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RECENSIONE: Perdersi (Elizabeth Jane Howard)

Perdersi - Elizabeth Jane Howard - Fazi Editore
RECENSIONE: Perdersi (Elizabeth Jane Howard)

Perdersi

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
08/10/2020

Pagine:
432
Genere:
ISBN:
9788893258586
ASIN:
B08JC5GRHV
Acquista:

La trama

Henry è un ultrasessantenne solo e piuttosto male in arnese, che vive sulla barca di una coppia di amici. La sua è stata un’esistenza sfortunata e apparentemente segnata dalla crudeltà delle donne. Lettore e pensatore, è un uomo privo di mezzi, ma non di fascino. Daisy è una drammaturga di successo, anche lei ha superato i sessant’anni e conduce una vita piuttosto solitaria in un piccolo cottage di campagna con giardino che ha da poco acquistato, dove contempla l’enorme vuoto affettivo che nessun uomo ormai riempirà più, nonostante una parte di lei continui a desiderare di essere amata ancora una volta. Quando Henry si offre come giardiniere, all’inizio Daisy è diffidente, ma poi gli consente di insinuarsi pian piano nella sua vita quotidiana: bisognosa com’è di affetto e attenzione, abbocca facilmente al suo amo. La tensione sessuale tra i due cresce in modo graduale, fino a che Daisy ne è obnubilata e non è più in grado di vedere Henry per quello che realmente è, nonostante i suoi amici e sua figlia, perplessi e sospettosi, continuino a metterla in guardia...In questo nuovo romanzo l’autrice della saga dei Cazalet condivide, seppure in forma romanzata, un’esperienza tragica vissuta in prima persona; Elizabeth Jane Howard si mette a nudo e lo fa con una sincerità e un’umiltà davvero commoventi. Perdersi, ritratto magistrale di un plagio psicologico e scavo profondo dentro una mente malata, è una testimonianza preziosa e conferma, ancora una volta, il suo grande talento nel raccontare.
«L’inizio di Perdersi è brillante, forte, ti cattura immediatamente. Che complessa voce maschile viene presentata: corrosiva, consapevolmente subdola (perfida, addirittura cattiva) oltre che autoingannatrice».Sybille Bedford
«Un romanzo cosparso di tocchi delicati ma al tempo stesso impossibile da mettere giù, come un thriller».«The Times»
«Racconta una storia che cattura, con un crescendo di tensione che tiene il lettore agganciato fino all’ultima pagina».«Sunday Express»

 – Sfumature –

Perdersi di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore) è un romanzo pieno di malinconia. Forse, se non avessi letto il lungo articolo pubblicato su La Lettura qualche tempo fa, non credo che sarei riuscita ad apprezzarlo così tanto.

Perdersi - Elizabeth Jane Howard - Fazi EditoreAncora una volta Howard inserisce gli elementi autobiografici nel romanzo, senza svelare troppo vi dico che l’autrice ha vissuto praticamente la stessa esperienza della protagonista.

Amo tutto ciò che scrive Howard anche se credo che nulla si avvicini alla saga de I Cazalet, ho accolto con entusiasmo la proposta di lettura da parte dell’ufficio stampa!

Daisy è una donna matura e di successo. Drammaturga londinese, ha deciso di acquistare un cottage in campagna con un grande giardino bisognoso di cure e attenzioni, proprio come lei. Daisy è una donna single, attorno a lei ruotano principalmente due figure femminili: l’amica e la figlia.

Capiamo subito che Daisy è una donna sola e malinconica. Le sue ferite d’amore non si sono mai rimarginate. Non è stata molto fortunata, il suo primo matrimonio è stato breve e pieno di sofferenza. Il marito la tradiva, non la teneva in considerazione e soprattutto era un alcolizzato.

A mano a mano che le pagine scorrono scopriamo che nemmeno l’infanzia di Daisy è stata così idilliaca. Cresciuta con la zia Jess che era in grado di amare per due, Daisy non ha mai avuto intorno la famiglia che sognava e anche il suo secondo matrimonio si trasforma presto in un incubo. Il bell’attore, giovane, affascinante e promettente la lascia dal giorno alla notte.

La felicità di Daisy va in pezzi in un battito di ciglia. Era tornata a vivere, avevano una splendida intesa, sessuale e mentale, con il nuovo marito e quel sogno si infrange una mattina con una lettera pietosa e ingiusta.

