RECENSIONE: Odi (Gabriele Merlini)

RECENSIONE: Odi (Gabriele Merlini)Valutazione: three-half-stars

ODI. Quindici declinazioni di un sentimento di Gabriele Merlini
Pubblicato da: Effequ il 12/10/2017
Pagine: 256

La trama

Le nuove voci della narrativa sondano il tempo dell’odio
Quanti modi ci sono di odiare? Con quanti nomi si chiama l’odio, quanto ci serve, quanto se ne vede e quanto se ne subisce? È ormai chiaro che il sentimento che più di tutti si affaccia nel nostro tempo è proprio questo, l’odio: negli sfoghi sui social, nei muri che si alzano o si vogliono alzare, nel rifiuto dello straniero, nella furia delle tifoserie, nelle difficoltà relazionali che degenerano e in innumerevoli altre forme, più sottili o più evidenti. È quindi il caso di raccontarlo, questo sentimento, e di farlo con la voce di coloro che si sforzano di tracciare al meglio quello che viene detto il contemporaneo. Ecco dunque quindici giovani autori che, ciascuno con percorsi differenti, si stanno affermando nel variopinto spazio narrativo italiano, chiamati a cimentarsi intorno al tema dell’odio, parlando di contrapposizioni, di crisi, di rancori e ancora oltre. Il tutto trattato con gli stili più disparati e più consoni ai singoli, dalla distopia al reportage, dal serioso al dissacratorio, dall’aulico alla farsa, e così via, per completare quindici storie, quindici facce di un sentimento che sembra proprio rappresentarci, ora, all’inizio di questo millennio.

– Potente –

In quanti modi si può amare? Infiniti forse. E quante declinazioni ha l’odio? Almeno quindici stando al libro di cui vi parlo oggi: Odi un’antologia di racconti curata da Gabriele Merlini (effequ).

C’è qualcosa, o forse più di qualcosa, di inquietante in questo libro. Ormai lo sapete, non sono una grande amante dei racconti, preferisco e forse preferirò sempre i romanzi, ma questo ha delle particolarità che meritano di essere messe in luce. Anche Odi è frutto di un preziosissimo consiglio della comunità di Billy e anche questa volta non sono rimasta delusa.

Sono quindici voci giovani e diverse tra loro, uomini e donne che hanno collaborato, e in alcuni casi fondato delle riviste. In comune hanno soltanto il sentimento protagonista delle pagine ma nulla altro. Attenzione però, qui non c’è violenza, sofferenza e odio fine a se stesso: qui c’è riflessione, sconcerto, amarezza, impotenza. Un grottesco puzzle che dà vita al ritratto di una società violenta, ignorante e impreparata a gestire i cambiamenti. Ma Odi descrive anche la solitudine dei diversi, la voglia di vendetta che non trova sfogo…Odi ci trascina in basso è vero, meglio essere preparati, ma dal fondo si può sempre risalire. Specialmente se si sono tenuti gli occhi aperti.

Devo ammetterlo, il primo racconto è quello che mi ha colpito di più: Un bel posto per fare l’amore è l’incubo per eccellenza. I ragazzi che seminano paura e raccolgono terrore, la violenza portata all’estremo e quella più difficile da frenare. Sto parlando della violenza che si consuma per far divertire chi guarda e per divertirsi. Quella che mi mette i brividi perché l’odio è quello verso se stessi.

L’esordio è con il botto e capiamo subito che cosa dobbiamo aspettarci eppure. ogni ode, ogni viaggio è diverso.  A volte siamo api,  o donne che non riescono più a riconoscersi, altre volte siamo prigionieri… liberi. Come in disintegrazione.

Ti viene un cancro e tutti ti santificano – indifferente che tu guarisca o meno ai fini della canonizzazione. Ti scopri sieropositivo e sei condannato . Il mondo delle patologie è abitato da un severo discrimine ce provvede ad assegnare colpe e meriti, condanne e privilegi – ad esempio per le malattie mentali non c’è pietà. Neppure le eziologie sono sempre determinanti: il cancro ai polmoni del tabagista (origine viziosa) o quello al collo dell’utero da papilloma virus (origine venerea) hanno la stessa benevola accettazione nella percezione sociale di quello al pancreas o all’ipofisi (0rigine, invece, neutra) . E’ da un po’ che rifletto  sulle contorte e imperscrutabili vide della maldicenza, del costume e dell’etichettamento.

