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Cinque motivi per leggere Vite di coppia (Joris-Karl Huysmans)

Vite di coppia - Joris-Karl Huysmans - Prehistorica editore
Cinque motivi per leggere Vite di coppia (Joris-Karl Huysmans)

Vite di coppia

Valutazione:
four-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
03/03/2022

Pagine:
247
Genere:
ISBN:
8831234161
Acquista:

La trama

Dall'autore di "Controcorrente" Huysmans, il romanzo-capolavoro del 1881 "Vite di coppia", finalmente disponibile in Italia dal 3 marzo. Il romanzo dei dandy ambientato nella Parigi di fine Ottocento.
Le vicissitudini di due artisti e della loro doppia crisi, creativa e coniugale. Ambientato in una Parigi fremente e vivida come non mai, popolata da dandy, bohémien, borghesi, operai e prostitute; una Parigi evocata con stregonesca potenza letteraria.
Opera con pochi eguali per ricchezza di stile e finezza psicologica, “Vite di coppia” ha suscitato l’ammirazione di grandi scrittori come Zola o, in tempi recenti, Michel Houellebecq che in Sottomissione dedica pagine entusiastiche proprio a questo romanzo, arrivando a dichiarare: “Vite di coppia è, incontestabilmente, un capolavoro”.
Prefazione di Pierre Jourde, già curatore di Huysmans in Francia per le illustri edizioni della Pléiade.

Finalmente disponibile in Italia da oggi, giovedì 3 marzo 2022, Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans. Visto che dopo aver letto la prefazione del mio amatissimo Pierre Jourde ho pensato: “E ora come faccio a fare un commento all’altezza di questo libro?” Ho pensato di proporvi un articolo diverso, come ho già fatto per Delitto e Castigo e Guerra e pace, ovvero scrivervi alcuni motivi per leggere Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans.

Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans

Un mese fa, sui social scrivevo: “Oggi vi parlo di un incontro che non poteva non avvenire. Quello tra me e Prehistorica editore e lo faccio con una foto che risale alla metà di gennaio: io con l’espressione divisa tra il timore e la felicità: Vite di coppia di Huysmans tra le mie mani.
All’improvviso ho di nuovo diciott’anni e sono un dandy che attinge a piene mani da splendore e miseria. Sogno di condurre una vita frivola (all’apparenza) dividendomi tra giornate nei caffè, discutendo di poesia e arte, e notti sui libri o viceversa.
Io, che amai e consumai Controcorrente come si fa con gli oggetti preferiti, chissà se avrei mai immaginato che qualche anno dopo avrei ricoperto un piccolo ruolo in una casa editrice che sta facendo una cosa grandissima: pubblicare letteratura. Pubblicare Huysman”. Se non è destino questo, io proprio non lo so.

Cinque motivi per leggere Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans

Ho scelto solo cinque motivi, a differenza degli altri classici per cui ne ho snocciolati dieci, solo per una questione di brevità. Voglio che vi godiate questo romanzo senza anticipazioni o certezze, come è successo a me e sono sicura che vi innamorerete.  Attenzione perché qui della trama non vi racconterò nulla, la trovate come sempre nella scheda del libro e avviso già che lascerò indietro alcune riflessioni per farne altre. Non vuole essere un trattato solo una breve lista in grado di stimolare la vostra curiosità.

1. Se un classico è un libro che non invecchia questo è un classico

Vite di coppia - Joris-Karl Huysmans - Prehistorica editoreSe un classico è quel libro che ha ancora qualcosa da dire nonostante gli anni trascorsi, beh, allora Vite di Coppia è un vero e proprio classico. Scritto nel 1881, l’autore di Controcorrente mette sul piatto temi attualissimi: lo smarrimento dell’artista, le gioie e i dolori del matrimonio. Lo squallore e la bellezza di una Parigi sempre in fermento immortalati in un affresco indimenticabile che ci trascina in un godimento perverso e inaspettato. Lo smarrimento e la tensione dell’uomo mediocre e forse per questo straordinario.

