RECENSIONE: Orso (Marian Engel)

RECENSIONE: Orso (Marian Engel)Valutazione: three-stars

Orso di Marian Engel
Traduttore: Veronica Raimo
Pubblicato da: La Nuova Frontiera il 12 giugno 2019
Genere: Letteratura canadese
Pagine: 127
ISBN: 9788883733574
ASIN: B07SST88VBAcquista il libroAcquista ebook

La trama

Stufa di sentirsi la spettatrice della sua vita, l’introversa Lou accetta l’incarico che il Direttore le propone: andare in un’isola del Grande Nord canadese per catalogare una biblioteca donata all’Istituto dalla famiglia Carey. Conosciuta per il suo proverbiale senso del dovere, Lou è certa di terminare il lavoro prima dell’estate.Immersa in un ambiente selvaggio, lontana dal panorama urbano che le è familiare, non appena mette piede sull’isola fa una scoperta a cui non è preparata: dietro alla casa, in un capanno, vive un orso. Con il passare dei giorni, complice la solitudine, tra lei e l’orso nasce una strana relazione, intima, inquietante e ambigua.Nonostante lo scandalo che seguì alla sua pubblicazione, Orso ha vinto il Governor General’s Literary Award ed è considerato uno dei migliori – e più controversi – romanzi della letteratura canadese. Pubblicato nel 1975 e celebrato da Robertson Davies, Margaret Atwood e Alice Munro Orso è un romanzo delicato e trasgressivo, un’autentica parabola del ritorno alla natura.

 – Amore – 

Orso di Marian Engel (La nuova Frontiera)  è una storia d’amore molto particolare. Mi sono abbandonata alla lettura senza chiedermi dove mi avrebbe portata. La lettura è breve tanto quanto è intensa e bisogna lasciare i pregiudizi fuori dalla porta per immergersi. 

La nostra protagonista si chiama Lou ed è una bibliotecaria particolarmente diligente. Tranquilla e introversa accetta un incarico fuori dagli schemi. Dovrà recarsi su un’isola del Grande Nord canadese per catalogare alcuni libri donati alla famiglia Carey.

Lou ha bisogno di cambiare aria, di dare una scossa alla sua tranquilla vita:

Ho la strana sensazione” scrisse su una cartolina per il Direttore, “di essere rinata.” La mattina dopo, allontanandosi dall’isola in macchina, sentì il cuore che sobbalzava alla vista delle brulle rocce dei monti di Algoma. Dove sono stata? Si chiese. In una vita che adesso assomiglia alla sua assenza?
Era da un po’ che le cose andavano male. Non avrebbe potuto menzionare un problema in particolare, piuttosto era come se la vita in generale le serbasse rancore. Come se tutto si ostinasse a ingrigire. Per quanto all’inizio le piacesse indulgere nell’erudita reclusione del proprio lavoro, in quella protezione dalla volgarità del mondo, dopo cinque anni le sembrava di essere invecchiata a dismisura, si sentiva decrepita come le carte ingiallite che le facevano compagnia per giorni. Quando, molto di rado, sollevava gli occhi dal passato e indagava il presente, lo vedeva sfumare davanti a sé, diventare inafferrabile, un miraggio. Ne aveva parlato col Direttore, che aveva liquidato il suo stato mentale come uno dei rischi del mestiere, eppure Lou non riusciva ad accettare di vivere così l’unica vita che le era stata offerta.

Orso - Marian Engel - La Nuova FrontieraE così comincia un’avventura che Lou non scorderà mai. Il panorama lussureggiante, il silenzio, il fiume… quella casa dalla pianta ottagonale che viene inondata dalla luce… se avessi potuto descrivere il paradiso io, l’avrei descritto come Engel ha descritto quella casa.

La prima sera Lou viene accompagnata dai Homer Cambell nella sua nuova dimora. E’ lui a parlare de Il Colonnello che la abitava ed è sempre lui a raccontarle aneddoti e istruzioni per cavarsela durante il soggiorno. Homer è certo che lei non se ne andrà prima dell’estate: “Nessuno vuole lasciare un posto così”. Il bottegaio la mette in guardia anche per quanto riguarda la presenza dell’orso che vive lì. Legato a una catena è un vecchio animale dagli occhi stanchi .

Una volta sola, Lou prende le misure con l’ambiente circostante e se ne innamora. L’incontro con l’orso è particolare e non privo di timore ma gli occhi… gli occhi possiedono un linguaggio universale e così, in un certo senso Lou e l’orso riescono a entrare in comunicazione. Complice la natura, le scoperte sulla vita del Colonnello, le riflessioni sulla propria vita… Lou si accorgerà di amare quell’Orso. Proverà addirittura a dargli un nome ma abbandonerà presto quell’idea… perché usare meccanismi umani per qualcosa che trascende? Per una relazione che non si può paragonare a quelle conosciute?

Ora sapeva di amarlo. Lo amava in modo così esorbitante che il resto del mondo si era ridotto a un inutile groviglio senza senso, a parte il paesaggio, che esisteva al di là di loro: neutrale, con i suoi personali orgasmi estivi.  (…)

Sì, ora sapeva di amarlo, di amarlo con una passione limpida che non aveva mai provato prima. Una volta, per un breve periodo, aveva avuto un amante elegante e fascinoso, ma si era sentita a disagio quando lui le aveva confessato il proprio amore. Lou non sapeva cosa significasse e, in  effetti, significava che l’aveva amata fin quando si era ritrovato i calzini piegati e una donna sempre a disposizione, delle cenette squisite e una donna non mestruata. Tutto ciò prima che il vino le sciogliesse  la lingua e  l’olio le regalasse qualche piega sull’addome.

Ed è quello il punto. L’amore con Orso è completamente diverso. Orso dà senza aspettarsi nulla in cambio. Ama e Lou si lascia amare in maniera incondizionata. Indipendentemente da errori, favori sessuali, lavori svolti in passato. E’ un disperato bisogno di amore da una parte e dall’altra.

Orso è…

Per me un inno all’amore. Il libro nel 1976 destò scalpore e non stento a crederlo. Engel utilizza un linguaggio schietto, semplice e d’impatto. Le scene di sesso ci sono… Lou va a letto con un Orso. Eppure in questo libro c’è molto di più. E’ una richiesta di attenzioni, è la natura che ristabilisce le relazioni… è un libro che mi suscita tenerezza. Orso ha vinto il Governor General’s Literary Award, nonostante lo scandalo e in effetti è un libro originale, delicato e intenso allo stesso tempo. C’è libertà, sofferenza, amore… tutto questo in meno di 130 pagine. Incredibile ma vero.

Consigliato per chi ha voglia di una storia fuori dagli schemi. Il romanzo è una storia d’amore ma dietro c’è molto di più.

 

three-stars

Alcune note su Marian Engel

Marian Engel

Marian Engel (1933-1985) è una delle scrittrici più rappresentative della letteratura canadese della seconda metà del Novecento. Dopo gli studi passa un lungo periodo della sua vita in Francia e negli Stati Uniti. Tornata a Toronto, esordisce nel 1968 con il romanzo No clouds of glory. Nel 1982 è stata insignita dell’Ordine del Canada.

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