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RECENSIONE: Calce o delle cose nascoste (Raffaele Mozzillo)

Calce o delle cose nascoste - Raffaele Mozzillo - Effequ
RECENSIONE: Calce o delle cose nascoste (Raffaele Mozzillo)

Calce o delle cose nascoste

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
21/11/2019

Pagine:
208
Genere:
ISBN:
9788898837687
Acquista:

La trama

Sono parecchie le cose nascoste, quelle che non si dicono nelle famiglie.
Come in questa famiglia, quella dei Coppola, cresciuta con il lavoro edile. Mastro Michele, Salvatore, Rosa, Micaela e tutti gli altri: figure qualunque, disperate, che si muovono e intrecciano i loro legami tra le periferie campane e la vita da emigrati semiclandestini in una Svizzera piena di odio e pregiudizi, fino al ritorno a una terra ambivalente e mai sazia di bellezza e brutture. Con la sua voce lirica e disincantata Raffaele Mozzillo torna a raccontare il Sud, Napoli e l’hinterland, le piccole vite che niente conoscono se non stanchi rituali cui aggrapparsi: e così ogni esperienza, ogni cosa nascosta è l’eredità che conduce verso una resa dei conti con un destino poco gentile, impietoso, finale.

 – Feroce –

Calce o delle cose nascoste di Raffaele Mozzillo (effequ) è un libro difficile da raccontare, è un viaggio nell’oscurità, è una storia fatta di segreti, amore, incomprensioni, e… vendetta.

Calce o delle cose nascoste - Raffaele Mozzillo - EffequSono rimasta molto spiazzata da Calce perché mi aspettavo un racconto completamente diverso. Ho letto e amato Tutte le promesse (Leggete qui la mia recensione) e quindi sbagliando, avevo immaginato un libro simile, ma paragonabile solo per lo stile e per il modo di presentare i personaggi che si affacciano sulla scena in modo prepotente, senza filtri, incuranti dei pensieri e dei giudizi del lettore. Calce mi ha sorpreso, in ogni capitolo ho provato a immaginare cosa sarebbe successo e… non ce l’ho mai fatta. Originale, feroce, magnetico. Sì, perché una volta conosciuti Irina, Salvatore, Micaela e gli altri personaggi, è impossibile staccarsi. C’è qualcosa di leggermente macabro che ci tiene legati alle vite di queste persone… ma procediamo con ordine.

Calce si apre con un albero genealogico (uno schema che dovrebbe essere presente in ogni libro in cui si parli di famiglie) che mostra la famiglia Coppola.

Come campi di concentramento, in una forma di olocausto involontario le stazioni elvetiche accoglievano gli italiani dal lungo viaggio estenuante, mettendoli subito in riga: donne da una parte e uomini dall’altra. Ore di attesa per il controllo dei documenti, visite mediche invasive. Ai maschi era ordinato di mettersi a torso nudo e passaporto alla mano, così veniva stilata una lista; poi, in colonna, uno per volta erano chiamati per nome e fatti entrare nudi in una stanzetta per la visita di idoneità. Alcuni proseguivano, altri, quelli giudicati non in buona salute, erano respinti e lasciati il più delle volte senza mezzi per ritornare.

Eh sì, sembra incredibile, ma una volta gli immigrati eravamo noi italiani. Michele Coppola è figlio di due genitori emigrati in Svizzera e inutile dire che gli italiani non fossero visti di buon occhio. Si scappava dalla povertà, dalla fame e spesso era impossibile portare con se tutta la famiglia. Per questo i bambini erano spesso costretti a nascondersi:

Poi c’erano – ma non c’erano – i bambini fantasma e la loro esistenza claustrale, chiusa in pochi metri quadrati con adulti che uscivano la mattina e tornavano la sera tardi e che, stanchi e spossati, mangiavano e andavano dritto a dormire.

Erano i figli di quella precarietà nella quale gli stagionali si ritrovavano a vivere, figli dell’ombra e di quel silenzio che erano condannati a osservare, lo stesso in cui erano stati concepiti. Bambini che non parlavano per giorni interi – il linguaggio per loro rappresentava un pericolo mortale -, costretti a fare i bisogno in un pitale tenuto sotto al letto, che si riempiva e veniva svuotato soltanto la sera, per non andare al bagno comune. Quegli escrementi clandestini, con cui in pratica convivevano, certificavano la loro esistenza e presenza su suolo straniero, così che i genitori al rientro, prima di rovesciarli nello scarico del bagno, erano costretti a ricoprirli con i propri che invece provenivano da un corpo con il permesso di stagionale: rifiuti organici con consistenza adulta autorizzati a riversarsi dentro la purezza della fogna elvetica.

