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RECENSIONE: L’interprete (Annette Hess)

L'interprete - Annette Hess - Neri Pozza
RECENSIONE: L’interprete (Annette Hess)
Valutazione:
three-stars

L'interprete

Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
10/01/2019
Pagine:
368
Genere:
ISBN:
9788854518919
ASIN:
B07NBR6QWJ
Acquista:

La trama

Francoforte, 1963. Durante il processo che vede Fritz Bauer indagare sulle responsabilità di alcuni membri del personale del campo di concentramento di Auschwitz, Eva Bruhns viene assunta come interprete dal polacco degli interrogatori dei testimoni. I suoi genitori, proprietari del ristorante Deutsches Haus, (Casa Tedesca), si mostrano decisamente contrari alla carriera scelta dalla figlia, così come lo stesso fidanzato di Eva, Jürgen, ancorato alla convinzione che una donna non debba lavorare se il futuro marito si può permettere di mantenerla. Ma la giovane, vinta dalla curiosità e dalla passione, accetta comunque il lavoro. Eva è figlia di un omertoso dopoguerra, di un boom economico in cui si è disperatamente tentato di seppellire il passato. Ascoltando le scioccanti testimonianze dei processi, però, il suo pensiero corre continuamente ai genitori e ai motivi per cui nella sua famiglia non si parla mai della guerra e di ciò che accadde. Perché sono tutti così restii ad affrontare l’argomento? Lentamente Eva si rende conto che non solo i colpevoli sono stati colpevoli, ma anche coloro che hanno collaborato, in silenzio, rendendo possibile l’inferno dei campi di concentramento. E che tra quelli che non hanno mai alzato la voce per protestare, rendendosi complici, potrebbero esserci persone a lei molto vicine. In questo sconvolgente romanzo Annette Hess sviluppa una trama e dei personaggi di grande spessore, in grado di dare vita a un autentico ritratto non solo della Germania post-bellica ma anche dei complessi rapporti interfamiliari, mostrando quanto sia sottile la linea che separa l’accettazione dalla negazione e dando vita a un complesso affresco storico che riguarda il passato dell’umanità intera.

 – Ricerca della verità –

L’interprete di Annette Hess (Neri Pozza)  è la storia di Eva ma in realtà è la storia dell’umanità.

Siamo a Francoforte ed è il 1963, ha inizio uno dei processi più famosi del mondo. Sotto la lente imputati dai volti e dalle professioni rispettabili, accusati di aver picchiato, torturato, umiliato, ucciso con il gas, milioni di persone. La guerra è finita e la Germania (non solo) ha una grande voglia di lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare ma la verità torna sempre a galla.

L'interprete - Annette Hess - Neri PozzaEva, una giovane interprete, rappresenta tutto il popolo tedesco: una domenica viene chiamata per un lavoro diverso dal solito: certo, deve sempre tradurre dal polacco ma questa volta non si tratta di documenti per le assicurazioni ma di una vera e propria testimonianza: quella di un ex prigioniero. L’inizio de L’interprete è con il botto, la nostra protagonista traduce delle frasi che non possono avere senso. Il testimone parla di morti asfissiati, di violenze… non è possibile. Non può essere reale.

Il popolo tedesco non conosce ancora l’orrore dell’Olocausto. Il processo di Francoforte farà luce sui crimini di guerra svelando che i campi di lavoro erano soltanto fabbriche di morte. Donne, bambini e anziani venivano mandati subito a morire, gli altri erano costretti a lavorare.

Rasati, marchiati, seviziati, trattati come bestie. Dal processo di Francoforte uscirà una verità agghiacciante, una realtà che viene riportata con tantissima, forse troppa, delicatezza da Hess.

Dalla prigioniera che implora di essere uccisa, ai bambini che capiscono che non vedranno mai più i genitori, fino ad arrivare alle voci di chi quella puzza di bruciato ce l’aveva addosso perché vedeva il fumo uscire dai forni ogni giorno.  Il crimine di cui si sarebbero macchiati i prigionieri? La loro esistenza, la loro appartenenza ad un’etnia diversa da quella tedesca. Sono ebrei, tanto basta per cancellare il loro nome, le loro vite.

Il processo di FrancoforteNe L’interprete, alcuni dei sopravvissuti siedono al banco del Tribunale e tremano raccontando la loro esperienza di fronte agli imputati eccellenti.  Eva, dopo un’iniziale titubanza, decide di accettare il lavoro. Dovrà dare voce alle vittime e non sarà facile.  Hess sottolinea e sviluppa molto bene il tema della colpa e della responsabilità.

