Cerca...
TOP

RECENSIONE: Colpo gobbo (Franz Bartelt)

RECENSIONE: Colpo gobbo (Franz Bartelt)

Colpo gobbo

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
08/03/2023

Pagine:
200
Genere:
ISBN:
8831234110
Acquista:

La trama

"Io, quando ci do dentro a bere, mi fermo fra trenta e quaranta. Sempre birra. Non mischio mai. Trenta o quaranta birre, ce n’è abbastanza – credo – per vedere il mondo a colori. Più di così, sarebbe un vizio, una droga, una brutta china..." Pur non disdegnando l’alcol il bizzarro protagonista di questa storia non è un poco di buono; è un “tipo di sinistra” in fondo, “che ai soldi non bada mica” – dice. Certo, le ferme convinzioni di questo filosofo da bancone sono messe a dura prova questa sera, la sera in cui, in una bettola, incontra “l’idiota” (un altro?): un tipo “sbronzo marcio”, che si vanta di possedere un sacco di grana. È dal torbido – del malto e dell’animo umano – che Franz Bartelt (già premio Goncourt) attinge, in questo romanzo dalle tinte ambrate ma che l’ironia e uno spiccato gusto per l’iperbole impediscono di aderire completamente al genere noir; un fuoco d’artificio piuttosto, una barzelletta sporca forse, una fiaba nera tesa a suscitare sorpresa, umorismo e terrore. Un romanzo ancor più necessario di questi tempi, per ribellarsi alla censura della cancel culture e al livellamento dello stile ormai imperanti.

 – Grottesco –

Colpo gobbo di Franz Bartelt (Prehistorica editore) esce oggi in tutte le librerie. Lavorare in un casa editrice regala molti privilegi, tra questi leggere un testo prima ancora che diventi un libro. Ho letto Colpo gobbo un po’ di tempo fa eppure ogni dettaglio è impresso nella mia mante. È possibile ridere di gusto e non rinunciare al peso dello stile, al valore della letteratura? Leggendo Bartelt vi renderete conto che c’è un’unica risposta: sì.

colpo gobbo franz bartelt prehistorica editoreRaccontare Colpo gobbo è difficilissimo, la tensione è quella del noir, l’orrore è quello del thriller, la comicità quella di una commedia. E quindi è possibile solo raccontare come ci si sente quando si legge un libro politicamente scorretto, beffardo e con dettagli talvolta raccapriccianti.

Bartelt è bravissimo ad esagerare  quando credi che abbia toccato l’apice, spinge ancora di più sull’acceleratore. Eppure tutto regge in questa storia grottesca, non ci sono dettagli fuori posto o incongruenze, è tutto meravigliosamente plausibile e assurdo al tempo stesso.

Il protagonista di Colpo gobbo è un uomo di sinistra dai sani ideali. A lui non interessano i soldi, per niente. Ma l’incontro con un idiota in un bettola metterà a dura prova i principi del nostro protagonista.

Eccolo li, l’idiota! Sbronzo marcio. Attorniato da un branco di ubriachi ancora più fatti di lui. Non l’avevo mai visto, in città. Ho chiesto a Coso chi fosse. Non ne sapeva niente neanche lui. Ho ordinato un’altra birra. Quello si vantava. Della sua grana: non parlava d’altro. E doveva averne, visto che pagava da bere, un giro dopo l’altro, cavando di tasca manciate di banconote. Gli spiccioli di resto non li raccattava. Faceva il gradasso, quel coglione.

No, non si usano giri di parole in Colpo gobbo perché, come recita la sinossi, siamo in un mondo dalle tinte ambrate. Fiumi di birra e scorrettezze animano i personaggi che compaiono sulla scena come a teatro.

L’idiota si vanta di avere così tanti soldi da non curarsene nemmeno. Ed è qui che al nostro protagonista, soprannominato il puma, viene l’idea di seguirlo a casa per portargli via quella ricchezza tanto ostentata. Ma mica per lui, per Karine, la sua compagna. Lui è un tipo di sinistra… ai soldi mica ci pensa.

La realtà è ben più complessa di quello che sembra. Jacques Cageot Dinguet è difatti sobrio non così idiota come sembra. il protagonista si troverà imprigionato nella casa dell’orrore. Impossibile scappare, impossibile trovare un accordo con il carnefice.