L’incipit è già folgorante: “I loro sigari ardevano puzzando come letame”.  Alla fine della prima pagina il confronto con altri autori è impietoso. Alla conclusione del libro ci si rende conto che ci sono libri che intrattengono e libri che cambiano qualcosa dentro e fuori di noi. Huysmans ci strega: la mediocrità diventa un’aspirazione, la vergogna  assume pieghe grottesche, il dolore si trasforma in farsa.

2. Le indimenticabili descrizioni

Adesso vanno molto di moda i libri con lo stile asciutto, un linguaggio pulito, scorrevole con rare metafore. Huysmans diventa sinonimo di ricchezza e come un fiume in piena lo seguiamo incapaci di staccare gli occhi:

Camminavano lentamente, quando suonò la mezzanotte. Due orologi mescolarono i loro rintocchi; l’uno, in lontananza, vibrava dolcemente, in ritardo di un secondo sull’altro; il più vicino ritagliava nettamente, quasi gioiosamente, la propria ora.

La via percorsa dai due giovani era deserta, e i loro passi riecheggiavano cristallini sul marciapiede. Di tanto in tanto le loro ombre si spezzettavano lungo le botteghe chiuse, poi li precedevano o li seguivano, distese in piano sulla pietra, ora pallide, ora scure. Spesso s’intrecciavano, si confondevano, si univano all’altezza delle spalle, sino a formare un unico tronco ramificato dalle braccia e dalle gambe, e sormontato da due teste. In altri momenti s’isolavano, si rannicchiavano ai loro piedi o si allungavano smisuratamente per farsi decapitare dai vani delle porte.In cielo c’era come una frana di neri dirupi. Tagliate duramente dai tetti delle case, grandi nubi correvano come fumi di fabbrica, poi, in quei blocchi immensi di nuvolaglia, si apri- vano enormi brecce e scintillavano lembi di cielo disseminati di bianchi fuochi, subito spenti dal velo opaco di nuove nubi.

Illuminati a tratti dai lampioni a gas, i muri risuonavano di secchi colpi nell’ombra. Il marciapiede era asciutto, solcato di tanto in tanto da rivoletti, e la saldatura delle sue lastre di pietra risaltava in nero.

Ora ditemi, se avete il coraggio, che non vi siete innamorati. Il problema con Huysmans è stato proprio questo: non riuscivo a staccarmi. Ogni volta arrivavo al punto e ogni volta leggevo la frase successiva. Cullata da questo strano piacere: l’ombra, la puzza, le urla e tutto quello che normalmente troverei sgradevole, sono diventati compagni di un viaggio che non volevo interrompere. E ovviamente, cosa ve lo dico a fare, mi sono pentita di aver divorato Vite di coppia.  Avrei voluto assaporare di più. Ma sono fatta così.

3. Ribalta le nostre convinzioni

Vite di coppia - Joris-Karl Huysmans - Prehistorica editoreI libri  sono specchi del mondo. A volte restituiscono una realtà che già conosciamo senza aggiungere nulla, talvolta costruiscono un’immagine diversa. Il secondo caso è quello dei capolavori. Huysmans ci mostra un mondo in cui le aspirazioni sono ribaltate. Le donne sono considerate alla stregua di oggetti decorativi, e diciamoci la verità, in molti ambiti è ancora così. Parigi, o almeno alcune zone, sono il regno dei mediocri. Questi artisti che non scrivono, non dipingono e si annoiano. Cyprien è uno schiavo delle nevrosi, schiavo della tristezza. Condannato a osare ma senza realizzare mai una grande opera. Il suo talento si vede solo quando dipinge le ragazze di strada: repellenti, crude e reali come la decomposizione che regna  intorno. E noi siamo ammaliati da questa miseria e per un attimo ci chiediamo se forse l’aspirazione più sublime non sia questa: immergersi nella decadenza.

 

4.La perdita delle illusioni

La perdita delle illusioni è un’esperienza che prima o dopo abbiamo fatto tutti nella vita. Ma quando capita ci sentiamo come se fossimo il primo uomo o la prima donna a provare una sensazione simile. Huysmans descrive magnificamente il cambiamento di Andrè e in generale dei due protagonisti costantemente oscillanti tra due versioni di sé stessi: adulti consumati dalla vita e fanciulli eternamente alla ricerca di qualcosa.

