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RECENSIONE: Sette storie gotiche (Karen Blixen)

Sette storie gotiche di Karen Blixen, Adelphi edizioni
RECENSIONE: Sette storie gotiche (Karen Blixen)

Sette storie gotiche

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
01/05/2000

Pagine:
420
Genere:
ISBN:
8845907112
Acquista:

La trama

«In lei il fiabesco nasce spontaneo, e altrettanto spontaneamente si ambienta contro lo sfondo del suo Paese, la Danimarca. I fantasmi entrano in scena come la cosa più naturale del mondo, nei suoi racconti, e le metamorfosi dei personaggi, che il carnevale romano giustifica nella Principessa Brambilla di Hoffmann, nei racconti della Blixen si accettano quasi senza sorpresa. La meravigliosa storia della cantante Pellegrina Leoni che, perduta la voce nell'incendio del Teatro dell'Opera di Milano, sopravvive abdicando alla propria personalità, e presentandosi in forme diverse ai suoi adoratori a cui sottrae, seguìta come un'ombra dal vecchio ebreo suo amico e protettore, finché muore nel momento in cui ricupera la propria personalità di cantante, contiene in sintesi tutte le qualità della scrittrice» (Mario Praz)

– Romantico –

Sette storie gotiche di Karen Blixen, pubblicato da Adelphi, è una raccolta di racconti decisamente particolare. Ho acquistato il libro insieme a Dall’altra parte per ricevere la borsina in omaggio — lo so, ne ho già milioni, ma questa mi piaceva tantissimo — e pensavo di immergermi in storie gotiche capaci di regalarmi almeno qualche brivido. Invece la scintilla non è scoccata: non mi sono sentita davvero coinvolta e, durante la lettura, la mente tendeva spesso a vagare, mentre io facevo fatica a ritrovare la concentrazione.

La vita, però, è fatta anche di momenti, e forse questo non era semplicemente quello giusto per incontrare Karen Blixen. Ho alternato il libro con Gimpel l’idiota, un’altra raccolta di racconti, ma dal tono completamente diverso e nella quale sono riuscita a entrare con molta più facilità. Devo inoltre ammettere che anche la grandezza del carattere mi ha scoraggiata: per i miei gusti il font è decisamente troppo piccolo e ha reso una lettura già impegnativa ancora meno scorrevole.

Sette storie gotiche di Karen Blixen, Adelphi edizioni

Sette storie gotiche è una raccolta di storie dentro altre storie. I personaggi che incontriamo all’inizio spesso si fanno da parte, lasciando spazio alla voce e alle vicende di altri protagonisti. Ogni racconto sembra aprire continuamente nuove porte, introducendo ulteriori destini, ricordi e narrazioni. È una costruzione affascinante, quasi labirintica, ma che nel mio caso ha finito anche per creare una certa distanza: proprio quando pensavo di avere trovato un punto al quale aggrapparmi, la storia prendeva un’altra direzione.

Più che davanti a racconti gotici nel senso in cui li avevo immaginati, ho avuto spesso l’impressione di trovarmi in una raccolta di fiabe antiche, elaborate e a tratti teatrali. Ci sono principesse, badesse, nobili decaduti, identità misteriose, lotte, passioni e destini segnati, ma raramente ho respirato quell’atmosfera oscura e inquietante che mi aspettavo dal titolo. Il gotico della Blixen è meno legato alla paura e al soprannaturale di quanto pensassi: vive piuttosto nella fatalità, nei segreti, nella solitudine e nella sensazione che i personaggi siano trascinati verso un destino già scritto.

Lo stile è poetico, elegante e ricchissimo di immagini. Si percepisce la capacità dell’autrice di costruire scenari e personaggi fuori dal tempo, ma sono state proprio le storie, con il loro continuo intrecciarsi e allontanarsi, a non riuscire a catturarmi fino in fondo. Le ho ammirate più di quanto le abbia sentite.

