RECENSIONE: Il maestro e Margherita (Michail Afanas’evič Bulgakov)

RECENSIONE: Il maestro e Margherita (Michail Afanas’evič Bulgakov)Valutazione: four-stars

Il maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov
Traduttore: Emanuela Guergetti
Pubblicato da: Garzanti il 02/01/2014
Pagine: 427
ISBN: 8811810248
ASIN: B0748DRHWZAcquista il libroAcquista ebook

La trama

Accusato di essere un antiproletario al soldo dei "nuovi borghesi", e sottoposto a un fuoco concentrato di critiche e umiliazioni (erano gli anni cupi dello stalinismo), Bulgakov dedicò gli ultimi anni della sua vita alla stesura di questo grottesco, ferocemente satirico, metafisico, esilarante capolavoro. La riscoperta de "Il Maestro e Margherita" avvenne solo intorno al 1960, ma il successo, sia in Unione Sovietica sia in Occidente, fu immediato e sbalorditivo. Era nato uno dei miti letterari del nostro tempo. Introduzione di Giovanni Buttafava.

 -Sorprendente – 

Affetta da”S. mania” dopo aver letto Nel primo cerchio (trovate QUI ancora una volta la mia recensione), ho deciso di approfondire il mio viaggio nella Russia del Novecento: “Hai letto Il Maestro e Margherita? E’ giunta l’ora” e così mi sono imbarcata in questa avventura. Metto subito le mani avanti: questa non è una vera e propria recensione. Mi sto misurando con un mostro sacro e con uno dei libri più belli del Novecento e quindi, andarci con i piedi di piombo è d’obbligo.
Quando ho cominciato il Maestro e Margherita mi aspettavo un libro diverso. Credevo che fosse una lettura più semplice e invece devo ammettere di aver fatto fatica in più punti. La fatica è stata dettata dall’edizione scritta con un carattere esageratamente piccolo e dal fatto che le ambientazioni surreali sono per me difficili da comprendere, immaginare. Ma, c’è un ma perché Il maestro e Margherita è un libro ricchissimo, sorprendente, magnifico.  Non ho dato cinque stelle, non perché il libro non le meriti, anzi,  ma perché io do le stelle  anche in base all’amore e non l’ho amato come Nel primo cerchio (I due libri non possono essere messi a paragone se non per affetto).
Il protagonista di questo libro all’apparenza è il diavolo accompagnato da un grosso gatto che parla, anche troppo, e da anime dannate che girano attorno alla strana coppia. Poeti di regime, una donna infelice che diventa strega, un professore uscito di senno… ci vuole un po’ a capire che in realtà la grande protagonista è la frustrazione di Bulgakov e le restrizioni della Russia, accompagnate da usi e costumi che vengono ridicolizzati.
Woland è un misterioso esperto di magia nera che si diverte a fare scherzi ai cattivi della storia. E già questo fatto mi ha colpito. A punire i cattivi ci pensa il male e non il bene,  significativa l’epigrafe de Il Maestro e Margherita:
«…chi sei, dunque?
– Io sono una parte di quella forza che eternamente vuole il Male ed eternamente compie il Bene.»
(Goethe, Faust)
Siamo a Mosca, anni Trenta,  Berlioz è il presidente della Missolit e sta discutendo con il diavolo, il nostro Woland. Testimone della discussione il giovane poeta Bezdomnyj. Woland afferma di aver conosciuto Kant e persino Gesù. Dalle prove dell’esistenza di Dio e del diavolo, Woland riesce anche a predire la morte di Berlioz ed è da lì che parte tutto il romanzo.
Il maestro e Margherita - Bulgakov - GarzantiIn parallelo si svilupperà anche la storia di Ponzio Pilato, protagonista di una delle storie realmente scritte da Bulgakov. Quanto sono strettamente  legati questi due racconti lo scopriremo soltanto alla fine.
Ma torniamo al giovane poeta, Bezdomnyj, che ad un certo punto sembra uscire di senno. Ricoverato in un manicomio  farà la conoscenza del Maestro che non solo gli racconta la propria storia e soprattutto l’amore provato per una donna misteriosa, ma gli svela che Woland  è in realtà Satana. La sua è una storia di sofferenza, l’episodio culmine è stato l’incendio delle pagine scritte su Ponzio Pilato.  Anche se: “I manoscritti non bruciano”.
Da qui voliamo tra scorribande, spettacoli di magia nera, scherzi e cattiverie. Alcune pagine sono davvero divertenti ma sono quelle in cui ho fatto più fatica a seguire la storia e a capire di chi stavamo parlando.
Nel secondo libro scopriamo chi è Margherita e da lì in poi ho davvero divorato le pagine.
Margherita ha trent’anni, non ha figli  e vive una vita  agiata ma è infelice.
Da quando a diciannove anni si era sposata ed era andata a vivere nella villetta, non aveva conosciuto felicità. Oh numi, santi numi! Cosa mancava dunque a questa donna?! Cosa mancava a questa donna, nei cui occhi ardeva sempre una fiammella indecifrabile, cosa mancava a quella strega leggermente strabica da un occhio, che quel giorno di primavera si era ornata di mimose?
E’ lei il grande amore del Maestro, lei che ha trascorso giornate e notti sul romanzo con lui, un altro riferimento autobiografico, ma nonostante l’amore non è riuscita a salvarlo. Ora, sarebbe disposta a tutto pur di ritrovarlo e il diavolo le offrirà una possibilità.
Woland  infatti ha bisogno di una regina per il suo grande ballo e Margherita accetterà di buon grado di diventare una strega. Memorabili le pagine in cui vola sopra Mosca, nuda e spregiudicata.
Margherita si sentì libera, libera da tutto. Inoltre capì con estrema chiarezza che era accaduto proprio quello di cui aveva avuto presentimento la mattina, e che stava abbandonando per sempre la villetta e la sua vita spassata. Ma da questa vita passata si staccò tuttavia un unico pensiero: bisognava ancora assolvere un ultimo dovere prima dell’inizio di qualcosa di nuovo, di straordinario, che la attirava in alto, nell’aria.
Ed è lì che avrà in inizio la sua notte folle.
Al ballo, tenutosi il Venerdì Santo,  Margherita vedrà spalancarsi le porte dell’inferno e conoscerà i dannati invitati.  Riuscirà a incontrare nuovamente il suo grande amore?
Tra tempeste, personaggi del presente e dell’antichità, prove, incendi e avventure Bulgakov ci trasporta verso un finale geniale che non può che lasciarci a bocca aperta.  In realtà sono rimasta impigliata in numerose riflessioni durante tutto il libro, specialmente dopo aver letto il dialogo tra Levi Matteo e Satana.
Hai pronunciato le tue parole come se non riconoscessi le ombre, e neppure il male. Abbi la bontà di riflettere su questo problema: cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male, e che aspetto avrebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Sono gli oggetti e le persone che producono le ombre. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono anche ombre di alberi e di esseri viventi. Non vorrai per caso scorticare tutto il globo terrestre, estirpandone tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo, per la tua fantasia di godere la luce nuda? Sei stupido.