Dopo dodici anni, di cui dieci dal divorzio, il dolore e il trauma… anzi, il ricordo del trauma, erano ancora vivi mentre l’umiliazione, l’orgoglio ferito e la rabbia per quello che aveva dovuto subire doveva sollecitarli lei. Non ora, non più pensò. Ti stai lasciando alle spalle queste cose. Anzi, lo ha già fatto, e da tempo: non devi più preoccuparti di come dividerti tra lavoro e amore, ti vesti bene per piacere a te stessa, puoi leggere tutta la notte se ti va, puoi saltare i pasti, comprarti un’auto costosa e un cottage: insomma sei libera di fare ciò che più ti piace.

Perdersi - Elizabeth Jane Howard - Fazi EditoreQuesto è lo stato d’animo della nostra protagonista quando facciamo la sua conoscenza. Ma si può davvero rinunciare all’amore? Si è davvero troppo vecchi per rimettersi in gioco e innamorarsi?

Ovviamente l’amore non ha età e non è una frase fatta, lo scopriremo scorrendo le pagine.

Quando Daisy arriva al cottage si imbatte proprio in Henry, uno strano personaggio che abita su una barca e che è a caccia di una donna da controllare, comandare e magari anche “spennare”.

Henry è inquietante e lo si capisce dalle prime righe, ma è anche affascinante. Il suo modo di parlare e soprattutto di scrivere ci conquistano subito e quasi ci fanno dimenticare il fatto che sia soltanto un mascalzone.

Henry  è una di quelle persone in grado di fingere empatia, si immedesimano così tanto negli altri che riescono a prevedere parole e azioni.

Mi ha lasciato. Quest’ultimo colpo, il più tremendo di tutti, mi ha messo al tappeto. Non riesco a soffermarmi su questo pensiero abbastanza a lungo da farmi un’idea pur vaga del perché sia accaduto. Era innamorata di me – ne sono certo – oppure si trattava di semplice attrazione sessuale? Credevo che la mia considerevole esperienza in fatto di donne – in fondo ho più di sessant’anni – mi avesse insegnato quanto siano incredibilmente diverse dalla maggior parte degli uomini. Mi escludo dalla maggioranza di essi perché ritengo di aver sempre posseduto una comprensione intuitiva delle donne di cui mi sono innamorato. Sono relativamente poche, ma le ho conosciute meglio di quanto esse stesse si conoscessero. Adesso ritengo che, se ho sempre fatto fatica ad andare d’accordo con gli uomini, è perché ciò che so sul loro conto l’ho appreso principalmente dalle donne. Dalle loro confidenze, a volte semplicemente da come reagiscono, ho capito già molti anni fa con quanta poca cura siano trattate, come la precoce e affascinante consapevolezza della loro sessualità e delle loro inclinazioni romantiche sia troppo spesso soffocata sul nascere.

Quando scorge Daisy capisce che è lei la donna giusta e si offre di sistemarle il giardino. Da lì il passo sarà breve ed Henry si insinuerà sempre in maniera graduale e poco sospetta, nella vita della scrittrice.

Chi non vorrebbe avere attenzioni da qualcuno? Chi non vorrebbe sentirsi desiderato, amato, coccolato da qualcuno che finalmente, dopo anni fatti di assenze, silenzi e lacrime?

Tra fiori, odori e bicchieri di vino, Howard ci trasporta in una storia d’amore appassionante, carica di pathos e dettagli. Il confine tra amore e possesso è sottile, sottilissimo in Perdersi e noi non possiamo fare a meno di abbandonarci a una storia, il cui finale sembra (ma soltanto all’apparenza) già scritto.


Perdersi è…

Un libro ricchissimo di sfumature. Non vi ho voluto svelare troppo perché è una storia con pochi avvenimenti e parecchia introspezione. Bellissimo lasciarsi cullare dalle parole di Henry che racconta gli avvenimenti della propria vita e da quelle di Daisy che ripercorre il dolore per la storia d’amore terminata con il secondo marito.

Un altro tema centrale è infatti la memoria, che viene evocata, dimenticata, maledetta.

La memoria è una delle cose più inaffidabili e affascinanti che esistano. Non parlo di quello che dimentichiamo (ho perso lunghi tratti del mio passato, inghiottiti dalla nebbia del tedio), ma di quanto ricordiamo di un particolare episodio

Consigliato per gli amanti di Howard, per chi crede che ci si possa abbandonare e sbagliare a qualsiasi età. Per chi non si stanca di cercare l’amore.

four-stars

Alcune note su Elizabeth Jane Howard

Elizabeth-Jane-Howard

(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo.

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