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RECENSIONE: Nati nuovi. L’apocalisse dei ragazzini (Domitilla Pirro)

Nati nuovi L'apocalisse dei ragazzini - Domitilla Pirro - Effequ
RECENSIONE: Nati nuovi. L’apocalisse dei ragazzini (Domitilla Pirro)

Nati nuovi. L'apocalisse dei ragazzini

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
12/05/2021

Pagine:
230
Genere:
ISBN:
9788898837939
Acquista:

La trama

Una rivolta biologica è in atto: decine di migliaia di ragazzini in giro per il paese hanno affrontato un passaggio evolutivo senza nemmeno rendersene conto, e adesso non è più l'adulto il soggetto all'apice della propria forza, ma il bambino, il Nato Nuovo. E alcuni fra i Nati Nuovi hanno rovesciato la situazione a proprio immediato vantaggio, in cerca di un beneficio e di una gratificazione istantanea. È in questo strano presente che un'assortita banda di minieroi, con storie ed età diverse, si ritrova ad affrontare la sfida della sopravvivenza, facendo i conti con le proprie fragilità e con le sfide del mondo mutato che si trova ad abitare: la fame, tantissima paura, e poi il tradimento, la malattia, il lutto. Ma la squadra saprà dimostrarsi all'altezza dell'impresa, a qualunque costo.

 – Allucinante –

Nati nuovi. L’apocalisse dei ragazzini di Domitilla Pirro (Effequ) è un libro che si legge senza possibilità di rifiatare. “Colpa” dei capitoli brevi ed incalzanti, colpa della lingua ruvida e nuova di Pirro, colpa di sei protagonisti che sono come piccoli mostri che però non possiamo non comprendere, almeno un po’.

Nati nuovi L'apocalisse dei ragazzini - Domitilla Pirro - EffequHo letto Nati nuovi in un momento difficile, chi mi segue ogni giorno (o quasi) sta che stavo affrontando un periodo di forte stress e la lettura era diventata l’ennesimo compito da portare a termine in una giornata dai compiti illimitati.

Per fortuna ho risolto “dimenticando i libri” per i tre giorni. Ho ripreso in mano Nati nuovi dall’inizio e non ho avuto pace finché non l’ho terminato.

Non so come riuscirò a raccontarvi questa storia, posso però dirvi che presenterò questo libro domenica 6 giugno a Borghetto del libro a Valeggio sul Mincio. Sono onorata, emozionata e impaziente!

Ho avuto modo di conoscere Domitilla Pirro con Chilografia (LEGGI QUI la mia recensione), una storia che ho divorato durante le vacanze di Natale e a cui ancora penso. Palla non è un personaggio che si scorda in fretta. Nati nuovi è diverso ma in un certo senso simile.

Anche qui l’autrice ci fa vedere la storia da un’altra prospettiva: quella degli antieroi. E il lettore non ha molta scelta: alla fine comprende sempre questi mostri che popolano le storie di Pirro.

Vera, Gec e Ari, Gabri, Lena e Rica sono i nostri protagonisti: vengono presentati all’inizio del libro con una descrizione pittoresca e simpatica. Sì perché a parte il fatto che ci muoviamo in una distopia in Nati nuovi si ride parecchio (o forse è il mio esaurimento).

Quando il libro si apre l’apocalisse è in atto, ci troviamo in un luogo di fantasia nel Lazio, quando all’improvviso la rivoluzione scoppia. Le leggi del mondo, così come lo conosciamo, si rovesciano. Gli inneschi sono vere e proprie mutazioni che i ragazzini subiscono: si ritrovano con una forza sovrumana e con un’ira impossibile da domare (come me in quei giorni di sofferenza e blocco del lettore, insomma).

Nati nuovi L'apocalisse dei ragazzini - Domitilla Pirro - EffequQuesti bambini hanno qualcosa in comune ma forse neanche così tanto e si muovono in un mondo in cui non capiamo che giorno sia, o cosa stia davvero succedendo. I grossi, gli adulti, muoiono. Sono i bambini dai cinque ai tredici, forse, anni a detenere il potere, a rappresentare il massimo della forza.

