
L’era dell’Acquario

La trama
«Let the sunshine in», fa’ entrare la luce del sole, cantavano, nei remoti anni Sessanta, i protagonisti di «Hair» – e contro una nazione in guerra, ingozzata di «bugie mascherate da ideali», annunciavano il sorgere dell’era dell’Acquario, in cui ci sarebbero state «armonia e comprensione, tolleranza e verità». Quella in cui vive Chloe, la protagonista di questo turbinoso romanzo, è invece la luce abbagliante e ingannevole dei social – questo vasto acquario in cui ci affanniamo tutti a nuotare. Chloe, infatti, è diventata ricca e famosa vendendo la propria stupefacente bellezza e la propria intimità in filmati espliciti su OnlyFans a torme di munifici ammiratori. Paradossalmente, tuttavia – come in una versione contemporanea e disinibita della lettera rubata di Edgar Allan Poe –, lo ha fatto per nascondersi, per tentare di sfuggire alle ombre di un passato di cui non parla con nessuno – e nel fondo del quale ci sono una donna morta in un bosco, sotto una valanga di neve, e un uomo che, scampato alla morte in modo misterioso, sostiene di aver intravisto l’aldilà. Eppure, proprio nel momento in cui queste ombre si fanno più minacciose, la giovane donna che per anni è stata avvolta dallo scintillio del lusso e della mondanità scopre qualcosa che assomiglia alla dolcezza di una insperata armonia. Un’avventura, quella di Chloe, che si snoda attraverso successive rivelazioni, fino alla resa dei conti con un padre sospettato di un crimine infamante, in una sorta di percorso iniziatico nel quale il lettore verrà a sua volta trascinato dal virtuosismo narrativo di Bacà.
– Labirinto –
L’era dell’Acquario di Fabio Bacà (Adelphi edizioni) è un libro che mi ha decisamente stupito. Bacà è uno dei pochi autori in grado di scrivere libri sempre diversi. Benevolenza cosmica, Nova e ora L’era dell’Acquario non hanno quasi niente in comune… quasi. Le storie, il ritmo e, a tratti, persino lo stile sono molto diversi. Se in Benevolenza si respira quell’aria gioiosa (ma non fidatevi perché in realtà è un libro più duro di quello che sembra), in Nova l’atmosfera è cupa, violenta, mentre ne L’era dell’acquario l’intreccio è più complesso e si alternano momenti tragici a momenti divertenti. Specialmente all’inizio non capiamo se ci troviamo di fronte a un giallo, le prime pagine sembrano quelle di un thriller, oppure se la storia diventerà qualcosa d’altro. Un romanzo di formazione? Una storia di riscatto? Un romanzo introspettivo? Non ci sono risposte giuste o risposte sbagliate. L’era dell’Acquario è tutto questo però, e lo dirò subito, ho preferito lo stile più ricco di Benevolenza cosmica.

Qui Bacà è più semplice…forse perché il romanzo è decisamente più lungo rispetto agli altri, forse l’ha fatto per mantenere il ritmo incalzante de L’era dell’Acquario… ma mi sto dilungando troppo con tutte queste ipotesi. Torniamo alla storia che comincia così:
Un chiaroveggente cileno aveva predetto che la fine del decennio sembrava astrologicamente propizia a un temibile evento planetario (un terremoto da milioni di morti, una catastrofe vulcanica, una misteriosa epidemia), dopo il quale sarebbe iniziata l’era dell’Acquario, una lunghissima fase di spiritualità e fratellanza.
I protagonisti sono principalmente due ma i personaggi sono tanti, così come le tematiche messe sul tavolo. Ci sono l’amore, i rapporti familiari e ancora la malattia, i sentimenti di inadeguatezza tipici dell’adolescenza e le certezze incrollabili sulle quali costruiamo la nostra vita, almeno fino a quando non scopriamo che di incrollabile non avevano proprio niente.
Chloe Luscher è una splendida 39enne che sul web è una vera e propria star. Milioni di followers su IG e centinaia di persone, se non migliaia, disposte a pagare un abbonamento su Onlyfans. Chloe vende contenuti per adulti sulla piattaforma ormai da anni e vive con il suo fidanzato ma… ma qualcosa da subito nella sua personalità ci inquieta. Chloe è fredda, sembra anestetizzata ma lo è perché ha un grande segreto da nascondere.
È l’era dell’Acquario: un tempo in cui tutto sembra visibile, in cui persino gli aspetti più intimi dell’esistenza vengono esibiti sulle piattaforme digitali, eppure ciò che conta davvero continua a sfuggire allo sguardo degli altri
Dall’altra parte abbiamo Samuel, un ragazzo costretto a vivere sulla sedia a rotelle che vive il suo primo amore. Samuel è un ragazzo brillante, intelligente, ma ha deciso di togliersi la vita. In che modo le vite di Chloe e Samuel si intrecceranno? E ancora, cosa c’entra la coppia ritrovata morta sotto una valanga di neve?

Bacà costruisce una trama ambiziosa e stratificata, disseminando indizi e connessioni che inizialmente sembrano impossibili da ricomporre. Eppure, pagina dopo pagina, ogni tassello trova il proprio posto senza che il romanzo perda ritmo o capacità di sorprendere.
L’era dell’Acquario è forse il romanzo più ambizioso di Bacà. Meno brillante sul piano linguistico rispetto a Benevolenza cosmica, ma più ampio nelle tematiche e nella costruzione narrativa. Attraverso personaggi molto diversi tra loro, l’autore riflette sulla visibilità, sull’identità, sulla fragilità dei rapporti umani e sul bisogno di trovare un senso anche quando le certezze sembrano sgretolarsi. Un libro che cambia più volte pelle durante la lettura e che conferma ancora una volta la capacità di Bacà di non ripetersi mai. Però, appunto per questo mi aspettavo qualcosina in più.
L’era dell’Acquario è…
L’era dell’Acquario è un labirinto. Bacà si diverte a confondere il lettore, a mescolare le carte e a cambiare più volte ritmo. Il registro ironico si intreccia a quello introspettivo e seguiamo con affetto le vicende di tutti i personaggi.
Forse la spiegazione “paranormale” (quando leggerete capirete) arriva in modo un po’ frettoloso rispetto alla costruzione del resto del romanzo, ma l’insieme resta sorprendente e soprattutto originale.
Bacà non scrive il solito libro e, di questi tempi, è una vera rarità.
Consigliato a chi è in cerca di una storia incalzante, originale e capace di alternare leggerezza e profondità.

















Lascia un commento