Sette storie gotiche di Karen Blixen, Adelphi edizioni

Il racconto che mi ha convinta maggiormente è senza dubbio Diluvio a Norderney. Qui ho finalmente percepito l’atmosfera che cercavo: l’isolamento, la minaccia dell’acqua, l’inevitabilità della vita e della morte e quel senso di inquietudine provocato dalle azioni e dalle parole dei personaggi. È difficile prevedere dove la narrazione andrà a parare e quale significato assumeranno le confessioni dei protagonisti, riuniti in un luogo dal quale potrebbero non uscire vivi.

I rami degli alti pioppi a fianco della casa fluttuavano sull’onda, violentemente scossi. Il cupo cielo, che tutto il giorno aveva gravato sul mondo come un coperchio plumbeo, all’improvviso mutò colore, laggiù a occidente, lontano, come se il coperchio fosse stato alzato un poco, e trascolorò in un rosso fiammeggiante che il mare colse e rifletté.

Non mi è dispiaciuto neppure Le strade intorno a Pisa, nel quale però l’atmosfera mi è sembrata più vicina a quella di una commedia degli equivoci, giocata tra incontri, identità e coincidenze, che a quella di una vera storia gotica.

Sono arrivata alla fine con la sensazione di avere letto un’opera raffinata, complessa e piena di suggestioni, ma anche con la consapevolezza che non tutti i libri riescono a parlarci nel momento in cui li incontriamo. Forse in futuro potrei ritrovare queste storie con uno sguardo diverso e apprezzarne maggiormente la struttura e la scrittura. Per ora, però, Sette storie gotiche rimane una lettura che ho ammirato da lontano, senza riuscire davvero ad abitarla.


Sette storie gotiche è…

Romantica. Definirei proprio così questa raccolta in cui Comunque gli intrighi amorosi hanno un certo spazio. Karen Blixen, scrittrice danese conosciuta anche con lo pseudonimo di Isak Dinesen, pubblicò Sette storie gotiche nel 1934, inizialmente in inglese. La sua scrittura nasce dall’incontro tra tradizione orale, fiaba, mito e racconto ottocentesco: non stupisce quindi che queste pagine abbiano un tono solenne, teatrale e fuori dal tempo. Blixen sembra interessata meno alla paura in senso stretto che ai destini, alle identità nascoste, ai sacrifici e alle strane coincidenze che governano la vita dei personaggi. Una concezione del gotico sicuramente più raffinata e simbolica rispetto a quella che, forse ingenuamente, mi aspettavo incontrando questo titolo. Ci riproverò più avanti.

Consigliato per chi è in cerca di un titolo originale, per chi ama i racconti lunghi, lenti e con quel pizzico di mistero.

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Alcune note su Karen Blixen

Karen Blixen

Karen Blixen è stata una scrittrice danese, nota con vari pseudonimi, il più famoso dei quali è Karen Blixen; pubblica opere anche con il nome di Isak Dinesen (suo cognome di nascita), Tania Blixen, Pierre Andrèzel e Osceola. Figlia di un proprietario terriero, ufficiale e scrittore, studia all’Accademia di Belle Arti di Copenaghen dal 1903 al 1906, quindi a Parigi e a Roma. Sposatasi con il cugino, barone Bror von Finecke, soggiorna con lui dal 1914 al 1931 in Kenya, dove acquistano una piantagione di caffè; è corrispondente del quotidiano danese di sinistra «Politiken», a Berlino nel 1940 e a Helsinki nel 1941. Influenzata in giovinezza particolarmente dai classici e da Hoffmann, per la singolarità della sua ispirazione, è una delle personalità più affascinanti della letteratura danese del Novecento. Dopo la separazione e divorzio dal marito, ha una lunga relazione con il cacciatore di safari, Denys Finch Hatton, figlio di una nobile famiglia inglese. Nel 1931, dopo aver perso la fattoria del caffè durante la Grande Depressione, torna in Danimarca e inizia la carriera di scrittrice che dura fino alla sua morte nel 1962.

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