– Spiazzante – Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di racconti che mi ha fatto compagnia a lungo. Amo molto i racconti di Jackson — penso a Paranoia, in particolare — perché questa autrice mescola quotidiano, perturbante e gotico con naturalezza. Mi piace il suo modo di insinuare…
– Ipnotico – La meridiana di Shirley Jackson (Adelphi) mi ha davvero conquistata, senza se e senza ma. Ho comprato questo romanzo il giorno dell’Epifania: come da tradizione, volevo farmi un regalo. Dopo qualche mese è finalmente arrivato il suo turno. L’avevo scelto a scatola chiusa, senza sapere nemmeno se fosse una raccolta di racconti…
– Magistrale – La donna che visse due volte di Pierre Boileau e Thomas Narcejac (Adelphi edizioni) mi ha conquistata. Comprato al Salone del Libro di Torino lo scorso anno – mamma mia, che vergogna – è rimasto pazientemente ad aspettarmi fino ad adesso. Mi sono immersa nelle atmosfere perturbanti e irresistibili di questo romanzo…
– Catartico – Il libro bianco di Han Kang (Adelphi edizioni) mi ha sorpreso. Non ho volutamente letto nulla prima di immergermi nella lettura, perché non volevo farmi un’idea preconcetta. Volevo entrare a modo mio nella sua scrittura e sono stata catturata fin dalle prime righe. Il libro bianco è una sorta di libro-diario che…
– Brutale – Beduina di Alicia Erian (Adelphi) è il libro che abbiamo scelto per l’estate con le compagne di Saghe familiari controcorrente. Di certo non si tratta della classica lettura da ombrellone: in Beduina la leggerezza non si intravede, si cerca disperatamente ma non si trova. Avevo sentito parlare molto bene di questo libro…
– Romantico – Sette storie gotiche di Karen Blixen, pubblicato da Adelphi, è una raccolta di racconti decisamente particolare. Ho acquistato il libro insieme a Dall’altra parte per ricevere la borsina in omaggio — lo so, ne ho già milioni, ma questa mi piaceva tantissimo — e pensavo di immergermi in storie gotiche capaci di…
– Arguto – Gimpel l’idiota di Isaac Bashevis Singer, pubblicato da Adelphi, è una raccolta di racconti deliziosa e insieme profondamente inquietante. Alcuni testi mi hanno fatta sorridere, altri mi hanno lasciato addosso un senso di amarezza; tutti, però, mi hanno confermato la straordinaria capacità di Singer di racchiudere interi mondi in pochissime pagine. Avevo…
– Inquietante – La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di quattro racconti perturbanti e magnetici. Mi piace molto la Jackson dei racconti perché riesce a mescolare benissimo gli elementi del quotidiano con altri che sembrano soprannaturali, generando un’atmosfera perturbante e irresistibile. Davvero la realtà è come sembra? O dietro a quelle…
– Labirinto – L’era dell’Acquario di Fabio Bacà (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha decisamente stupito. Bacà è uno dei pochi autori in grado di scrivere libri sempre diversi. Benevolenza cosmica, Nova e ora L’era dell’Acquario non hanno quasi niente in comune… quasi. Le storie, il ritmo e, a tratti, persino lo stile…
– Irresistibile – Lotteria delle anime di Rosa Matteucci (Adelphi edizioni) è un racconto che uscirà domani e io ho avuto la possibilità, grazie alla casa editrice, di poterlo leggere in anteprima. Amo questa scrittrice dalla penna così feroce, c’è una crudeltà deliziosa nelle opere di Matteucci e anche questo breve racconto non fa eccezione.…
La casa editrice Adelphi è stata fondata a Milano nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti. Nel 1963 Enzo Mari crea la collana dei “Classici“: un progetto globale, carta, sovracoperta, contenitori. Nel 1965, nasce la strategia dell’immagine che farà di Adelphi un caso nel panorama editoriale italiano e internazionale. Il primo segno forte è il marchio. Questo segno, in stile orientaleggiante, è collocato nel contesto «occidentale» della cornice del piatto che reca, in tutte le collane, la dicitura epigrafica “Biblioteca Adelphi” o “Piccola Biblioteca”. Altro tocco distintivo sono le tonalità pastello che mostrano ancora oggi la forza implicita della loro delicatezza. Si può affermare che l’immagine Adelphi ha una riconoscibilità netta e dirompente, paradossalmente da più parti definita come un «urlo sussurrato».








