RECENSIONE: Chilografia (Domitilla Pirro)

RECENSIONE: Chilografia (Domitilla Pirro)Valutazione: three-stars

Chilografia. Diario vorace di Palla di Domitilla Pirro
Pubblicato da: Effequ il 2018
Genere: Fiction, General
Pagine: 208
ISBN: 9788898837557

La trama

Questa è una storia fatta di chili: la storia di Palma, che cresce in una normalissima famiglia disfunzionale, tra una madre volubile, un padre lontano e una sorella fin troppo perfetta. Palma mangia, e nel suo turbolento percorso di formazione, in cui scorrono trent'anni di Roma e d'Italia, trova in un videogioco la via d'uscita dall'incubo delle relazioni, del giudizio, del peso. Attraverso il gioco scopre le chatroom: lì conosce Angelo, un ragazzo con la passione per le donne grasse, con cui inizia una storia vera e al quale ha il coraggio e la gioia di mostrarsi per come è. Ma non è facile distinguere l'amore dall'ossessione, e presto il rapporto con Angelo arriverà a farsi vessatorio. Palma saprà risolverlo a modo suo, mettendoci il cuore.

 -Senza filtri – 

Chilografia di Domitilla Pirro (effequ) è il diario di Palma, una ragazza infelice e problematica, è un racconto per stomaci forti, è un viaggio difficile e impegnativo e lo si capisce subito dall’incipit.

Ho letto Chilografia durante le festività natalizie, dopo aver terminato la storia… non riuscivo a pensare ad altro., può sembrare un cliché dire che questo è un libro che si divora ma è così. Voracemente fino all’ultima pagina perché voglio sapere di più: che succede a Palma? Cosa pensa? Cosa fa? Orrore. Alla fine mi è rimasta addosso una sensazione di orrore e tristezza difficile da dimenticare. Ma procediamo con ordine: facciamo subito la conoscenza della protagonista mentre si fa il bidet e ha le mestruazioni, o forse no. La scena è cruda, l’acqua lava via il sangue e i grumi di pelle e poi in alto quel numero: 147, il peso di Palma. Così come l’abbiamo conosciuta la lasciamo e per un bel po’ di pagine non ritroviamo più quella donna: ma la bambina.

Quello che mi ha colpito in questa storia è che sono tutti colpevoli di qualcosa. Palma è una bambina piccola e vede i suoi genitori litigare, vomitarsi addosso gli insulti e praticamente non amarsi più. Sua madre Stefania è innamorata da anni dell’istruttore di scuola guida, un uomo che ovviamente non potrà mai sostituire agli occhi di Palma e Clara, il papà.

Stefania è egoista, fa fatica ad entrare in comunicazione con la figlia piccola  che da subito cerca di colmare quel vuoto con il cibo. So cosa state pensando, che questa sia una storia ordinaria come tante, ma non è così. A partire dal tratteggio del personaggi: la penna di Pirro è spietata e nessuno si salva. La sorella maggiore all’inizio è gelosa, come tutte le sorelle ma poi si fa spazio il disinteresse per Palma che tanto pensa solo a mangiare. Il padre invece scompare a poco a poco dalle scene… il muro di incomunicabilità non potrebbe essere più spesso di così.

Palma, o meglio Palla il soprannome che le danno le compagne scout, cresce ed entra nell’età più brutta e più bella della vita, l’adolescenza. Il suo peso è già diverso da quello delle altre, mangiare è un rito, un modo per soffocare i sentimenti, per mettere a tacere un vuoto che vorrebbe urlare.

Volerà Palla fra i carpini della valle? Niente salite nè sudore? E’ qui, mentre aspetta di sapere se atterra, che Palla ha capito tutto: se prendi la rincorsa giusta non pesi nemmeno più.

Palla ha le paure di tutte le ragazze, si sente brutta, inadeguata, goffa e i chili in più amplificano queste sensazioni e le rendono realtà. La seguiamo velocemente durante gli anni dell’università e conosciamo il suo strambo fidanzato. Le pagine si susseguono velocemente e per la verità non ci sono molti dettagli: Palla è infelice, nessuno la comprende e forse nessuno la ascolta. Conosce solo la mediocrità nella quale è cresciuta, è abituata a parlare da sola e a farsi scivolare gli sguardi addosso. Sin da bambina ha pensieri suicidi.

