– Sofferenza – Vite che non sono la mia di Emmauel Carrère (Adelphi) è un libro difficile da raccontare. Da sei mesi a questa parte, ogni giorno, di mia spontanea volontà, passo alcune ore davanti al computer a scrivere di ciò che mi fa più paura al mondo: la morte di un figlio per i…
– Resistere – Con Viaggio nel buio di Jean Rhys (Adelphi) è stato un colpo di fulmine. L’ho afferrato in libreria perché colpita dalla copertina e, come spesso succede, è rimasto sullo scaffale in paziente attesa. Rhys è l’autrice de Il grande mare dei Sargassi, una sorta di spin -off di Jane Eyre (uno dei…
-Brividi – L’incubo di Hill House di Shrley Jackson (Adelphi) è un libro lontanissimo dal mio genere. Di Jackson ho letto e amato Lizzie (trovate qui la recensione), e qualche racconto di Paranoia. Non lo nascondo, della scrittura di Jackson mi piace tutto ma le storie non sempre sono all’altezza della sua penna. Ora proverò…
– Sogno – Cose che succedono la notte di Peter Cameron (Adelphi) è un libro davvero molto particolare. Di Cameron ho letto solamente Un giorno questo dolore ti sarà utile e questo romanzo è lontano anni luce dal Cameron che conoscevo. Cose che succedono la notte è una storia dal sapore onirico e malinconico. Protagonista…
– Agghiacciante – L’avversario di Emmanuel Carrère (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha lasciato tanti dubbi. So che è considerato il capolavoro dello scrittore francese, eppure mi è mancato qualcosa, che forse ad oggi non so ancora definire. L’avversario è un romanzo verità, Carrère ha scelto di raccontare la storia di Jean-Claude Romand…
– Onirico – Figure nel salotto di Norah Lange (Adelphi) è un libro particolarissimo che gioca sul confine realtà / follia. Protagonista una ragazzina che precipita in un’ossessione insolita e inspiegabile. Non avevo mai letto nulla di Lange e sono rimasta, nonostante la confusione iniziale, davvero colpita. Figure nel salotto mi ha ricordato per certi…
– Fiaba – La signora trasformata in volpe di David Garnett (Adelphi) è un racconto particolarissimo. Un centinaio di pagine che spiazzano, fanno sorridere e gettano addosso anche un pizzico malinconia. Non avevo mai letto nulla di Garnett e sono rimasta abbastanza soddisfatta. Come si può leggere nella quarta di copertina, La signora trasformata in…
– Solitudine – Midland a Stilfs di Thomas Bernhard (Adelphi) è una raccolta di racconti brevi ed è stata il mio primo incontro con Benhard. Ho amato moltissimo il primo racconto, che dà il titolo all’opera e sono rimasta un po’ meno impressionata dagli altri. Midland a Stilfs mi ha colpito per le sensazioni che…
– Finestra – Paranoia di Shirley Jackson (Adelphi) è una raccolta di racconti che i fan della scrittrice non potranno lasciarsi sfuggire. Resta tiepido il parere per chi ha apprezzato questa autrice ma non si è innamorato, come nel mio caso. La prima parte è dedicata proprio ai racconti di Jackson, sono quattro e sono…
– Identità – I baffi di Emmanuel Carrère (Adelphi) è stata una piacevole, seppur inquietante, scoperta. Con Carrère ho avuto solamente un incontro, brevissimo e che mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. Dopo aver letto A Calais non ero convinta che la penna dello scrittore facesse per me. Qui invece è stato…
La casa editrice Adelphi è stata fondata a Milano nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti. Nel 1963 Enzo Mari crea la collana dei “Classici“: un progetto globale, carta, sovracoperta, contenitori. Nel 1965, nasce la strategia dell’immagine che farà di Adelphi un caso nel panorama editoriale italiano e internazionale. Il primo segno forte è il marchio. Questo segno, in stile orientaleggiante, è collocato nel contesto «occidentale» della cornice del piatto che reca, in tutte le collane, la dicitura epigrafica “Biblioteca Adelphi” o “Piccola Biblioteca”. Altro tocco distintivo sono le tonalità pastello che mostrano ancora oggi la forza implicita della loro delicatezza. Si può affermare che l’immagine Adelphi ha una riconoscibilità netta e dirompente, paradossalmente da più parti definita come un «urlo sussurrato».