I diti, questi ragazzi  che compongono una mano,  sono disposti a picchiare, uccidere, per ripararsi dal freddo e alternano momenti di violenza ad attimi commoventi. Hanno perso tutti, o quasi, i genitori.  Sono soli e il loro unico scopo è sopravvivere tra le macerie di un mondo condannato all’autodistruzione.

Quando l’apocalisse esplode sono in ospedale e Gabri, che sì è il mio preferito, subisce il primo lutto. Il narratore onnisciente non risparmia nulla ai lettori: ci sono i corpi in decomposizione, le botte, l’odore della morte.

La lingua che inventa Pirro è originale e ricca: le ripetizioni creano l’ossessione, il miscuglio di parole dialettali ci riporta ai ragazzini di oggi e si vede che è stata una fatta una grande ricerca: nulla è lasciato al caso in Nati nuovi. Tra una pagina e l’altra ogni tanto si affacciano anche i disegni: non c’è possibilità di uscire da questa apocalisse che è fatta anche di disegni che fanno sorridere.

L’Evento cambia il mondo, ma quali siano le cause, probabilmente la natura sfruttata e pronta a ribellarsi, scivolano in secondo piano. Nati nuovi è un libro d’azione, gli avvenimenti si succedono mentre noi siamo interamente concentrati sul gruppo, sulla loro paura del futuro, sul terrore di non farcela.

Premesso che

Per colpa dei Grossi il pianeta ha esaurito le sue risorse. Per colpa dei Grossi le peggiori previsioni avanzate dagli scienziati hanno vertiginosamente portato a uno shift nel sistema. La durata media della vita umana si è accorciata fino a un vero e proprio ribaltamento dei rapporti tra l’età dell’uomo-come durante la preistoria. Il ricambio? Velocissimo. Non è l’adulto il soggetto all’apice della forza, ma il bambino- il Nato  Nuovo. E quel Nuovo che la capito prima di tutti ha usato rovesciare la situazione a proprio immediato vantaggio. Non dando prova di grande lungimiranza, va da sé; ma traendone beneficio E gratificazione istantanea – l’obiettivo di qualsiasi giovane forza. Non fu la notte in cui nacque il Primo, che a oggi resta impossibile identificare. Fu anni dopo. Ce ne furono tanti di Eventi. Uno venne trasmesso in diretta nazionale e comincio a circolare sui social e poi fu ripreso da tante emittenti televisive. Rimbalzava da un angolo all’altro del pianeta come una vespa in una bottiglia sporca di vino.

Tutti video. Quasi tutti capirono.
Per quelli che non capirono fu da subito troppo tardi.

 

Pirro inventa sì una distopia ma parla di dubbi e timori dell’adolescenza e lo fa con uno stile unico.


Nati nuovi L’apocalisse dei ragazzini è…

Un viaggio allucinato e allucinante. Una pandemia ha sconvolto il mondo ma in Nati nuovi nulla è come ci si aspetta. Ad ogni capitolo cambiano le carte in tavola e noi seguiamo questi protagonisti in un viaggio che può essere definito di formazione. Tanto qui l’assurdità regna sovrana. E questi sono i libri che piacciono a me.

Non si entra subito in sintonia con la storia, almeno io ci ho messo un pochino, ma quando poi ci si abbandona senza troppe domande si riconosce il valore di questo libro.

Consigliato per chi è in cerca di un libro forte, originale, spiazzante. Per chi non ha paura di stare dalla parte dei mostri.

 

three-half-stars

Alcune note su Domitilla Pirro

Domitilla Pirro

Domitilla Pirro (1985) è giornalista pubblicista iscritta all’ODG di Roma e direttrice creativa di Fronte del Borgo alla Scuola Holden di Torino. Con il racconto Sote’ ha vinto la quinta edizione del concorso letterario 8×8 organizzato da Oblique Studio; suoi racconti sono usciti su «la Repubblica», «Linus», «Playboy», «minima&moralia», abbiamoleprove.com e in Brave con la lingua (Autori Riuniti).
Insieme a Francesco Gallo crea e anima “Merende Selvagge – mica la solita storia”, progetto didattico-narrativo per umani di varie dimensioni.

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