Dopo l’università abbandona l’idea di iscriversi alla laurea specialistica e scivola in un’apatia senza risveglio: la mamma che nel frattempo ha aperto una profumeria la chiama a lavorare e qui faccio fatica a capire. Non capisco se Stefania vuole proteggerla dalle critiche e dalle prese in giro o se alla fine, semplicemente si vergogna di quella goffa, grassa e silenziosa ragazza.

Le persone che si sentono sole spesso cercano conforto in quel grande contenitore chiamato Internet, qui sono i primi anni del 2000 e le chat ancora non sono tantissime, i giochi di ruolo non hanno invaso i desktop ma Palma si appassiona a The Sims. Anche questa scelta in Chilografia non è casuale, è un gioco che permette di crearsi una nuova identità (e lo ammetto, anche io ho trascorso diverse ore in compagnia di quei personaggi).  Per Palma è una seconda occasione, crea Kate che è l’opposto di lei: magra, sfacciata e  che accontenta le proprie pulsioni senza riflettere. Quando entra in un locale tutti la guardano, tutti la desiderano. Palma è un dio, lei ha dato la vita a quei personaggi, lei può toglierla smettendo di provvedere ai loro bisogni oppure resettando il gioco.

E così durante una di quelle giornate, su una chat dedicata agli appassionati di giochi, K4T3G4mr (la nostra Palla)  fa la conoscenza virtuale di Tato76. Prima sono solo messaggi poi video chiamate e Palma non si nasconde, è grassa e a Tato piace, ha un’ossessione per le donne in sovrappeso, per i tratti dolci e le curve morbide.

I due passano diverso tempo a parlare, litigare e a fare pace. E’ lui a farle scoprire i portali in cui le donne decisamente in sovrappeso vengono venerate, desiderate.

Per capire che si trattava di una scenata e stipulare il loro primo trattato di pace ci volle tutta la notte. Per ingoiare il cagna in calore e sentirsi lusingata dell’accaduto Palma impiegò altri quindici minuti – tra le cinque e le cinque un quarto del mattino. Per coglierne appieno la portata non bastarono i tre anni successivi.

Chilografia è…

Un libro da leggere senza giudizi, per quelli c’è sempre tempo. Per comprenderlo e per viverlo bisogna solo abbandonarsi guardando e ascoltando Palma. E’ un racconto forte, senza filtri e Pirro non fa niente per mitigare alcune scene. L’ultima parte del libro cambia radicalmente passo, quando la coppia diventa una vera e propria coppia, gli altri personaggi spariscono e viviamo, questa volta in maniera diversa, l’isolamento della protagonista.

Sentiamo gli odori di fritto, la consistenza del cibo, l’odore del sangue… E’ senza dubbio una storia originale al di là del finale. C’è qualcosa in Palma che lascia senza parole, forse il fatto che lei sia nuda davanti a noi ci aiuta ad entrare in empatia con un personaggio così complesso. Mi è dispiaciuto però, conoscere così poco della famiglia di Palma, i suoi membri, oltre ovviamente alla protagonista stessa, sono i responsabili del suo malessere e avrei voluto mettermi di più nei loro panni, ma il diario vorace è tutto di Palla.

Consigliato per chi è in cerca di storie forti, quelle che disturbano e che lasciano il segno.

 

three-stars

Alcune note su Domitilla Pirro

Domitilla Pirro (1985) è giornalista pubblicista iscritta all’ODG di Roma e direttrice creativa di Fronte del Borgo alla Scuola Holden di Torino. Con il racconto Sote’ ha vinto la quinta edizione del concorso letterario 8×8 organizzato da Oblique Studio; suoi racconti sono usciti su «la Repubblica», «Linus», «Playboy», «minima&moralia», abbiamoleprove.com e in Brave con la lingua (Autori Riuniti).
Insieme a Francesco Gallo crea e anima “Merende Selvagge – mica la solita storia”, progetto didattico-narrativo per umani di varie dimensioni.

2 Comments

  1. ned

    per me bisogna accettare con serenità il fatto che uomini e donne obesi sonomeno sessualmente attraenti in linea di massima ma certo esiste una minoranza attratta da loro

    • Alessandra - La lettrice controcorrente

      Qui però parliamo di feticismo, mania del controllo… il discorso dell’attrazione è deformato da un’ossessione.

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