Se sul fatto che tutti gli imputati si siano macchiati di crimini irripetibili siamo tutti d’accordo, a turbarci è il senso di responsabilità che inchioda una nazione intera. Chi sapeva non ha parlato, chi ha intuito non è andato a fondo.  Non si salva nessuno dal quadro dipinto da Hess e non potrebbe essere altrimenti.

La possibilità di riscatto è offerta dal processo: i giornali sono pieni di titoli e immagini. Impossibile voltarsi dall’altra parte… o forse sì?

Eva si ritrova ad essere in contrasto con la famiglia: i suoi genitori vogliono che lasci perdere il lavoro. In casa non se ne parla mai, i giornali vengono accartocciati, fatti sparire. L’inquietante fidanzato di Eva si oppone, la sorella non ha un’opinione in merito. L’interprete è sola:

“Papà, in questo lager venivano uccise migliaia di persone al giorno.” Eva notò meravigliata che la sua voce suonava quasi rabbiosa.
“Chi lo dice?”.
“I testimoni”.
“Dopo tutti questi anni, i ricordi possono essere confusi”.
“Quindi credi che mentano?”. Eva era Sgomentata, non aveva mai visto suo padre così sulla difensiva.
“Ti ho solo detto la mia opinione, se me lo permetti”. Ludwig fece per uscire e aprì la porta. Eva si alzò, lo seguì e disse con voce smorzata: “Ma bisogna che si sappia. E i criminali devono essere puniti. Non possono continuare a girare a piede libero!”. Vedendo la figlia così turbata, Ludwig rispose: “Sì, è vero”. Poi la lasciò nel soggiorno buio. Eva pensò che suo padre non le era mai sembrato così estraneo prima di allora.

Impossibile cancellare dalle mente le testimonianze del processo, impossibile per Eva prendere sonno la notte:

Le immagini le turbinavano ancora nella mente, una dopo l’altra: suo padre sdraiato sulla schiena; Jurgen che la respingeva; il testimone seduto nel guardaroba e piegato in avanti, come un uccello che sia volato contro una vetrina e cerchi di capire se morirà o vivrà; la giovane donna sulla rampa che, dopo la scomparsa della donna, apriva la mano e ci trovava un pezzo di sapone; la moglie dell’imputato principale nel bagno, che si lavava le mani accanto a lei. Cercò di riordinare le emozioni, l’estraneità, l’amore, lo sgomento, l’incredulità, lo strano attaccamento.

L’interprete è…

Una ricerca di verità. Dopo tutti questi anni fa rabbrividire il pensiero che qualcuno osi negare o anche solo mettere in dubbio alcuni fatti che riguardano l’Olocausto. L’interprete è un romanzo ma che si basa su fatti storici realmente avvenuti.  Mi è piaciuto molto l’inizio: lento e carico di emozione. Mi piace l’atteggiamento di Eva che non riesce inizialmente neanche a concepire cosa stiano raccontando. Amo Eva quando si fa carico del lavoro come una missione, quando non si volta dall’altra parte, quando si interroga…però a L’interprete manca qualcosa. Mi sarei aspettata più spazio per le testimonianze e meno per gli altri personaggi. Ci sono atteggiamenti e comportamenti che trovano spiegazione soltanto alla fine e secondo me troppo frettolosamente.  Il romanzo aveva già un tema forte, non aveva bisogno di colpi di scena o rivelazioni. I personaggi intorno a Eva hanno tutti qualcosa da nascondere e per tutti è “una cosa grossa”. Secondo me L’interprete era già interessante così, senza bisogno di aggiungere altro.

Detto questo, è stata una lettura molto piacevole, sono un’appassionata di questo periodo storico e non mi stancherò mai di leggere libri a tema anche se come in questo caso sono rimasta un po’ perplessa.

Consigliato per gli amanti della storia, per chi apprezza i colpi di scena e l’apparente ritmo lento dei romanzo.

three-stars

Alcune note su Annette Hess

Annette Hess

Annette Hess è sceneggiatrice pluripremiata di serie tv di grande successo come Weissensee e Ku’damm 56/59, trasmessa in Italia con il titolo Una strada verso il domaniL’interprete è il suo primo romanzo.

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