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RECENSIONE: Averno (Louise Glück)

Averno - Louise Glück - Il saggiatore
RECENSIONE: Averno (Louise Glück)

Averno

Valutazione:
four-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
06/04/2020

Pagine:
160
Genere:
ISBN:
9788842829676
ASIN:
B0912FXCRL
Acquista:

La trama

È di nuovo inverno, è di nuovo freddo. Il lago Averno, dove gli antichi credevano si trovasse la porta dell'aldilà, è scuro come il cielo sopra le nostre teste. Ad aguzzare gli occhi, riusciamo appena a distinguere la migrazione notturna di uno stormo di uccelli. All'alba, le colline brillano di fuoco, ma non è più il sole di agosto: i nostri corpi non sono stati salvati, non sono sicuri. In Averno, Louise Glück canta la solitudine e il terrore per l'ignoto, lo splendore della notte e l'amore, il desiderio: perché, sembra dirci, anche quando tutto è muto e spento, capita a volte di sentire musica da una finestra aperta, in una mattina di neve, e allora il mondo ci richiama a sé, e la sua bellezza è un invito. Premio Nobel per la Letteratura 2020.

 – Contrasti –

Averno - Louise Glück - Il saggiatoreAverno di Louise Glück (Il Saggiatore) era la raccolta di poesie di cui avevo bisogno. Dopo aver terminato La storia di Elsa Morante ero certa che nessun libro sarebbe stato all’altezza. Ecco perché ho deciso di buttarmi sulla poesia, continuando così il mio Poesia non ti temo.

Certo, so che misurarmi con un premio Nobel non è facile e so che qualcuno storcerà il naso leggendo la parola recensione accostata ad Averno. Ma io sono qui per mettermi in gioco, per consigliare, per dirvi cosa penso anche questa volta.

Averno, come Iris Selvatico, sono due raccolte tradotte da Massimo Bacigalupo, professore rapallese.  E già questo fatto sarebbe bastato a farmi venir voglia di scoprire questa poetessa. Ma il fattore decisivo è stato il fatto che a scommettere su di lei fosse stata una piccola casa editrice di Napoli Liberia Dante Descartes e Editorial Parténope.

Averno - Louise Glück - Il saggiatore

I grandi editori ancora una volta disattenti non avevano mai pubblicato questa poetessa americana da Premio Nobel.

Le mie copie  però sono edite Il Saggiatore, casa editrice che ha acquisito i diritti di Glück e che gentilmente mi ha mandato Averno e L’iris selvatico. Facendomi un regalo meraviglioso.

Ma torniamo alla raccolta. Averno è una delle porte per l’inferno, comincia così a nostra discesa negli inferi. Con una voce di donna asciutta, potente ma intima Glück ci fa conoscere una donna che è cambiata per sempre.

La violenza mi ha cambiato.
Il mio corpo è diventato freddo come i campi spogli;
ora c’è solo la mia mente, cauta e guardinga,
con la sensazione di essere messa alla prova.

Torna il freddo, il presagio di morte, la solitudine ma non la paura:

la morte non può farmi male
più di quanto tu mi abbia fatto male,
amata vita mia.

La poesia accompagna la vita di questa giovane donna, è la sua luce nel tunnel, il conforto durante i viaggi in metropolitana, la corazza con la quale sopportare le cattiverie della vita. Alle vicende di vita quotidiana si alternano quelle mitologiche.

L’ho già detto, siamo ad Averno, vicino a Napoli e come Persefone, la sposa di Ade, ci prepariamo alla discesa riflettendo sull’anima e sul dolore.

Un volta che potei immaginare la mia anima
potei immaginare la mia morte.
Quando immaginavo la mia morte
la mia anima moriva. Questo
lo ricordo distintamente.

Averno è una raccolta che racconta la crescita con i suoi dolori e i suoi amori. Persefone abbandona la madre per andare incontro a un amore oscuro fatto solo di privazioni.


Averno è…

Contrasti. Glück usa un linguaggio semplice (passatemi il termine) e breve ma in realtà lo carica di significato.

Allora cosa farà l’anima per rinfrancarsi?
Mi dico che forse non avrà più bisogno
di questi piaceri;
forse già non essere basta del tutto,
per quanto sia difficile da immaginare.

Parla di morte per celebrare la vita. Ritrae una Persefone non più costretta nella discesa agli inferi ma quasi condannata a sparire, non essere. A morire come chi subisce una violenza.

Ci sono tanti temi in Averno, la solitudine, la malinconia, l’amore, la morte. Sarebbe difficile incanalare questa raccolta in qualcosa di più specifico e credo che sarebbe farle un torto.

Ho amato molto queste poesie anche se ho dovuto rileggerle diverse volte prima di riuscire a comprenderle. D’altra parte sono una novellina del genere e sono partita decisamente con il botto.

 

 

four-stars

Alcune note su Louise Glück

louise gluck

Premio Nobel per la Letteratura 2020. Nata a New York nel 1943, Louise Glück è una poetessa statunitense. La sua poesia evoca schegge memoriali rielaborando temi come l’isolamento e la solitudine, in un tono insieme colloquiale e meditativo. Vincitrice del premio Pulitzer con L’iris selvatico (The Wild Iris, 1993), ha convinto i critici per lo stile controllato ed elegante con cui assorbe lunghe sequenze narrative di tratto confessionale che ricordano la poesia di R. Lowell, S. Plath e A. Sexton. In Meadowlands (1997) rievoca figure mitiche come Ulisse e Penelope all’interno di una scrittura molto moderna, che racconta di un matrimonio che sta per finire. Nel 2020 vince il Nobel per la letteratura per “la sua incofondibile voce poetica che con austera bellezza rende l’esistenza individuale esperienza universale”.
Nel 2020 per il Saggiatore vengono pubblicati: Averno e L’Iris Selvatico. A queste segue Ararat (2021).
Immagine dalla copertina di On Louise Gluck: Change What You See, edizioni The University of Michigan Press.

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