Il Maestro e Margherita è…

Un libro sorprendente. Non mi aspettavo di trovare tutta questa ricchezza. Dalla filosofia, passando per la religione, arrivando ai riferimenti biografici e alla letteratura. Le grottesche situazioni in cui ci troviamo mi hanno spaventata. Per quasi tutta la prima parte non sono riuscita a godermi il libro a dovere perché avevo paura di perdermi riferimenti, battute nascoste… nella seconda parte mi sono lasciata andare ed ho sottolineato tantissime frasi.
Mi permetto di chiamarla recensione e di dare delle stelle a questo libro anche perché me l’avete consigliato, mi avete spiegato perché lo avete amato e io oggi ho provato a fare lo stesso, con tutti i limiti del caso.
Per quale motivo leggerlo?
– Lei non è Dostoevskij -, disse la donna, disorientata dal discorso di  Korov’ev.
– Be’, chi lo sa, chi lo sa – ribattè quello.
-Dostoevskij è morto,- disse la donna, ma non troppo convinta.
-Protesto!- esclamò indignato Behemot. – Dostoevskij è immortale!
Bulgakov è immortale.
four-stars

Alcune note su Mikhail Bulgakov

Michail Afanas'evic Bulgakov

Michail Afanas’evic Bulgakov, nato a Kiev in Ucraina nel 1891 e morto a Mosca nel 1940, si laurea in medicina nel 1916.
Subito dopo è mandato a Nikol’skoe, nel governatorato di Smolensk, come dirigente medico. A questo periodo risalgono i racconti Appunti di un giovane medico, i cui manoscritti sono andati persi. Nel 1920 abbandona definitivamente la carriera medica. Ha ottenuto grande successo con il romanzo La guardia bianca del 1924, adattato per il teatro col titolo I giorni dei Turbiny. Dal 1929 al 1940 lavora alla sua opera più nota Il maestro e Margherita, pubblicata postuma nel 1967, e scrive alcune commedie, lavori di critica letteraria, romanzi oltre ad alcune traduzioni. Tuttavia la maggior parte delle sue opere è rimasta per molti decenni inedita.
Muore nel 1940, a soli 49 anni, ed è sepolto nel cimitero di Novodevicij a Mosca.

5 Comments

  1. Luca

    Per me il libro della vita. Una volta, per un caso fortuito e irripetibile, mi sono trovato nella condizione di poter esprimere un desiderio con un ricco moscovita. Gli chiesi senza esitazioni di poter visitare tutti i luoghi di Mosca citati nel libro. Siccome a lui sembrava poco, aggiunse la visita esclusiva della casa dello scrittore, per 2 ore a me riservata… no, per carità, nessuno fu cacciato a a causa mia, semplicemente ottenne l’apertura anticipata in un giorno nel quale non era prevista. Una giornata indimenticabile…

  2. Furendaaa

    Anche a me era stato consigliato e ha dovuto aspettare tanto tempo (il consigliante si stufò di aspettare e me lo regalò).
    Letto tre-quattro volte, è uno dei miei preferiti in assoluto!

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