza cosmica, Nova e ora L’era dell’Acquario non hanno quasi niente in comune… quasi. Le storie, il ritmo e, a tratti, persino lo stile…
– Irresistibile – Lotteria delle anime di Rosa Matteucci (Adelphi edizioni) è un racconto che uscirà domani e io ho avuto la possibilità, grazie alla casa editrice, di poterlo leggere in anteprima. Amo questa scrittrice dalla penna così feroce, c’è una crudeltà deliziosa nelle opere di Matteucci e anche questo breve racconto non fa eccezione.…
– Feroce – Il ballo di Irene Némirovsky (Adelphi edizioni) è un racconto che aspettava in libreria da anni. Ero andata al Libraccio ed era nella bancarella fuori a 2 euro, fortunatamente viste le condizioni, la ragazza decise di regalarmelo e non farmelo pagare. Da allora è rimasto lì insieme ai miei Piccola biblioteca Adelphi…
– Ipnotico – Nella carne di David Szalay (Adelphi edizioni) è stata una lettura decisamente particolare. La definisco così perché nonostante siano passato diversi giorni dalla fine della lettura, non riesco ancora ad afferrare alcuni aspetti. Le aspettative, come spesso accade quando i libri vincono prestigiosi premi, erano altissime, eppure c’è qualcosa che non mi…
– Solitudine – Biglietto di sola andata di Muriel Spark (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha incuriosito per diverse settimane ma la scintilla non è scoccata. Pensavo di trovarmi davanti qualcosa di simile a Viviane Elisabeth Fauville (LEGGI QUI la mia recensione) e in un certo senso la trama potrebbe ricordare questo romanzo.…
– Malinconia – La vita normale di Yasmina Reza (Adelphi edizioni) è un romanzo che intreccia vicende personali dell’autrice a episodi di cronaca giudiziaria. Anni fa comprai Felici i felici ma devo ammettere di non averlo mai cominciato. Non è mai arrivato il momento giusto, l’altro giorno in libreria è arrivato proprio quest’ultimo romanzo e…
– Rivoluzione – L’ora di greco di Han Kang (Adelphi edizioni) l’ho comprato dopo aver amato Atti umani (LEGGI QUI la recensione). La vegetariana non mi aveva conquistato (LEGGI QUI la recensione) ed ero curiosa di leggere un terzo libro per chiarirmi l’idee su questa autrice da Nobel. Purtroppo non è stato proprio così, nel…
La casa editrice Adelphi è stata fondata a Milano nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti. Nel 1963 Enzo Mari crea la collana dei “Classici“: un progetto globale, carta, sovracoperta, contenitori. Nel 1965, nasce la strategia dell’immagine che farà di Adelphi un caso nel panorama editoriale italiano e internazionale. Il primo segno forte è il marchio. Questo segno, in stile orientaleggiante, è collocato nel contesto «occidentale» della cornice del piatto che reca, in tutte le collane, la dicitura epigrafica “Biblioteca Adelphi” o “Piccola Biblioteca”. Altro tocco distintivo sono le tonalità pastello che mostrano ancora oggi la forza implicita della loro delicatezza. Si può affermare che l’immagine Adelphi ha una riconoscibilità netta e dirompente, paradossalmente da più parti definita come un «urlo sussurrato».