Incapace di lavorare, annoiato da qualsiasi lettura, oppresso da un abbattimento senza fine, torturato dalle sorde ribellioni della natura che insorgeva contro la sua vita da recluso, guardava la luce morire a poco a poco e provava, nell’angoscia che il buio diffonde, una triste e consolante pietà, come se ricevesse una sorta di dolce sostegno.
In quello stato di scoramento sbocciavano sogni di fanciullo, ingenue effervescenze di ragazzetto. Come tutti, aveva lasciato dietro di sé molti ideali defunti, e ricordi di amore dell’adolescenza si risvegliavano all’improvviso nel suo cuore di scettico.


5. La prefazione è di Pierre Jourde

La prefazione è di Pierre Jourde che oltre ad essere uno scrittore, pubblicato in Italia sempre da Prehistorica editore, è anche uno studioso di Huysmans e curatore in Francia per le illustri edizioni della Pléiade. Ci sono passaggi che illuminano il romanzo inserendolo in un contesto storico  e letterario e restituiscono tutta la grandezza dell’autore. Jourde racconta di come il romanzo fu stroncato all’epoca e aggiunge dettagli che lasciano senza parole:

Huysmans, certo, è lo scrittore del disgusto. Fiuta con piacere tutte le piccole sporcizie dell’esistenza, dà la caccia alle meschinerie, si affligge con voluttà, non tanto per i gran dispiaceri, bensì per gli inconvenienti della quotidianità. Nessun cattivo odore, nessuna bassezza gli sfugge. E, ovvia- mente, rispetto al metro dell’angoscia metafisica, dell’assenza di Dio, del sentimento d’alienazione dell’uomo dell’era in- dustriale, i suoi personaggi sembrano avere la vista un po’ troppo bassa, e le loro piccole preoccupazioni risultano ridicole. Il fatto è che il tempo del messianismo romantico, delle grandi aspirazioni, delle grandi passioni e dei dolori sonori è passato. L’uomo moderno è quotidiano, banale, grigiastro.

Se non vi ho convinto io forse lo farà Houllebqeq c he in Sottomissione dedica pagine entusiastiche proprio a questo romanzo, dichiarando: Vite di coppia è, incontestabilmente, un capolavoro”.  

Ecco, Prehistorica ha pubblicato un capolavoro e dubito che questo sarà un punto di arrivo.

Potrei andare avanti ancora e ancora ma la verità è che spero di avervi già convinto con queste righe. Non ho dato cinque stelle a Vite di coppia non perché non le meritasse, ma perché ha avuto la sfortuna di arrivare dopo un libro che ho amato moltissimo Paese perduto di Jourde e cuore e testa erano ancora là, a caccia di un’identità che non troverò mai. Ma questa, è un’altra storia.

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Alcune note su Joris-Karl Huysmans

Joris-Karl Huysmans

Joris-Karl Huysmans nacque a Parigi nel 1848 da una famiglia di origine olandese, ed è per richiamare queste sue origini nordiche che germanizzò il suo nome George-Charles in Joris-Karl. Frequentò studi piuttosto irregolari e per vivere divenne funzionario del Ministero degli INterni, mentre il suo amore per la Letteratura lo indusse a scrivere fin dal 1876 romanzi di impronta Naturalista. Nel 1880 entrò a far parte dell’esclusivo Gruppo di Medan, a cui faceva da capo Zola che lo considerava il suo allievo prediletto. Nel corso di pochi anni si sentì attratto dagli atteggiamenti estetizzanti dei simbolisti (fu amico di Mallarmé) che finì per codificare nel romanzo Controcorrente del 1884, prima di attraversare una profonda crisi mistica e abbracciare la religione cattolica, fino alla morte sopraggiunta nel 1907 (Parigi). Vite di coppiasegna precisamente il passaggio dall’estetica Naturalista a quella Decadente.

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