
La strega

La trama
Tre dei racconti qui riuniti hanno come protagoniste quelle creaturine infide, pericolose, enigmatiche che Shirley Jackson conosceva molto bene per aver cresciuto quattro «demoni», come chiamava – scherzosamente ma non troppo – i figli. Un bambino che, viaggiando in treno, vede streghe ovunque, e non è detto che non abbia ragione. Una ragazza che, sotto gli occhi di un presunto adulto un po’ alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del mondo: «Non credo proprio che abbia molto futuro,» sentenzia con placido e inquietante distacco «almeno per com’è adesso ... Se quando lei era giovane la gente si fosse spaventata davvero, oggi non saremmo messi così male». E uno scolaretto che ne combina di tutti i colori, forse invisibile ma non per questo assente, come diceva sant’Agostino dei defunti, benché il marmocchio in questione sia vivo e vegeto. Tre boîtes à surprise con le quali Shirley Jackson suscita, a partire dal candore arcano dei ragazzi, sorrisi e brividi glaciali in egual misura. Senza rinunciare a condurci, al seguito di una donna che deve farsi estrarre un molare, nel suo territorio d’elezione: quella zona d’ombra ai confini della follia dove le cose note perdono i loro connotati familiari e appaiono estranee e perturbanti, dove un luciferino sconosciuto, materializzatosi dal nulla al nostro fianco, può prenderci per mano e, in un battito di ciglia, portarci a correre sulla sabbia calda, mentre le onde «tintinnano come campanelli sulla spiaggia» e «i flauti suonano tutta la notte».
– Inquietante –
La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di quattro racconti perturbanti e magnetici. Mi piace molto la Jackson dei racconti perché riesce a mescolare benissimo gli elementi del quotidiano con altri che sembrano soprannaturali, generando un’atmosfera perturbante e irresistibile. Davvero la realtà è come sembra? O dietro a quelle ombre si nascondono streghe, fantasmi e altre creature? Forse è solo la follia umana a generare queste discrepanze… o forse no. Non esiste una risposta certa e questo rende i racconti ancora più affascinanti.

Quello che proprio non mi va giù è il fatto che siano solo quattro. Perché non fare una raccolta più corposa? Jackson ha scritto parecchio e quindi il materiale non mancherebbe… ma questa è un’altra storia. Di Jackson ho letto diverse opere e forse Lizzie (LEGGI QUI la mia recensione) rimane il mio preferito proprio perché a tratti è quasi impossibile distinguere tra follia e realtà, tra normale e paranormale.
A tenere insieme questi quattro racconti è proprio l’ambiguità: nulla è mai completamente spiegato e il dubbio continua a insinuarsi tra le pagine anche dopo l’ultima riga.
La strega è il titolo che dà il nome alla raccolta, il protagonista è un bambino che sul treno continua a salutare i passeggeri e a guardare fuori dal finestrino, almeno fino a quando non arriva uno strambo signore:
“Parlami di tua sorella” disse il bambino. “Era una strega?” “Può darsi” rispose l’uomo. Il bambino rise entusiasta e, l’uomo si appoggiò allo schienale e tirò una boccata dal sigaro. “Tanto tempo fa” cominciò “avevo una sorellina , proprio come la tua”. Il bambino alzò lo sguardo su di lui, annuendo a ogni parola. “La mia sorellina ” proseguì l’uomo “era così carina e simpatica che l’amavo più di ogni altra cosa al mondo, Allora vuoi sapere cosa ho fatto?” Il bambino annuì con maggior foga, e la madre alzò gli occhi dal libro e sorrise, in ascolto. “Le ho comprato un cavallo a dondolo, una bambola e un milione di lecca-lecca” disse l’uomo. “Poi l’ho presa, le ho messo le mani intorno al collo e l’ho stretta, l’ho stretta finché è morta.”
Nel secondo racconto invece c’è Eileen, una studentessa decisamente inquietate che fa premonizioni apocalittiche sul futuro… la pausa di uno degli invitati si trasforma presto in un inquietante incubo.
E ancora, forse il racconto che ho apprezzato di più dopo Il dente, è il terzo: Charles. Cosa succede quando uno scolaro indisciplinato sconvolge le regole a scuola?
Il dente invece è un vero e proprio gioiello. Chissà perché, ho immaginato la protagonista con il viso di Clarice Lispector. La donna è diretta a New York con un pullman per andare a curarsi un fastidioso mal di denti. Il viaggio si trasformerà presto in un’avventura a metà tra il sonno e la veglia. Dolore e allucinazione si fonderanno dando vita a un racconto labirintico e affascinante.
Con le palpebre abbassate, prima di addormentarsi, rimase chiusa in sé stessa, sola con il suo mal di denti.
“I flauti suonano tutta la notte, ” disse lo sconosciuto “e le stelle sono grandi come la luna e la luna è grande come un lago”.
La strega è …
La strega è una raccolta breve ma capace di lasciare il segno. Quattro racconti bastano a ricordarci perché Shirley Jackson sia ancora oggi una maestra dell’inquietudine. Perturbante, inquietante e irresistibile. Il fatto che siano solo quattro racconti è davvero una crudeltà ma per fortuna ho ancora da leggere diverse “cose” di questa autrice, tra cui La meridiana che mi aspetta da un bel po’.

Consigliato per chi è in cerca di una raccolta da leggere in un pomeriggio, per chi ha voglia di lasciarsi travolgere e per chi non ha paura di guardare la quotidianità con altri occhi.
Link affiliati
















Lascia un commento