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RECENSIONE: I cinocefali (Aleksej Ivanov)

I cinocefali - Aleksej Ivanov - Voland edizioni
RECENSIONE: I cinocefali (Aleksej Ivanov)

I cinocefali

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
10/12/2020

Pagine:
400
Genere:
ISBN:
8862434103
ASIN:
B08QS28DJ8
Acquista:

La trama

Tre giovani moscoviti vengono ingaggiati da un personaggio misterioso per recuperare un antico affresco nella chiesa di uno sperduto villaggio: un lavoretto da nulla, un weekend remunerativo che li convince ad allontanarsi dalla capitale. Nella primitiva Kalitino gli arroganti moscoviti sono però accolti con ostilità dai locali, l'affresco - un san Cristoforo con testa canina - sembra muovere gli occhi, nella scuola abbandonata dove i ragazzi pernottano si sentono unghie di cane grattare il pavimento, e chi si inoltra nella foresta non torna indietro. Gli abitanti del paese alludono a segreti sepolti da tempo, ogni avvenimento si collega a eventi del passato: gli eretici, il Gulag, gli inquisitori dello zar e i bolscevichi, in una parabola della storia russa che genera mostri e colpisce chiunque calpesti questa terra maledetta. In un thriller insolito, Aleksej Ivanov demolisce uno dei miti più persistenti della letteratura russa, quello della campagna come sede sacrale dell'anima nazionale. La Russia profonda è ormai un inferno da cui fuggire, a costo di stringere un patto col diavolo.

 – Scoperta –

I cinocefali - Aleksej Ivanov - Voland edizioniI cinocefali di Aleksej Ivanov (Voland) è un libro che credevo lontanissimo dalla mia comfort zone letteraria perché la descrizione riporta: “thriller magistrale e insolito”. Ormai  mi conoscete, non leggo quasi mai libri gialli (fatta eccezione per Agatha Christie) e di solito scappo a gambe levate di fronte ai thriller. Ma, per Voland sono sempre disposta a fare un’eccezione e quindi quando mi hanno mandato il libro ero felicissima.

La traduzione è di Anna Zafesova che ricorderete perché ha curato la postfazione di uno dei miei libri preferiti Nel primo cerchio (LEGGI QUI la mia recensione) e anche questo ha giocato un ruolo determinante: ero davvero molto curiosa di iniziare questa avventura.

I cinocefali è un viaggio che comincia in maniera molto classica: tre giovani moscoviti partono alla volta di uno sperduto villaggio. La loro missione? Portare via l’affresco da una chiesa. Non è un’opera d’arte qualunque , rappresenta San Cristoforo con la testa di cane.

Il Cinocefalo era stato raffigurato in tutta la sua statura. Si stavagliava su uno sfondo celeste, con indosso una veste blu e stivali neri, ai cui gambali erano annodati strani fazzoletti.(…)La parte più importante però era la testa. Di un fulvo scuro, pelosa, con orecchie a punta, da animale. Kirill non l’avrebbe definita una testa di cane. Era uno strano incrocio tra un luccio e un formichiere, un ibrido assurdo e ingenuo e perciò particolarmente convincente

Kirill, Valerij e Guger non si fanno troppe domande, sono stati selezionati da un uomo misterioso ma la semplicità del lavoro li convince a non interrogarsi eccessivamente e così, quando arrivano a Kalitino si trovano di fronte a un popolo ostile e bizzarro.

Fumo grigio al posto del cielo. La tettoia. L’erba. I rifiuti. Il silenzio. Non era però un mondo morto, tutt’altro. Era un mondo offeso. Che possedeva ancora le forze per vendicarsi.

Ed è qui che comincia la grandezza del romanzo. La contrapposizione tra la capitale e la campagna è nettissima. Questo  villaggio così ostile e inspiegabilmente legato alle tradizione arcaiche e oscure è quasi incomprensibile agli occhi di Kirill. I tre moscoviti forse sono convinti di conoscere la propria storia ma la verità è che la maggior parte delle ricerche avvengono su Google.

