
Cime tempestose

La trama
Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d’amore tra Catherine e Heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. Neppure dopo la morte. A causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, Cime tempestose dovette aspettare il Novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. A noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest’opera trasgressiva e asessuata: così isolata dalla società ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna.
Chi sono io per scrivere una recensione su Cime tempestose? Il capolavoro di Emily Brontë non ha certo bisogno del mio giudizio per continuare ad essere definito immortale, e forse voi lettori non avete bisogno dei miei cinque buoni motivi per leggere questo capolavoro… ma si sa che mi piace condividere e quindi eccoci qui. Quest’anno, visto che ho del tempo libero (per ora) mi sono decisa a rileggere alcuni dei classici che hanno segnato la mia vita. Quello che non sapevo? Che l’argomento Cime tempestose diventasse di attualità. In occasione dell’uscita del film, i lettori più giovani sono corsi ad acquistare il libro e così stavolta non sono stata controcorrente. Ho letto Cime tempestose con il mio gruppo di lettura e l’ho divorato. Oggi come quindici anni fa, Emily parla al mio cuore con scene struggenti e alla mia mente con uno stile poetico e doloroso.
Cinque buoni motivi per leggere Cime tempestose (Emily Brontë)

La voglia di rileggere alcuni classici ce l’ho da anni, ma l’esigenza di partire proprio da Cime tempestose è nata dalla lettura di Sette donne di Lydie Salvayre (LEGGI QUI la mia recensione). Il ritratto di Emily esercita su di me un fascino irresistibile. Eccomi allora qui per aiutare gli ultimi indecisi a intraprendere un viaggio che vi cambierà come ha cambiato me quindici anni fa. Ho scelto di leggerlo nella nuova traduzione di Monica Pareschi e devo dire che mi sono innamorata, se possibile, ancora di più.
L’ambientazione di Cime tempestose
Leggere Cime tempestose per me come tornare a casa. Mi sento davvero a mio agio in quelle atmosfere cupe e al tempo stesso cariche di luce. Sento l’odore della pioggia, la morbidezza del terreno e ancora l’asprezza delle rocce… quanti passaggi potrei riportarvi? La verità è che sarebbe molto meglio per voi immergervi totalmente in questa storia e non uscirne finché non arrivate alla parola fine.
Le atmosfere gotiche di Cime tempestose
L’ambientazione esterna merita senza dubbio ma anche l’aria che si respira, perturbante e affascinante non scherza. I personaggi, la dimora, il vento che sbatte contro le finestre… ma anche l’assenza presenza di Catherine è qualcosa che si respira ad ogni pagina.

Il bancale che usai per appoggiare la candela aveva una piccola pila di libri ammuffiti in un angolo; ed era coperto di scritte incise nella vernice. Queste, tuttavia, si limitavano a un unico nome vergato in ogni tipo di carattere, grande e piccolo: Catherine Earshaw; qua e là compariva la variante Catherine Heathcliff, e anche Catherine Linton.
Fiacco com’ero, appoggiai la testa contro la finestra senza pensarci, continuando a ripetere Catherine Earnshaw – Heathcliff – Linton, finché mi si chiusero gli occhi; ma non erano passati nemmeno cinque minuti che dal buio balzò fuori un insieme di lettere bianche, accecanti e vivide come spettri, e l’aria cominciò a brulicare di Catherine; e riscuotendomi per scacciare quel nome invadente, scoprii il lucignolo della candela piegato verso uno di quegli antichi tomi, mentre un aroma di cuoio di vitello bruciacchiato si diffondeva nell’abitacolo.
Lo stile di Emily Brontë
“Emily Brontë sapeva liberare la vita dalla sua dipendenza dai fatti; con pochi tocchi indicare lo spirito di una faccia che non aveva piú bisogno di un corpo; parlando della brughiera far parlare il vento e ruggire il tuono”, e questo non lo dico io ma Virginia Woolf. La durezza dell’ambientazione, e dei suoi personaggi, va a cozzare con lo stile poetico e magnetico di Brontë.
Non so come esprimerlo, ma senza dubbio tu sai, come tutti, che la nostra esistenza va oltre noi stessi. A che scopo sarei stata creata se il mio limite fosse tutto qui? Le mie grandi tribolazioni in questo mondo sono state le tribolazioni di Heathcliff, e le ho contemplate e sentite una per una fin dal principio; il mio pensiero piú alto nella vita è lui. Se tutto il resto andasse distrutto, e rimanesse lui, io continuerei a esistere; e se rimanesse tutto il resto, e lui fosse spazzato via, per me l’universo si trasformerebbe in un grande estraneo. Non mi sembrerebbe piú di farne parte.
Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi. Il tempo lo muterà, lo so bene, cosí come l’inverno muta gli alberi. Il mio amore per Heathcliff somiglia ai massi eterni che stanno sotto, una fonte di gioia poco visibile ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff: lui è sempre, sempre nella mia mente, non come un piacere, non piú di quanto io sia un piacere per me stessa, ma come il mio stesso essere; perciò smetti di parlare della nostra separazione… è impossibile, e..
I contrasti di Cime tempestose

Come può esserci violenza laddove troviamo poesia? Non so rispondere se non facendo parlare l’autrice. Cime tempestose è un libro ricco di contrasti e io li ho amati tutti.
Tu sai, come lo so io, che per ogni pensiero che rivolge a Linton ne rivolge mille a me! In un periodo particolarmente infelice della mia vita mi ero messo in testa una cosa del genere, in effetti, e l’estate scorsa, quando tornai a vivere qui, ne ero ossessionato; ma adesso solo lei potrebbe convincermi di quest’idea spaventosa. E allora Linton non conterebbe piú nulla, e nemmeno Hindley, né qualunque sogno io abbia mai accarezzato. Il mio futuro sarebbe racchiuso in due parole, morte e inferno, perché l’esistenza, dopo aver perso lei, questo sarebbe: un inferno.
Eppure sono stato tanto pazzo da immaginare per un momento che per lei contasse piú il legame con Linton che con me: ma se pure lui amasse con tutta la forza della sua labile persona, in ottant’anni non sarebbe in grado di amare quanto posso amare io in un solo giorno. E il cuore di Catherine è profondo come il mio: via, è piú facile che il mare entri tutto nel trogolo dei cavalli che tutto l’affetto di cui lei è capace vada a quell’uomo! Lui le è poco piú caro del suo cane o del suo cavallo… al contrario di me, lui non è fatto per essere amato, e come fa lei ad amare ciò che non è fatto per essere amato?
Cime tempestose non è una storia d’amore
Cime tempestose non è una storia d’amore eppure questa etichetta continua a rimanere addosso a questo romanzo. Eppure le adolescenti di decine di generazioni hanno sospirato leggendo la violenza e l’amore dei protagonisti che non sono nemmeno mai riusciti a consumare il loro amore. Cime tempestose è la storia di una vendetta cieca e senza pietà. Si può sprecare una vita intera solo per rovinare le esistenze degli altri? Compresa quella di chi crediamo di amare? Chi prova a toccare Heatcliff con il cuore, muore. Brontë dipinge un personaggio malato, non c’è luce in lui, solo una profonda oscurità che offusca tutto ciò che gli è intorno. Spaventosamente irresistibile.
La verità è che cinque buoni motivi per leggere Cime tempestose di Emily Brontë sono troppo pochi e se non vi ho convinti facendo un passo indietro, facendo parlare lei, allora non vi convincerà nessuno.
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