
Gli occhi della scimmia

La trama
n un paese sinistro senza nome e senza tempo, dove una devastante guerra civile ha lasciato la società divisa tra gli agiati filogovernativi e una massa di poveri confinati in zone ai limiti della sopravvivenza, Giselle e il dottor Kreutzer si incontrano. La donna, sull'orlo di un crollo emotivo dopo essere stata seguita per settimane da un giovane sconosciuto, si affida alle cure dello psichiatra, e mentre la terapia la spinge a immergersi nella storia della sua famiglia, anche l'uomo rivive la propria, barcamenandosi tra l'eredità della madre appena scomparsa e la fine di un matrimonio. Un romanzo sofisticato fatto di vite che si sfiorano appena: storie di donne e uomini, mogli e mariti, madri e padri, mentre il potere e i suoi meccanismi lavorano instancabilmente per seppellire il passato. Una distopia dal ritmo di un poliziesco, pervasa da un raffinato umorismo dalle tinte grottesche.
– Magnetico –
Gli occhi della scimmia di Krisztina Tóth (Voland edizioni) è un libro che mi ha lasciato sensazioni contrastanti. Un romanzo corale, un ritratto impietoso e malinconico della sofferenza umana, una sorta di romanzo dispotico, ma anche una fotografia accurata di molte realtà.
Ci ho messo parecchio prima di scrivere questa recensione. Ormai come sapete l’estate è un periodo complicato per me. Leggo pochissimo, penso troppo e rimugino. Leggere Gli occhi della scimmia è stata una sfida. Sono tanti i temi delicati toccati da questo romanzo e credevo che appunto avrei aspettato settembre per leggerlo… e invece è scattato qualcosa. Già l’incipit di questo romanzo mi aveva convinto:
Mi affrettai a salire su un altro vagone della metro ma il tipo che era sulle mie tracce si accorse di dove andavo. Mi venne dietro. Si lasciò cadere sul sedile di fronte e rimase a fissarmi imperturbabile per tutto il tempo. Tentai di evitare il suo sguardo affinché non fosse stimolato dal contatto visivo. So che in momenti del genere non bisogna guardare le persone in faccia perché due occhi puntati addosso potrebbero essere considerati un incoraggiamento, nella peggiore delle ipotesi perfino una provocazione. Li trovano una giustificazione alle loro psi-cosi, lo specchio in cui scorgere sentimenti torbidi.
Chi è l’uomo che sta inseguendo la nostra protagonista? Per scoprirlo ci vorranno diverse pagine e altrettanti drammi e scoperte. I personaggi de Gli occhi della scimmia si muovono in questo regime, sono tutti schiacciati e controllati. Ma a rendere inquietanti le pagine sono le situazioni vissute dagli stessi. Situazioni che potremmo addirittura definire “normali”.
Personaggi diversi alle prese con dubbi e questioni mai risolte. Ci sono pagine colpe di dolore e disperazione, altre decisamente più leggere, addirittura ironiche ma che contribuiscono a tracciare un quadro in cui nessuno riesce a salvarsi.
Gizi viene perseguitata da quest’uomo e quando ne parla al suo terapeuta, il dottor Kreutzer, il sollievo è decisamente lontano. Cosa vuole da lei? Mentre Gizi si svela, riusciamo anche a conoscere Kreutzer e lo facciamo in relazione al rapporto con la madre e con la moglie. Kreutzer è un uomo disturbato e decisamente molto solo, la morte della madre lo spinge ad affrontare irrisolti e paure. il dottore è un uomo nonostante tutto molto solo. La spedizione della moglie Petra, sembra non toccarlo più di tanto. Forse, quello che gli preme di più è portarsi a casa l’immagine degli occhi della scimmia e niente più…
In quel corpo contuso, ricucito in due pezzi, tormentato, tutto a un tratto era arrivata, o più precisamente era tornata, l’anima meravigliata, rapita, stupita dall’impotenza del mondo.
Gizi è una donna che ha sofferto tanto e ancora deve pagare il conto… le vite di questi due protagonisti inevitabilmente toccheranno altre persone. Conosceremo segreti, lutti inconfessabili e segreti grotteschi. Tutti collegati, tutti uniti in qualche modo anche solo per essersi sfiorati.
La penna di Tóth è magnetica. Non sono riuscita a mettere giù il libro se non alla fine e credo. che in realtà ci siano molti più significati di quelli che ho colto io, Gli occhi della scimmia è un romanzo finissimo che dimostra quanto possono essere spinte alla deriva le nostre vite in un contesto distopico, ma anche reale.
Gli occhi della scimmia è…
Magnetico. Ho detto pochissimo della trama ma è stato davvero una scoperta leggerlo così, scoprendo dettagli e colpi di scena senza avere indizi. Il filo di inquietudine che si respira nelle pagine non dà tregua. I punti di vista cambiano rapidamente e il lettore è spesso costretto ad indossare dei panni scomodi. Ci sono stupri, suicidi, addi… ma anche amori impossibili, rapporti familiari che si sbriciolano e tanto altro.
Consigliato per chi è in cerca di una lettura originale, ipnotica e decisamente indimenticabile. Non vedo l’ora di conoscere anche il vostro parere.














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