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RECENSIONE: La strega (Shirley Jackson)

La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)
RECENSIONE: La strega (Shirley Jackson)

La strega

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
31/10/2023

Pagine:
66
Genere:
ISBN:
884593831X
ASIN:
B0CLN6X8LN
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La trama

Tre dei racconti qui riuniti hanno come protagoniste quelle creaturine infide, pericolose, enigmatiche che Shirley Jackson conosceva molto bene per aver cresciuto quattro «demoni», come chiamava – scherzosamente ma non troppo – i figli. Un bambino che, viaggiando in treno, vede streghe ovunque, e non è detto che non abbia ragione. Una ragazza che, sotto gli occhi di un presunto adulto un po’ alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del mondo: «Non credo proprio che abbia molto futuro,» sentenzia con placido e inquietante distacco «almeno per com’è adesso ... Se quando lei era giovane la gente si fosse spaventata davvero, oggi non saremmo messi così male». E uno scolaretto che ne combina di tutti i colori, forse invisibile ma non per questo assente, come diceva sant’Agostino dei defunti, benché il marmocchio in questione sia vivo e vegeto. Tre boîtes à surprise con le quali Shirley Jackson suscita, a partire dal candore arcano dei ragazzi, sorrisi e brividi glaciali in egual misura. Senza rinunciare a condurci, al seguito di una donna che deve farsi estrarre un molare, nel suo territorio d’elezione: quella zona d’ombra ai confini della follia dove le cose note perdono i loro connotati familiari e appaiono estranee e perturbanti, dove un luciferino sconosciuto, materializzatosi dal nulla al nostro fianco, può prenderci per mano e, in un battito di ciglia, portarci a correre sulla sabbia calda, mentre le onde «tintinnano come campanelli sulla spiaggia» e «i flauti suonano tutta la notte».

– Inquietante –

La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di quattro racconti perturbanti e magnetici. Mi piace molto la Jackson dei racconti perché riesce a mescolare benissimo gli elementi del quotidiano con altri che sembrano soprannaturali, generando un’atmosfera perturbante e irresistibile. Davvero la realtà è come sembra? O dietro a quelle ombre si nascondono streghe, fantasmi e altre creature? Forse è solo la follia umana a generare queste discrepanze… o forse no. Non esiste una risposta certa e questo rende i racconti ancora più affascinanti.

La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Quello che proprio  non mi va giù è il fatto che siano solo quattro. Perché non fare una raccolta più corposa? Jackson ha scritto parecchio e quindi il materiale non mancherebbe… ma questa è un’altra storia. Di Jackson ho letto diverse opere e forse Lizzie (LEGGI QUI la mia recensione) rimane il mio preferito proprio perché a tratti è quasi impossibile distinguere tra follia e realtà, tra normale e paranormale.

A tenere insieme questi quattro racconti è proprio l’ambiguità: nulla è mai completamente spiegato e il dubbio continua a insinuarsi tra le pagine anche dopo l’ultima riga.

La strega è il titolo che dà il nome alla raccolta, il protagonista è un bambino che sul treno continua a salutare i passeggeri e a guardare fuori dal finestrino, almeno fino a quando non arriva uno strambo signore:

“Parlami di tua sorella” disse il bambino. “Era una strega?” “Può darsi” rispose l’uomo. Il bambino rise entusiasta e, l’uomo si appoggiò allo schienale e tirò una boccata dal sigaro. “Tanto tempo fa” cominciò “avevo una sorellina , proprio come la tua”. Il bambino alzò lo sguardo su di lui, annuendo a ogni parola. “La mia sorellina ” proseguì l’uomo “era così carina e simpatica che l’amavo più di ogni altra cosa al mondo, Allora vuoi sapere cosa ho fatto?” Il bambino annuì con maggior foga, e la madre alzò gli occhi dal libro e sorrise, in ascolto. “Le ho comprato un cavallo a dondolo, una bambola e un milione di lecca-lecca” disse l’uomo. “Poi l’ho presa, le ho messo le mani intorno al collo e l’ho stretta, l’ho stretta finché è morta.”

Nel secondo racconto invece c’è Eileen, una studentessa decisamente inquietate che fa premonizioni apocalittiche sul futuro… la pausa di uno degli invitati si trasforma presto in un inquietante incubo.

E ancora, forse il racconto che ho apprezzato di più dopo Il dente, è il terzo: Charles. Cosa succede quando uno scolaro indisciplinato sconvolge le regole a scuola?

Il dente invece è un vero e proprio gioiello. Chissà perché, ho immaginato la protagonista con il viso di Clarice Lispector. La donna è diretta a New York con un pullman per andare a curarsi un fastidioso mal di denti. Il viaggio si trasformerà presto  in un’avventura a metà tra il sonno e la veglia. Dolore e allucinazione si fonderanno dando vita a un racconto labirintico e affascinante.

Con le palpebre abbassate, prima di addormentarsi, rimase chiusa in sé stessa, sola con il suo mal di denti.

“I flauti suonano tutta la notte, ” disse lo sconosciuto  “e le stelle sono grandi come la luna e la luna è grande come un lago”.


La strega è …

La strega è una raccolta breve ma capace di lasciare il segno. Quattro racconti bastano a ricordarci perché Shirley Jackson sia ancora oggi una maestra dell’inquietudine. Perturbante, inquietante e irresistibile. Il fatto che siano solo quattro racconti è davvero una crudeltà ma per fortuna ho ancora da leggere diverse “cose” di questa autrice, tra cui La meridiana che mi aspetta da un bel po’.

La strega di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Consigliato per chi è in cerca di una raccolta da leggere in un pomeriggio, per chi ha voglia di lasciarsi travolgere e per chi non ha paura di guardare la quotidianità con altri occhi.

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four-stars

Alcune note su Shirley Jackson

Shirley Jackson

Shirley Jackson è stata una scrittrice e giornalista statunitense, nota soprattutto per L’incubo di Hill House del 1959 e La lotteria. Ha esordito scrivendo per il prestigioso «The New Yorker» nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, The Bad Children. Muore per infarto nel 1965, forse a causa della terapia a base di psicoformaci che stava seguendo.

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