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RECENSIONE: Un giorno come un altro (Shirley Jackson)

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)
RECENSIONE: Un giorno come un altro (Shirley Jackson)

Un giorno come un altro

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
29/11/2022

Pagine:
277
Genere:
ISBN:
8845937380
ASIN:
B0BN8HMRC6
Acquista:

La trama

Quando Shirley Jackson arrivò in ospedale per la nascita del terzo figlio, l’impiegata all’accettazione le chiese quale professione svolgesse. E alla risposta «Scrittrice», replicò imperturbabile: «Io metterei casalinga». Senza volerlo, quell’impiegata aveva toccato un nervo scoperto – e colto nel segno. L’autrice di uno dei più celebri e disturbanti racconti della letteratura americana moderna era anche, come emerge dagli irriverenti aneddoti familiari, un’eccentrica donna di casa e una madre spassosa e piena d’inventiva. Ed è impossibile non riconoscere qualcosa di lei nelle stravaganti Mary Poppins che popolano questa raccolta, accompagnate da gatti parlanti e in grado di confezionare abiti con le coccinelle e i denti di leone del giardino. Quanto al lato più macabro – quello che la spinge ad affrontare tormenti, aberrazioni, crudeltà, a sondare normalità, follia, soprannaturale e sordido, o ancora a rendere sottilmente inquietante la banalità di «un giorno come un altro», appunto –, il lettore non avrà che l’imbarazzo della scelta. Nessuno meglio di Shirley Jackson conosce «il male incontrollato» che si cela sotto la più linda e ordinata delle superfici. E solo lei sa mescolare assurdo, comico e spaventevole – avvelenata mistura –, portandoli alle estreme conseguenze con un’economia del dettato e un’acutezza del dettaglio del tutto inconfondibili.

– Spiazzante –

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni) è una raccolta di racconti che mi ha fatto compagnia a lungo. Amo molto i racconti di Jackson — penso a Paranoia, in particolare — perché questa autrice mescola quotidiano, perturbante e gotico con naturalezza. Mi piace il suo modo di insinuare un dubbio nelle situazioni più comuni, di rendere improvvisamente estraneo qualcosa che fino a un attimo prima sembrava familiare.

Quest’estate ho letto e amato La meridiana, un romanzo decisamente perturbante, con atmosfere che mi hanno ricordato Abbiamo sempre vissuto nel castello. Forse proprio per questo Un giorno come un altro è stato penalizzato dalle mie aspettative. Cercavo ancora quelle sensazioni, quel coinvolgimento, e non li ho ritrovati con la stessa intensità.

Non è scoccato l’amore. Ma ci sono racconti sui quali mi sono fermata, domande che mi sono portata dietro e quella capacità, tutta di Jackson, di farci dubitare della normalità delle cose.

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Il male fa parte della quotidianità: è questo che grida la raccolta di Shirley Jackson, in cui fantasmi e magie si mescolano a un’esistenza solo all’apparenza grigia e banale. L’inquietudine si annida nei gesti abituali, nei rapporti, negli spazi familiari. Basta una crepa perché ciò che conosciamo riveli un volto diverso.

La moneta dei desideri, per esempio, sembra una favola moderna. Quanto possono influenzare il corso degli eventi le nostre convinzioni? Parecchio, viene da pensare leggendo questo racconto. Alla fine basta crederci. E ci si ritrova a interrogarsi su quanto di ciò che accade dipenda dagli eventi e quanto dal modo in cui li guardiamo, dalle possibilità che siamo disposti a riconoscere.

E poi c’è la crudeltà de La ragazza scomparsa, inquietante per ragioni diverse da quelle che ci aspetteremmo. Si può diventare così invisibili da non lasciare nemmeno un ricordo nelle persone che incontriamo? Si può attraversare la vita degli altri senza che nessuno sappia poi dire qualcosa di noi, nemmeno confermare la nostra presenza?

