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RECENSIONE: L’anno del pensiero magico (Joan Didion)

L'anno del pensiero magico - Joan Didion - Il saggiatore
RECENSIONE: L’anno del pensiero magico (Joan Didion)

L'anno del pensiero magico

Valutazione:
four-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
02/09/2021

Pagine:
240
Genere:
ISBN:
9788842830474
ASIN:
B014DH8EX0
Acquista:

La trama

È la sera del 30 dicembre 2003 quando John Gregory Dunne, sposato da quarant'anni con Joan Didion, muore all'improvviso. Da quella data inizia per la scrittrice l'anno del pensiero magico, in cui lutto e sogno sovrascrivono la vita, e l'impossibile addio all'uomo amato si trasforma lentamente in un profondo colloquio con la morte, durante il quale tutto viene riconsiderato: la malattia, la cecità della fortuna, le parole non dette dell'amore, l'essenza sfuggente e ingannevole della memoria, la consapevolezza di dover fare prima o poi i conti con la fine. Il pensiero magico disseziona la perdita, illude Joan Didion di poter fermare, per incanto o sortilegio, chi se ne è andato per sempre. Ma i ricordi che la legano a lui, chiusi in un abbraccio troppo stretto, tramutano in polvere. "L'anno del pensiero magico", l'opera più famosa e apprezzata di Joan Didion, è racconto del parossismo e della rinascita, memoriale dell'intimità violata, indagine giornalistica sulla solitudine e saggio sul destino e la speranza umana; è l'opera che meglio ha saputo raccontare il lutto e il dolore, toccando ferite ancora pulsanti, aprendone di nuove sulla pagina. È il prezzo pagato da Joan Didion per prendere coscienza che, se anche tutto intorno a lei sembra essere crollato, occorre liberare dalla presa dei ricordi coloro che l'hanno lasciata, e vivere le possibilità del presente senza rifugiarsi nei rimpianti del passato.

 – Disperato –

L'anno del pensiero magico - Joan Didion - Il saggiatoreL’anno del pensiero magico  di Joan Didion (Il Saggiatore) è un libro da maneggiare con cura. Un’opera che mescola dolore, amore e fragilità. Ma anche forza, lucidità, follia. L’anno del pensiero magico è un libro che costringe a fare i conti con la parte più delicata di noi stessi. La parte più nascosta, la parte che vorremmo dimenticare.

Dire che al centro di questo libro c’è il lutto sarebbe riduttivo. L’anno del pensiero magico è un’analisi di quello che succede dopo una perdita. Didion perde il marito dopo quarant’anni di vita insieme e da lì comincia a ritroso ad analizzare ogni momento passato insieme e ossessivamente rivive il giorno della perdita.

Questo è il mio tentativo di raccapezzarmi nel periodo che seguì, settimane e poi mesi che cambiarono ogni idea preconcetta che io avessi mai avuto sulla morte, sulla malattia, sul calcolo delle probabilità, sulla fortuna e sulla sfortuna, sul matrimonio e sui figli e sulla memoria, sul dolore, sui modi in cui la gente affronta o non affronta il fatto che la vita finisce, sulla fragilità dell’equilibrio mentale, sulla vita stessa.

Non so se riuscirò a spiegarvi il perché questo libo colpisca così nel segno. Romanzi, memoir sulla morte ce ne sono a bizzeffe ma solo alcuni hanno davvero un potere lenitivo sul lettore. Penso a Se la morte ti ha tolto qualcosa, tu restituiscilo di Aidt  (LEGGI QUI la mia recensione) che ha qualcosa che va al di là del racconto di una madre che perde un figlio. Anche in questo caso il viaggio è senza filtri ed entriamo nell’intimità dell’autrice con un’invadenza che è quasi insopportabile, ma solo dopo qualche pagina ci accorgiamo che quell’intimità è anche la nostra.

L'anno del pensiero magico - Joan Didion - Il saggiatoreJoan e John non solo hanno trascorso la vita sentimentale insieme ma  anche quella lavorativa. Trascorrevano le giornate in casa a scrivere e si confrontavano, parlavano, ridevano… quella sera sembrava una giornata come tante altre. La cena pronta a tavola, i bicchieri pieni, le chiacchiere insignificante ma John seduto a tavola smette di parlare e muore così, all’improvviso.  A nulla servono i soccorsi, il cuore di John smette di battere e non riprenderà.Quel giorno la coppia era andata a trovare la figlia Quintana che si trova in ospedale, in coma.

Insomma, avrete già capito che di spensierato e leggero questa lettura non ha nulla. Eppure, nonostante le lacrime, nonostante il dolore che mi ha provocato leggere alcune parti, quando ho chiuso il libro mi sono sentita compresa. Non posso dire sollevata, quello no. Ma scoprire che l’anno del pensiero magico l’ho vissuto anche io, solo che non sapevo dare un nome a quel periodo, mi ha fatta sentire “normale”. Per mesi, e per più di un anno ho ragionato come Didion. Una settimana fa a quest’ora stavo facendo, un anno prima eravamo a… e continuavo a ragionare sulle stesse cose sperando di poter invertire una rotta irreversibile. Il dolore come pazzia, come malattia, come incapacità di superare una sofferenza che non solo paralizza ma causa una sorta di paralisi. Cambia il modo di ragionare, gli attacchi di panico, le dimenticanze, la paura, la solitudine e quell’immensa voglia di prendere per mano uno sconosciuto e dirgli forse ora ti senti pazzo, ma un passo alla volta ce la farai.

Siamo esseri umani imperfetti, consapevoli della mortalità anche quando la respingiamo, traditi proprio dalla nostra complessità, e così schizzati che quando piangiamo chi abbiamo perduto piangiamo anche, nel bene e nel male, noi stessi. Come eravamo, come non siamo più. Come un giorno non saremo affatto.

Spero che questo libro vi serva il più tardi possibile, ma sappiate che quando vi troverete in balia di quel dolore avrete un’amica pronta a tendervi una mano. Sprofonderete con Didion, vi rialzerete con lei.

Anche io cercavo conforto nelle parole. Con le parole lavoro, mi distraggo, curo le ferite. Peccano non averla incontrata prima.


L’anno del pensiero magico è…

Disperato, crudele, vero.  L’anno del pensiero magico, vissuto con il pensiero magico riuscirà a dare un senso a giorni cupi, intermittenti, confusi.

Pensavo come pensano i bambini piccoli, come se i miei pensieri o i miei desideri avessero il potere di rovesciare la storia, di cambiarne l’esito.

Rimpiango di aver scoperto Didion così tardi, rimpiango già di non essere stata in grado di raccontarvi cos’è stato questo libro per me. Non riesco, spero mi comprenderete.

So perché ci sforziamo di impedire ai morti di morire: ci sforziamo di impedirglielo per tenerli con noi.
So anche che, se dobbiamo continuare a vivere, viene il momento in cui dobbiamo abbandonarli, lasciarli andare, tenerceli così come sono, morti.
Che diventino la fotografia sul tavolo.
Che l’acqua se li porti via.

four-stars

Alcune note su Joan Didion

Joan Didion

Joan Didion (Sacramento, 1934 – 2021) è stata tra i maggiori scrittori americani. Delle sue opere il Saggiatore ha pubblicato Verso Betlemme (2008), Prendila così (2014), The White Album (2015), Run River (2016), Miami (2016), Il suo ultimo desiderio (2017), Nel paese del Re pescatore (2017), Da dove vengo (2018), A Sud e a Ovest (2019), Finzioni politiche (2020), Blue Nights (2021) e Idee fisse (2021).

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