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RECENSIONE: Meglio così (Amélie Nothomb)

Meglio così di Amélie Nothomb (Voland edizioni)
RECENSIONE: Meglio così (Amélie Nothomb)

Meglio così

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
24/02/2026

Pagine:
132
Genere:
ISBN:
8862436254
ASIN:
B0GPP552TF
Acquista:

La trama

Estate 1942. Per allontanarla dai bombardamenti che minacciano Bruxelles la piccola Adrienne, di quattro anni, viene mandata per due mesi nella cupa e semidiroccata casa della sua bisbetica nonna di Gand, che le dà il benvenuto offrendole caffellatte e aringhe per colazione e si diverte da subito a tormentarla. La ripugnante ma spassosa vecchina odia tutti, comprese le proprie figlie, e adora un solo essere: Pneu, il gatto obeso e sprezzante che troneggia in una stanza-santuario. La bambina sopravvive a quest’atmosfera soffocante grazie alla sua intelligenza, all’immaginazione e soprattutto a una formula magica: “Meglio così.” Un mantra che diventa l’arma per affrontare quanto la ferisce o spaventa, uno strumento di resistenza e, paradossalmente, di speranza… Dopo aver raccontato la storia del padre in “Primo sangue” – col quale si è aggiudicata il Prix Renaudot 2021 e il Premio Strega Europeo 2022 – l’autrice belga dedica il nuovo romanzo alla madre, finora quasi sempre assente dai suoi libri.

– Favola –

Meglio così di Amélie Nothomb (Voland edizioni) è l’ultimo romanzo di quella che ormai, lo avrete capito, è una della mie scrittrici preferite. Devo ammettere che mi sono avvicinata alla lettura con un po’ di paura. Negli ultimi libri autobiografici non avevo trovato l’intensità e la forza che mi aveva fatto innamorare di lei, penso a Le Catilinarie o a Igiene dell’assassino. Sono libri in cui c’è ironia, intelligenza, ma anche ferocia… una lunga premessa lo so, ma rompo subito gli indugi: Meglio così mi è piaciuto.

Meglio così di Amélie Nothomb (Voland edizioni)Meglio così è una formula magica, sono parole che hanno il potere di cambiare l’umore e la vita della protagonista di questo romanzo che romanzo non è. Meglio così è la storia della mamma di Amélie, anche in questo caso l’autrice ha raccontato episodi pittoreschi, dolorosi e a tratti inspiegabili, appunto “all’Amélie”. In realtà Meglio così è una favola, questa bambina che ama i gatti e gioca con un cucchiaio di legno sembra uscita da un libro di fiabe, come le protagoniste più famose è costretta ad affrontare angherie e prove, ma a differenza di tante eroine di fantasia, lei si salva da sola. Come? Con un “meglio così”.

La storia di Meglio così comincia nel 1942 quando due sorelle, Jaqueline e Adrienne, verranno affidate a due nonne diverse per trascorrere l’estate. Per Adrienne quella non sarà un’estate qualunque, si troverà faccia a faccia con la “nonnina” materna che la priverà di giochi, affetto e distrazioni. La tortura preferita è somministrarle colazioni disgustose e trattarla con sufficienza. Ma Adrienne non è una bimba qualsiasi e grazie all’amicizia con un gatto e con un cucchiaio di legno, riuscirà a sopravvivere all’estate.

Meglio così di Amélie Nothomb (Voland edizioni)

L’atmosfera fiabesca delle prime pagine lascia presto spazio a una realtà dura e decisamente poco poetica. La famiglia delle due ragazze nasconde segreti, violenze e tantissimo malessere.

 È complicato appartenere ad un gruppo, e a maggior ragione a una famiglia. Nell’affrontare un problema del genere, bisogna scegliere tra amore e odio.
L’odio non fa per me. Ci ho provato con tutto il cuore. Non ci sono mai riuscita e non lo rimpiango. Odiare la propria famiglia non risolve niente e può solo danneggiare sé stessi: chi odia la propria famiglia, anche con le motivazioni migliori del mondo, finirà per odiarsi.

L’amore è più nelle corde di Amélie che nonostante l’orrore vissuto dalla madre ci restituisce un romanzo frizzante, commovente e decisamente intimo.

Il confronto con Primo sangue viene naturale, ma Nothomb spiega molto bene perché questi due libri siano così diversi. Lei era a tutti gli effetti suo padre e quindi la storia del diplomatico belga poteva essere raccontata solo in prima persona. In meglio così l’autrice non ha voluto sovrapporsi alla madre e ha restituito un ritratto decisamente affascinante.

La lezione più importante? Alla fine conta l’amore che dai, anche se ne hai ricevuto pochissimo. Meglio così.


Meglio così è…

Una favola. L’ho letto in un momento molto difficile e ha avuto il solito effetto: mi ha calmato, mi ha cullato, mi ha scosso. Meglio così è un modo di essere, non soltanto un mantra in grado di aiutarci a superare le difficoltà.

Mi è piaciuta anche la scelta di dividere il romanzo in due, l’ultima parte sembra una lunga lettera di Amélie, una lettera scritta non tanto per i lettori ma per sé stessa. Forse era arrivato il momento di lasciare andare la mamma e di renderla immortale.

Come sempre mi permetto di darvi un consiglio: se non avete mai letto Nothomb non partite da questo. Gli amanti invece lo adoreranno perché quel pizzico di ferocia in Meglio così si respira chiaramente. Ora continuo a sperare che il prossimo sia un’opera di totale fantasia.

Consigliato per chi è in cerca di una storia originale, folgorante e commovente. Per chi ha sempre bisogno di aggrapparsi a qualcosa per uscire dalle situazioni difficili, anche quelle che sembrano disperate.

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three-half-stars

Alcune note su Amélie Nothomb

Amélie Nothomb

Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede. A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori. Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita. Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Oggi vive tra Parigi e Bruxelles.

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