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RECENSIONE: Il lavatoio (Sophie Daull)

Il lavatoio - Sophie Daull - Voland
RECENSIONE: Il lavatoio (Sophie Daull)

Il lavatoio

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
17/06/2021

Pagine:
344
Genere:
ISBN:
9788862434263
ASIN:
B097RK1SN5
Acquista:

La trama

Una scrittrice promuove il suo libro alla tv francese. Un uomo rimane sconvolto dall'apparizione: la scrittrice è la figlia della donna che ha assassinato trent'anni prima. Condannato all'ergastolo e poi uscito per buona condotta, conduce ora un'esistenza qualunque, reinserito nella società come giardiniere municipale a Nogent-le-Rotrou. Proprio qui l'autrice presenterà il libro cinque giorni più tardi, e per l'ex detenuto inizia un conto alla rovescia destinato a scuotere l'ordine di una quotidianità pazientemente ricostruita... Mescolando storia intima e finzione in un evocativo realismo poetico, Sophie Daull fa rivivere sulla pagina una vicenda personale raccontandone la violenza e il dolore, il tentativo di lavare via la colpa o la memoria, interrogandosi su cosa sia a determinare ciò che si diventa, sulla possibilità del pentimento e del perdono.

  – Pentimento –

Il lavatoio - Sophie Daull - VolandIl lavatoio di Sophie Daull (Voland) è un racconto a due voci, una storia dolorosa e malinconia. Perdono e rabbia, finzione e autobiografia si alternano. Non sapevo cosa aspettarmi da questo libricino che mi è stato mandato dalla casa editrice. L’ho cominciato così, a scatola chiusa e mi sono innamorata di questa scrittura densa, particolare, carica di significato, nella traduzione di Cristina Vezzaro che se ricordate è la stessa traduttrice di Autoritratto con pianoforte russo di Wolf Wondratschek (LEGGI QUI la mia recensione).

Il lavatoio ci scaraventa subito in una storia difficile da digerire.L’apparente tranquillità del protagonista viene sconvolta da un’apparizione in TV. C’è una donna che parla del proprio libro e quella donna è la figlia della persona che lui ha ammazzato, anni prima, con quarantuno coltellate.

Il tizio che ha ucciso mia madre con quarantuno coltellate, dopo averla violentata con il manico di una pala da neve una notte di gennaio, è stato condannato all’ergastolo. Compatibilmente con un profilo a basso rischio di recidiva e il possibile “reinserimento” attribuitogli dagli esperti in assise, a cui si è aggiunto un percorso penitenziario irreprensibile, è stato rilasciato dopo aver scontato i diciotto anni di pena obbligatori.
Negli archivi giudiziari o della stampa si trovano con facilità i dettagli del crimine, del processo e perfino del suo soggiorno in carcere durante i primi anni, poiché gli hanno dedicato un lungo documentario televisivo in cui risulta particolarmente fotogenico. A star is born.
Donna di cuore quale sono, umanista e progressista, non posso che applaudire l’esemplarità di questa esperienza di riabilitazione: la cella come cabina dell’ascensore sociale, la vita dietro le sbarre come occasione di realizzazione personale portata a termine con successo.
Anch’io sono stata condannata all’ergastolo. In una cloaca di dolore putrido, di amnesia forzata, di confusa rimozione che ha finito per prosciugarsi, discretamente nauseabonda. Ma dopo trent’anni passati in questo sarcofago perfetto, la crosta prude, la piaga riparla. Trasuda un qualcosa che va lavato con acqua abbondante.
Andrò quindi al lavatoio, dove la memoria si sfrega contro il granito rugoso, dove la lingua si risciacqua nel torrente che schiuma come un sapone di inchiostro, dove la finzione si fa candeggina.

Il lavatoio - Sophie Daull - VolandE questa è invece la voce dell’altra protagonista. Due voci diversissime e complementari. Daull è bravissima a cambiare registro e a tenerci con il fiato sospeso. Dalla prima pagina aspettiamo una sorta di regolamento dei conti tra i due. Il detenuto solitario e stranamente fragile, ci appare come un inetto. Sì, e paradossalmente non come un feroce assassino. Andando a ritroso l’autrice svela alcuni dettagli sulla dentizione dell’assassino: belloccio e sfrontato ha sfruttato l’amicizia di due personaggi della Tv, o il contrario?

Il lavatoio è costruito con Font diversi, sappiamo sempre chi sta parlando/pensando. Il lavatoio è un libro sulla colpa, il perdono… l’assassino ha scontato la sua pena e ora a contatto con la natura conduce un’esistenza tranquilla. Nessuno sa davvero chi sia, nemmeno i colleghi giardinieri.

La tensione cresce mano a mano che trascorrono i giorni:  a Nogent-le-Rotrou infatti, la scrittrice presenterà il suo libro. Cosa succederà? Un regolamento di conti? Perdono? Vendetta?

Il lavatoio è un libro in cui i confini vengono sfumati. Il male più oscuro viene osservato in maniera inaspettata; proviamo a comprendere quest’uomo dal passato così feroce e ammiriamo questa donna che fa delle parole una scialuppa di salvataggio, un’occasione di redenzione.


Il lavatoio è…

Una lunga (seppur breve) riflessione sul pentimento. L’assassino è riuscito a redimersi? La figlia della vittima troverà la forza per il perdono? Il lavatoio è un libro che si divora in pochissimo tempo. Non ci sono grandi avvenimenti, anzi. Il lavatoio è principalmente attesa che succeda qualcosa. E nel frattempo qualcosa, succede veramente.

Cominciamo a interrogarci, cerchiamo di comprendere e scegliamo se perdonare, oppure no.

Non è propriamente il mio genere eppure sono riuscita ad apprezzare sia la storia che la maniera in cui è stata narrata. Un pochino troppo corto per i miei gusti, avrei preferito durasse qualche pagina in più.

Consigliato per chi cerca una lettura breve ma intensa. Delicata e potente.

three-stars

Alcune note su Sophie Daull

Sophie Daull

Sophie Daull attrice di teatro e scrittrice francese. A soli vent’anni, nel 1985, perde la madre, vittima di un omicidio. Dopo la morte improvvisa per malattia della figlia sedicenne, si avvicina alla letteratura. Nel suo primo romanzo, Camille, mon envolée (2015) ricostruisce la vicenda della figlia, mentre il secondo, La suture (2016), è dedicato alla madre. Nel 2019 ottiene il Premio dell’Unione Europea per la letteratura con Il lavatoio (2018), suo terzo romanzo.

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