Con Red Salmon, oltre a cambiare registro, cambiamo problema  e facciamo i conti con l’ignoranza. Ahimè, la categoria dei giornalisti ne esce malissimo ma in effetti è difficile dare torto al racconto. Bacheche facebook intasate da notizie false, mai verificate, che non trovano corrispondenza tra titolo e testo, ma fanno aprire la bocca a chiunque. Commenti, battute, tweet e soprattutto odio. I bersagli sono i migranti, gli stranieri e poco importa se le notizie diffuse sono vere o false: bisogna difendersi dal pericolo, a costo di diventare paranoici.

Vitanova conferma la cattiveria delle persone  e ci getta nello sconforto. Qualcuno gioca a fare il medico e forse vuole diventare un salvatore. Una sorta di Guardia e ladri in cui tutti ci sembrano un po’ sbagliati.

Dopo pranzo ero beato. Avevo salvato qualche vita, riflettevo, anche se i miei pazienti non sembravano gravi, neanche quel tipo si era messo a piangere nel momento in cui il terminale aveva sentenziato: radioterapia. Non avevo preso nemmeno una caramella Sorridi insieme al caffè. Non serviva: tutto era perfetto.

Odi è…

Un libro potentissimo. Un pugno nello stomaco (so che è un’espressione trita e ritrita) che prima ferisce, poi fa mettere in moto il cervello. E’ vero, ci sono tante situazioni portate all’eccesso eppure… continuano a sembrarmi scenari possibili e probabili. La violenza nei branchi,  giornali e politici che fanno leva sull’ingnoranza, l’emarginazione del diverso, le malattie… sono elementi della nostra realtà.

Ho letto questo libro dopo Chilografia (QUI la mia recensione) e dopo Genesi 3.0 (di cui vi parlerò a breve) e quindi ero già stata messa alla prova emotivamente forse avrei dovuto leggere qualcosa di più tranquillo ma quando i libri chiamano, bisogna rispondere.

Consigliato per chi non ama i racconti (vi ricrederete), per chi ha voglia di storie tormentate, per chi ha bisogno di riflettere, di farsi domande e soprattutto per chi non ha paura di sperimentare.

All’interno del libro ci sono delle mini biografie di ogni autore.

Questi sono gli autori che hanno dato vita al libro Odi: Sergio Oricci, Jacopo La Forgia, Benedetta Bendinelli, Giulio Pedani, Andrea Zandomeneghi, Elisabetta Meccariello, Simone Lisi, Zoe Rossi, Carlo Benedetti, Tommaso Ghezzi, Giovanni Bitetto, Giovanni Ceccanti, Daniele Gambetta e Danilo Pettinati, Flavio Pintarelli, Francesca Corpaci.

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Alcune note su Gabriele Merlini

Gabriele Merlini

Gli autori di questa antologia vengono soprattutto dalle esperienze narrative su riviste online e blog (citiamo qui i più noti Abbiamo le proveScrittori PrecariVerde RivistaA few Words404: File Not FoundRiot VanL’inquietoCon.tempoInzonacesarini). La gran parte di loro è al suo esordio editoriale.

La selezione e la curatela sono di Gabriele Merlini, già curatore per Effequ dell’antologia Selezione Naturale. Storie di premi letterari (2013) e autore del romanzo Válecky o guida sentimentale alla Mitteleuropa (Effequ, 2013, Cinquina Pordenonelegge-Dedalus: migliori libri del 2013 e menzione speciale quale Scrittore Fiorentino Emergente al Premio Letterario Vallombrosa Rotary 2014). Suoi articoli, racconti e reportage su riviste, web magazine e quotidiani tra cui Corriere della Sera – Corriere Fiorentino, Bibliotici, East Side Report, East Journal, e-Polis, Nuovo Corriere.

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