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RECENSIONE: Ciao, Saša! (Dmitrij Danilov)

Ciao, Saša! di Dmitrij Danilov (Voland edizioni)
RECENSIONE: Ciao, Saša! (Dmitrij Danilov)

Ciao, Saša!

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
11/07/2025

Pagine:
182
Genere:
ISBN:
8862436971
ASIN:
B0FHQDZWNJ
Acquista:

La trama

In una Russia del futuro prossimo, dove il confine tra legalità e arbitrio si è fatto sottilissimo, Serëža – stimato filologo, professore universitario sposato e con un’ottima reputazione alle spalle – è condannato a morte per aver consumato un rapporto con una studentessa ancora minorenne e trasferito al Kombinat. Qui viene rinchiuso in una cella dotata di ogni comfort che sembra la stanza di un hotel di lusso, ma tutti i giorni alle 11 in punto è obbligato ad attraversare un lungo corridoio dove lo aspetta Saša, una mitragliatrice automatica attaccata al soffitto che lo giustizierà senza preavviso. L’esecuzione può avvenire in qualsiasi momento, oppure non avvenire affatto. Così, Serëža passa le sue giornate in una dimensione surreale, logorato dall’attesa mentre la vita intorno a lui continua a scorrere… Un romanzo tagliente e perturbante che ci prospetta un universo spogliato di ogni umanità, fino all’estremo paradosso.

– Paradosso –

Ciao, Saša! di Dmitrij Danilov (Voland edizioni) è stata una bellissima sorpresa. Chissà perché quando ho letto la trama ho pensato:”no, non fa per me”. Invece in questo breve romanzo, siamo sotto alle 200 pagine, ho trovato tutto quello che mi piace: umorismo, angoscia, sarcasmo e riflessioni.

Credevo che avrei letto una distopia e no, non era decisamente il momento adatto. Invece mi sono imbattuta in un romanzo che mi ha fatto sorridere, amaramente certo ma sorridere. Ciao, Saša! è un giallo, un romanzo di denuncia, una provocazione che si legge come il copione di un film. Ci sono scene, personaggi che irrompono e quella strana sensazione che qualcosa non torni. Finzione… o realtà? La distopia è nella realtà delle vicende narrate o nel copione inventato?

Ciao, Saša! di Dmitrij Danilov (Voland edizioni)Il protagonista è Serëža, un professore di filologia che viene condannato a morte per un crimine gravissimo. Lui è sposato con un’altra professoressa dell’università e si è macchiato di un delitto? Macché. Ha fatto di peggio secondo questa Russia del futuro: è andato a letto con una studentessa minorenne. Galeotte furono le telecamere che immortalarono l’atto e le leggi russe.

Quando Ciao, Saša! si apre il nostro protagonista è già in tribunale. Rassegnato accetta l’unica sentenza possibile: la pena di morte. Inutile parlare con la moglie o con la mamma, tutti lo trattano come se fosse già morto. Non esiste più.

Serëža si siede al tavolo della cucina di fronte a Sveta. E tra
loro ha luogo il seguente dialogo:
– Quindi, ti hanno condannato?
– Così pare. Alla Pena di Morte.
– Mi pare di capire non ci fossero altre opzioni.
– Già.
– Possiamo non rovinarci troppo l’umore?
– Come no. O magari sì.
– Adesso c’è un condannato tra noi.
– Guarda che non devi ricordarmelo per forza.
– La toeletta almeno te la fanno?
– Sveta, ma di che parli? Dovrei essere io a dare di matto,
mica tu. Non credi?
– Dài! La toilette du condamné (lo pronuncia con un bell’accento francese). Ricordi, come ha scritto Hugo? Anche lui era un grande oppositore della pena di morte. Della PdM, come si direbbe oggi. Agheinst PdM. Condemned lives matter (lo pronuncia con un buon inglese).

Ciao, Saša! ricorda inevitabilmente L’ultimo giorno di un condannato a morte, uno dei libri che più ha segnato la mia vita da giovane lettrice, ma qui Danilov si diverte a fare qualcosa di diverso. La situazione è troppo grottesca per non ridere.

Trasferito al Kombinat trascorre le sue giornate in un limbo. Nessuno sa quando verrà ucciso. Vietati i rapporti con gli altri “ospiti” della struttura, il nostro professore trascorre le giornate rispettando una routine snervante. Ogni giorno una guardia gli porta la colazione, ogni giorno la guardia lo accompagna fuori per la passeggiata dove ad attenderlo c’è propio lei, la mitragliatrice: Ciao, Saša!  diventa un mantra quotidiano.

In questa prigione che assomiglia ad un albergo a tre stelle, Serëža continua a tenere le lezioni ai suoi studenti ma l’interesse è tutto sulla situazione che sta vivendo… a fargli compagnia i social. Unico appiglio per rimanere collegato alle altre persone.

Serëža, è in camera sua, sta pubblicando un post su Facebook.
Posta la fotografia di  Saša e sotto scrive: “Amici, ecco la mitragliatrice che presto (anche se non si quando) mi fucilerà. È quella cosa bianca. Ogni giorno passo sotto al suo mirino. Io cammino e non so se attraverserò con ‘successo’ la ‘Zona rossa?
Potrei essere giustiziato da un giorno all’altro. E sapete cosa significa essere giustiziati da una mitragliatrice? Ti riduce a pezzi, a fette, a brandelli. Il mio destino è questo.”

Ci sono poi anche le visite dei vari rappresentati religiosi e si ha così l’impressione che la disperazione del professore si trasformi in una ricerca labirintica di qualcosa.. ma cosa? Tutti noi non sappiamo quando moriremo… siamo tutti condannati a morte e se la condanna peggiore fosse un’altra?


Ciao, Saša! è…

Un paradosso. Mi è piaciuto lo stile così asciutto, mi è piaciuta l’ironia e anche la storia. Originale, coinvolgente. L’idea di trovarsi in un labirinto è calzante ed è possibile leggere molto chiaramente le critiche alla nostra società e a quella russa.

Sparire è davvero morire? Ciao, Saša!   mi ha lasciato tante domande e molta voglia di leggere altro di Danilov. Non ho dato quattro stelle solo perché avrei voluto che fosse un po’ più lungo. Credo che il finale arrivi troppo in fretta ma si sa, esclusa Nothomb, io ho un problema con i libri brevi!

Consigliato per chi è in cerca di un romanzo originale, coinvolgente e. avvincente. Un romanzo che spinge ad interrogarsi e fa sorridere, anche nei momenti meno opportuni.

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Alcune note su Dmitrij Danilov

Dmitrij Danilov

Dmitrij Danilov, nato a Mosca nel 1969 e considerato tra le voci più significative dell’attuale panorama letterario russo, è autore di romanzi (tra cui Posizione orizzontale, pubblicato in Italia da CartaCanta nel 2015), poesie e opere teatrali. Con Ciao, Saša! – diventato anche uno spettacolo teatrale – ha vinto i premi Jasnaja Poljana nella categoria “Prosa russa contemporanea” e Kniga Goda (Libro dell’anno) per il 2022.

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1 COMMENTO

  • Daniela

    Ottimo libro : ” Ciao Sasa”

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