Un’attenta verifica degli elenchi delle attività ricreative dimostrò che, se da un lato la ragazza risultava iscritta a recitazione, scienze e nuoto, la sua effettiva partecipazione a quelle attività era incerta; la maggior parte delle istruttrici compilava il registro in modo approssimativo, e nessuna di loro fu in grado di ricordare se una ragazza con quelle caratteristiche fosse stata presente un determinato giorno.

È questo che mi ha colpita: la ragazza risulta negli elenchi, ma nessuno sa dire se l’abbia davvero vista. Ci sono le iscrizioni, mancano i ricordi. E la verifica delle presenze, con il suo linguaggio freddo e ordinario, diventa qualcosa di terribile. Perché dietro quei registri compilati in modo approssimativo c’è una persona che sembra non aver lasciato traccia.

È una delle cose che amo di Jackson: la capacità di arrivare all’inquietudine attraverso dettagli che potremmo incontrare ovunque. Una dimenticanza, una risposta incerta, qualcosa a cui sul momento non avremmo dato peso. Poi leggiamo e ci accorgiamo di quanto possano fare paura.

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Un giorno come un altro di Shirley Jackson (Adelphi edizioni)

Spesso, quasi sempre, bisogna avere la pazienza di arrivare fino all’ultima riga per comprendere il senso di un racconto. È lì che un dettaglio cambia il peso di ciò che abbiamo letto e ci costringe a ripensarlo. Qualche volta ci si arriva senza sapere bene dove Jackson ci stia portando, aspettando di capire che cosa si nasconda dentro una situazione apparentemente ordinaria.

Anche questo rende la lettura imprevedibile. Non si può entrare in ogni storia aspettandosi lo stesso tipo di esperienza: cambiano il tono, il modo di osservare i personaggi, le ragioni per cui una vicenda finisce per colpirci. E quella quotidianità che sembrava così riconoscibile diventa ogni volta il punto di partenza per qualcosa di diverso.

Non tutti i racconti mi hanno coinvolta allo stesso modo. In alcuni sono rimasta più distante, in altri ho ritrovato la Jackson che amo. Mi chiedo quanto abbia pesato il confronto con le letture precedenti: quando si ama un’autrice, è difficile cominciare un suo libro senza portarsi dietro ciò che ci ha fatto provare in passato. Io avevo ancora molto presente La meridiana e forse cercavo di prolungare quell’esperienza.

Un giorno come un altro mi ha fatto una compagnia diversa. L’ho letto nel tempo, lasciando spazio alle singole storie. E i racconti si prestano anche a questo: a occupare una pausa, un’attesa, quei pochi minuti che troppo spesso finisco per regalare al telefono. Arrivare alla fine di una storia, invece che all’ennesimo contenuto sui social, è una piccola abitudine che sto cercando di recuperare.


Un giorno come un altro è…

Spiazzante. Non sai mai quale racconto ti troverai davanti. Sarà inquietante? Irriverente? Ci saranno critiche nascoste alla società? Per scoprirlo dovrai arrivare fino all’ultima pagina, qualche volta fino all’ultima riga. Non tutto mi ha conquistata allo stesso modo, ma anche questa imprevedibilità ha fatto parte del piacere della lettura. Consigliato per chi cerca una raccolta che fa quello che promette: ti porta lontano e poi ti inchioda alla realtà. Perfetto per chi ha poco tempo o per chi, come me, sta facendo di tutto per non bruciarsi cinque minuti di attesa scrollando passivamente sui social.

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Alcune note su Shirley Jackson

Shirley Jackson

Shirley Jackson è stata una scrittrice e giornalista statunitense, nota soprattutto per L’incubo di Hill House del 1959 e La lotteria. Ha esordito scrivendo per il prestigioso «The New Yorker» nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, The Bad Children. Muore per infarto nel 1965, forse a causa della terapia a base di psicoformaci che stava seguendo.

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