Ed è qui che lo stile di Bartelt fa tutta la differenza del mondo.  Il rapporto tra prigioniero e carceriere assume delle sfumature grottesche. Si può ridere in mezzo ai cadaveri? Si può inorridire per le scene di sesso? Si può restare a bocca aperta per un finale che supera tutte le aspettative?

La risposta la troverete solo leggendo Colpo gobbo di Bartelt.  Certo, dovete essere preparati, niente di quello che troverete qui dento è prevedibile, menomo le torture a cui si è sottoposti. L’humor è nero, cattivo e sì, il lettore si indigna ma non può fare a meno di sorridere. Bartelt è cattivo e dipinge la parte più grottesca del genere umano e questo inaspettatamente ci fa ridere.

«Vedo che fa delle smorfie.»
Si aspettava magari che gli confidassi che stavo plasmandomi una faccia da persona risoluta. Non è mica tanto semplice darsi un aspetto da assassino prima di aver ucciso. Evidentemente mi vedeva un po’ approssimativo. Può darsi che i miei sforzi mi rendessero ridicolo. E il ridicolo uccide anche l’assassino. Il meglio è nemico del bene, dice il proverbio. Uccidere con una faccia da assassino non è certo meglio che uccidere con una faccia da agnello.
L’essenziale è uccidere, no? Ero quasi pronto. Rilassato. Il respiro regolare. La volontà in allerta. Ero sul punto di scattare come un puma, quando l’idiota ha cavato fuori una pistola grossa come un borsetta da signora.

E così siamo tornati all’inizio… cosa succederà? Tanto non potrete immaginare, potete solo leggerlo.


Colpo gobbo è….

Grottesco. Avevo un pizzico di paura quando ho cominciato questo romanzo. Ormai mi conoscete e sapete che sono un’amante dei romanzi malinconici, struggenti… temevo che questo non mi sarebbe piaciuto. Quanti preconcetti, quanti limiti ci poniamo! È bastato pochissimo per lasciarmi trasportare in una storia così lontana, assurda eppure credibile. Questo Prehistorica non assomiglia a nessun’altra pubblicazione della stessa casa editrice eppure è perfettamente in linea con lo spirito della stessa. Senza lo stile… cosa resta? Sì perché Bartelt imbastisce questa commedia e la racconta come una barzelletta sporca: ridiamo tutti e subito ci vergogniamo. Ma senza la potenza dello stile ricco di sfumature ed eccessi, questa storia non sarebbe la stessa. In un momento in cui la moda è quella di togliere, scrivere per sottrazione, Bartelt ci regala un romanzo in cui si aggiunge fino all’esplosione finale.

Consigliato per chi è in cerca di una storia forte, appassionante e sconvolgente. Non ci sono perbenismi, pagine scritte per compiacere ma solo puro divertimento con la tensione tipica dei thriller ma con la forza della letteratura.

ACQUISTA QUI il libro.

 

four-stars

Alcune note su Franz Bartelt

Franz Bartelt

Figlio di un ebanista polacco e di madre normanna, Franz Bartelt nasce in Francia nel 1949, e con la famiglia si stabilisce nelle Ardenne. Impara presto a leggere nei romanzi polizieschi divorati dalla madre e inizia a scrivere all’età di quattordici anni. L’anno successivo lascia la scuola per guadagnarsi da vivere prima con piccoli lavori e poi, dall’età di diciannove anni, in una cartiera; dal 1985 fa della scrittura la sua unica occupazione. Ad oggi ha dato alle stampe una quarantina di libri, spaziando dalla poesia al teatro, dalla novella al romanzo: l’incontenibile immaginazione e la precisione stilistica ne fanno uno scrittore raro e amato dal grande pubblico. Ha ottenuto numerosi premi tra cui spiccano il PRIX DES HUSSARDS, il PRIX MYSTÈRE DE LA CRITIQUE, il GRAND PRIX DE L’HUMOUR NOIR e il prestigiosissimo PRIX GONCOURT DE LA NOUVELLE. In Francia è pubblicato dall’editore Gallimard.

«

»

1 COMMENTO

  • Fra

    Alessandra, la tua recensione mi ha conquistato… Lo devo leggere!
    Saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Segui @lalettricecontrocorrente