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RECENSIONE: Eliete La vita normale (Dulce Maria Cardoso)

Eliete - Dulce Maria Cardoso - Voland
RECENSIONE: Eliete La vita normale (Dulce Maria Cardoso)

Eliete. La vita normale

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
23/07/2020

Pagine:
272
Genere:
ISBN:
9788862434072
ASIN:
B08F5HKSX7
Acquista:

La trama

Una donna del tutto normale, che di particolare ha soltanto il nome: Eliete. Due figlie grandi che la trattano con distacco, un marito fissato con i giochi online e che fa sesso solo al venerdì, una madre ossessiva e prodiga di critiche, una nonna amata ma ormai in preda all'Alzheimer. Per scappare dalla sua vita preordinata e monotona, dalle ipocrisie e dalle convenzioni del Portogallo postrivoluzionario, Eliete si rifugia in Tinder, dove gioca a diventare un'altra, dove si sente di nuovo desiderata, e dove cerca di convincersi che, ancora una volta, può succedere di tutto.

 – Identità –

Eliete La vita normale  di Dulce Maria Cardoso (Voland) è una storia delicata e profonda. Protagonista Eliete, una donna che si sente già vecchia e spenta. La premessa è doverosa, quando Voland mi ha mandato il libro io non avevo letto nulla, nemmeno la trama. Mi sono buttata in questa storia senza documentarmi e solamente alla fine ho capito che si trattava di una saga. Sì, Eliete La vita normale si conclude con: “Fine prima parte”.

Non ho mai letto nulla di Cardoso e sono rimasta colpita dallo stile di scrittura (grandissimi complimenti al traduttore Petruccioli), perché è come essere trascinati in una spirale fatta di pensieri, dialoghi e azioni. Se all’inizio si fa un po’ di fatica, una volta entrati nella storia è difficilissimo riemergere.

…è stancante non credere a niente.

Eliete - Dulce Maria Cardoso - VolandCredo che si potrebbe riassumere così la vita di una donna che di particolare ha solo il nome. Persino da ragazzina era stata lasciata dal fidanzato perché lei non aveva sogni. Non desiderava nulla di incredibile, soltanto una vita normale.

Ed è quella che ha avuto. Un marito che pianifica tutto (compreso il sesso) ma che la tratta con distacco e freddezza. Due figlie che sono sempre attaccate al cellulare e che la guardano quasi con diffidenza, una madre che non l’ha mai compresa e una nonna che comincia a mostrare i primi sintomi di Alzehimer.

La narrazione è lenta ma non per questo meno coinvolgente, anzi. Cardoso ci accompagna nella testa e nella vita di Eliete. Quando il libro si apre siamo all’ospedale, la nonna di Eliete si comporta in maniera strana, è salita sull’autobus in camicia da notte, cerca il marito morto da tempo, ha un comportamento aggressivo. Quando ha cominciato a manifestare i sintomi dell’Alzahimer? Eliete non lo sa, che razza di nipote è? Questa è la domanda che le riecheggia in testa mentre fa gli occhi dolci al medico della nonna.

La simpatica vecchietta non potrà più stare a casa da sola, questa è l’unica certezza con la quale figlia e nipote escono dall’ospedale.

Eliete decide così di portare a casa la nonna. Ad accompagnarla anche la figlia che immortala il rientro e pubblica tutto sui social (ormai Eliete per scoprire passioni e umori delle figlie è costretta a consultare Instagram).

Mi intristivano le crescenti disabilità di nonna,  ma il fatto più doloroso era non riconoscerla nelle estranee da cui il suo corpo cominciava ad essere abitato. All’estranea uscita per strada in camicia da notte si erano aggiunte la chiacchierona, la canterina, l’irascibile, la spendacciona, la bugiarda, la sospettosa e una tale quantità di altre sconosciute da avermi reso incerta su quanto potessi dire di conoscerla, ormai.  A volte la sorprendevo in sorrisi la cui dolcezza proprio non si incastrava nelle rughe intagliate dalla severità nel suo volto, oppure in gesti frivoli e cittadini che ridicolizzavano la contadina che non aveva mai smesso di essere. Ma non avrei avuto il coraggio di confessare al medico che, se avessi potuto scegliere, avrei preferito il dolore di vederla morta al dolore di dover assistere alla sfilata di estranee da cui il suo corpo cominciava a essere abitato (…)