I cinocefali - Aleksej Ivanov - Voland edizioni“Kirill è un ragazzo colto, è al corrente dell’esistenza del Gulag, ma fino all’arrivo nel villaggio ritiene che questo pezzo di storia sia stato ormai archiviato, che non lo riguardi. Inizia a esplorare la Russia rurale con il distacco di chi visita delle rovine archeologiche, sentendosene profondamente alieno: più che membro di un’altra società, rappresentante di una diversa civiltà. I cinocefali sono dei guardiani che impediscono di sconfinare, e nel testo sono disseminate decine di bandierine che segnalano e delimitano i diversi territori abitati dai vari personaggi”, come si legge nella postfazione.

Ed è attraverso le ricerche tra storia, credenze popolari e religione che scopriamo a poco a poco chi e cosa fossero i cinocefali. Guardiani che non lasciano fuggire i prigionieri (questa era una terra gulag), cagnacci che aspettano il passo falso di questi “acchiappafantasmi”, bestie che violentano, uccidono e seminano terrore nel villaggio.

Kirill dal momento in cui vede l’affresco percepisce la presenza del cinocefalo addosso e una sera riesce anche a vederne uno:

I fantasmi erano nella sua testa. Non esistevano. Erano stati evocati dalla paura che questo villaggio decaduto suscitava in un abitante urbano come lui, assumendo la forma di un affresco eretico.

Ivanov ci trascina in una corsa contro il tempo fatta di trappole, agguati e ombre sospette. Ma anche di amore, quello per Liza, e di storia. Due anime della Russia che si si scontrano e incontrano dando vita a un regolamento di conti mai davvero chiuso.

E così tra ricerche su Google e notti insonni al cimitero Kirill ci mostrerà la fragilità di un’epoca e di una nazione. Certo, il sapere è a portata di mano ma è anche enormemente distante sia per chi vive isolato in un villaggio di campagna, campagna che non ha nulla a che fare con le visioni rassicuranti a cui siamo abituati, sia per chi vive all’avanguardia nella capitale.

Ne I cinocefali nulla è come sembra e in un gioco di specchi senza fine tra supposizioni e colpi di scena, Ivanov ci conduce verso un finale spiazzante e decisamente inquietante.


I cinocefali è…

Una scoperta bellissima. Non pensavo che mi sarei ritrovata a macinare le pagine con una curiosità così forte. Chi sono I cinocefali? Era questa la domanda che continuava a ronzarmi in testa mentre divoravo i capitoli in cerca della risposta.

I cinocefali sono qui, sono i fantasmi che non siamo riusciti ad addomesticare, sono le paure che ci tormentano, sono i guardiani della nostra prigione. Ivanov gioca con le sensazioni provate dal protagonista e in un continuo rimescolamento di carte ci porta verso un finale che chiarisce tutto o quasi.

I cinocefali non è un thriller in senso tradizionale, almeno non come credevo io, e forse per questo l’ho amato ancora di più. La postfazione illumina tutti i tratti e i punti di forza, anche quelli più nascosti per un lettore – come me- inesperto, e rende giustizia alla grandezza del libro che ha il merito di porre sul tavolo contrapposizioni, eventi storici e sentimenti.

Consigliato per chi vuole leggere qualcosa di nuovo, incalzante e spiazzante. Non  ve ne pentirete.

I cinocefali ha anche il grande merito di sfatare due falsi miti, questo libro dimostra (ancora una volta) che i Russi non sono né noiosi, né pesanti. Dimostra anche che in un thriller è possibile fare l’analisi di una società e della storia di una nazione. Consigliatissimo.

three-half-stars

Alcune note su Aleksej Ivanov

Aleksej Ivanov

Aleksej Ivanov nato nel 1969, paragonato a Čechov e Dostoevskij, è uno dei migliori eredi della grande tradizione letteraria russa. Autore di oltre 20 libri, ha vinto in Russia i premi più prestigiosi, tra cui il Book of the Year, il Prose of the Year e il Tolstoy Prize. Le sue opere sono tradotte in numerose lingue e vantano diverse trasposizioni cinematografiche.

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