Calce o delle cose nascoste - Raffaele Mozzillo - EffequMichele grazie alle calce riesce a fare ritorno in Italia, a riaffermarsi, ma ci tornerà senza il figlio Salvatore, che rimarrà in Svizzera ancora per qualche anno ma senza vivere l’incubo della clandestinità. Il ritorno in famiglia sarà traumatico per tutti, specialmente per Rosa: letteralmente terrorizzata dal fratello.

Ed è proprio Salvatore a catturare tutta la nostra attenzione, non perché sia un eroe o un personaggio memorabile. Tutt’altro. Salvatore subentra seppur gradualmente, al posto del padre nell’impresa, si innamora e sposa Irina, donna disponibile e remissiva. Figlia unica di immigrati polacchi ha solamente sedici anni quando incontra Salvatore e gli si concede senza slanci, credendolo letteralmente un salvatore.

Dalla loro unione nasce Micaela. Ecco, lei è il personaggio che vorrei abbracciare. E’ forse la più incatenata di tutti, se dovessi pensare a una parola per lei direi “incomunicabilità”. Anche lei come gli altri personaggi è schiacciata (e forse punita) dal suo stesso segreto ma nel suo caso la prigionia creata dalla solitudine è ancora più evidente. Non ha un rapporto con il padre, quello con la madre concentrata sul proprio senso di colpa, ci è sconosciuto. Innamorata di Ottavio (non) costruisce un rapporto con lui farraginoso, fatto di non detti e mancanze.

La scena di Salvatore e Micaela rimasti in casa da sola mi turba e mi fa stringere il cuore e soprattutto mi fa pensare al cuore del libro:

I loro sguardi erano stati sempre mancati e le domande taciute, ancora adesso che lei aveva raggiunto quella fase della vita in cui le donne sembra non abbiano età ma del mondo sappiano già  tutto.

Calce o delle cose nascoste è…

Calce o delle cose nascoste - Raffaele Mozzillo - EffequUn libro feroce. Non vi ho parlato di don Ciro o di Izabela, non ho citato tutti i personaggi, non vi ho raccontato la trama. Come potrei farlo? Raccontarvi il libro sarebbe come togliervi il piacere di leggerlo e non voglio farlo.

La sensazione di claustrofobia con la quale si apre il libro, immaginiamo di essere un bambino chiuso in un armadio senza luce né aria, è destinata a durare per tutto il libro. Ipocrisia, non detti, accompagnati da un linguaggio feroce, vivido e reale, ci costringono a respirare affannosamente, a guardarci le spalle, a temere il peggio.

In tutta la carriera di manovale una cosa così non gli era mai capitata, nemmeno da apprendista. Una cosa così non la puoi sistemare con due colpi di spatola e un poco di calce, o peggio ancora, con un lacerto. Non viene giù solo l’intonaco, a crepare è tutta la struttura.

Le persone crollano sotto il peso delle bugie ma… ma c’è un ma a cui credo fortemente. Ogni volta che una crepa si forma, passa anche la luce e questa luce è la forza dell’amore.  Fino alla fine mi sono sentita imprigionata in un’atmosfera che mi ha ricordato I Vicerè : nessuno sembra possa salvarsi, Mozzillo condanna ogni personaggio… eppure in una marea di negatività io continuo a vedere una luce che lotta e  alla fine si vendica.

Consigliato per chi vuole leggere una storia familiare originale, spiazzante, cruda. Le voci dei personaggi ci spaventano: sono schiette, ci mostrano il ciclo della calce, ci mostrano la parte più brutta di noi stessi.

three-half-stars

Alcune note su Raffaele Mozzillo

Raffaele Mozzillo

Raffaele Mozzillo è nato a Caserta nel 1974 e ha vissuto fino alla soglia dei trent’anni in una zona di confine tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. Dopo una tappa a Dublino, si è trasferito a Roma dove lavora come editor e redattore per agenzie ed editori tra cui Newton Compton. Ha curato per Perrone editore, insieme a Enos Rota, l’antologia d’ispirazione tondelliana Cronache dagli anni Zero(2010). Suoi racconti sono stati pubblicati su EllitticoTerranulliusDoppiozero e Nuova Prova.

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