Eliete è una donna sola, ma così sola che avrei voluto abbracciarla per dirle: “ti vedo”. Nessuno sembra accorgersi di lei, del suo dolore o delle sue preoccupazioni. Jorge è troppo impegnato con i giochi online e con i commentini su facebook, le figlie hanno ormai la loro vita… per Eliete non c’è posto, condivide la casa con degli sconosciuti:

Il tempo,  la stanchezza e chissà cos’altro avevano ridotto Jorge a uno sconosciuto nel corpo di Jorge, la malattia aveva ridotto nonna a una sconosciuta nel corpo di nonna e Ines, fosse o meno mia la colpa, voleva diventare una sconosciuta ai miei occhi. Nonostante fossero cambiati con modalità e ritmi diversi, Jorge in modo lento e distratto, la nonna in modo improvviso e incontrollato, Ines in modo frettoloso e negligente, tutti mi erano diventati sconosciuti e non sapevo che pensare di loro né come rapportarmici.

Eliete - Dulce Maria Cardoso - VolandLe pagine sugli europei di calcio sono meravigliose, forse quelle che ho amato di più. Eliete e gli amici, una nazione intera, festeggiano la vittoria del Paese ma la nostra protagonista non riesce a scrollarsi di dosso quella sensazione di solitudine. Sono tutti fuori a festeggiare, e lei avrebbe tanta voglia di uscire, bere con Jorge e perché no, magari riuscire a fargli quella domanda che ha sulla punta della lingua da anni: “Sei mio?”. Ma no, nonna e marito dormono, ancora una volta non c’è spazio per lei e per quello che desidera.

I giorni trascorrono e la famiglia costringe Eliete a trasferire la nonna in una casa di cura. Il rimorso, il dolore di abbandonare la nonna, la porteranno a condurre un gioco pericoloso: diventare un’altra.

Tinder (una app per appuntamenti) aprirà a Eliete un mondo in cui può essere chiunque voglia. Le chat con gli sconosciuti si trasformeranno in vie di fuga. I motel in mete ambite… nessuno ancora una volta si accorge del cambiamento di questa donna che dimagrisce, si prende cura di se e si allontana dal resto della famiglia. Forse è quella la chiave, allontanarsi da chi ti ha già dimenticato.

Una costante però rimane: la visita alla nonna, che nelle manciate finali non la saluta più con “Che Dio ti accompagni” ma con un’altra frase che scompiglierà (crediamo per sempre) la vita di Eliete.


Eliete La vita normale  è…

Identità. Le persone cambiano, spariscono… Eliete cerca di costruirsi una nuova identità.  Può succedere di tutto, questo si era ripetuta tante volte Eliete e ci aveva creduto. E così è stato quando ha aperto Tinder, tutto poteva succedere. Essere un’altra, tradire, cambiare… non restare invisibile, non avere una vita normale.

Non vedo l’ora di poter leggere il seguito. La rivelazione finale è sconvolgente sono curiosa di capire cosa succeder a Eliete e alla simpatica nonnina che compie questa rivelazione.

Consigliato per chi vuole evadere, per chi ama le storie lente, vere, senza filtri.

three-half-stars

Alcune note su Dulce Maria Cardoso

dulce maria cardoso

Dulce Maria Cardoso è nata in Portogallo nel 1964, ha trascorso parte della sua infanzia in Angola, per poi tornare a stabilirsi a Lisbona. Il suo primo romanzo, Campo di sangue (Voland 2007), le è valso il prestigioso Grande Prémio Acontece. Da allora ha pubblicato Le mie condoglianze (Voland 2007), vincitore nel 2009 del Premio Letterario dell’Unione Europea, Il compleanno (Voland 2011), Premio Pen Club 2010, e Il ritorno (Voland/Feltrinelli 2013), eletto libro dell’anno dai quotidiani “Público” ed “Expresso” e vincitore dell’English Pen Translate Award 2016 per la “straordinaria qualità letteraria”.

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