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Corpi celesti di Jokha Alharthi

Corpi celesti - Jokha Alharthi - Bompiani editore

Esattamente come era successo per I Melrose mi ritrovo a scrivere un commento che non è una recensione, ma questa volta lo faccio per Corpi celesti di Jokha Alharthi (Bompiani).  Finisce oggi il breve viaggio  in compagnia di questo racconto familiare originale. Letto con le compagne di viaggio di Saghe familiari controcorrente è stata una lettura che all’inizio mi ha incuriosito molto poi, complice la stanchezza e altri pensieri non sono più riuscita a tenere il filo della narrazione.

Corpi celesti - Jokha Alharthi - Bompiani editoreQuello che ho apprezzato all’inizio è anche quello che mi ha fatto impazzire alla fine. I salti temporali e i cambi di prospettiva continui all’inizio mi hanno entusiasmato ma poi solo confuso. L’ho finito dopo averlo lasciato in pausa per una settimana e no, non sono riuscita davvero a comprenderlo (forse non mi sono sforzata abbastanza).

Romanzo al femminile che dà voce a tre sorelle Mayya, Asma e Khawla. Mayya sposerà un mercante  di schiavi Abdallah, insieme avranno una figlia dal nome “bizzarro” London, che diventerà un medico.  I capitoli sono brevissimi e uno dovrebbe tirare l’altro.

Le persone non sono entità incomplete in cerca della loro metà mancante. Nè corpi nè le anime sono divise in due. Non esistono due persone che, a livello spirituale, combacino alla perfezione.

Mi piaceva l’idea di leggere una saga familiare mediorientale ma forse alla fine avrei preferito qualcosa di più tradizionale. L’albero genealogico che tanto amo all’inizio dei romanzi mi ha in realtà un po’ confuso.

Ho apprezzato molte parti, in particolare all’inizio quando ho seguito le pene d’amore di Mayya e il suo parto con tutte le sensazioni contrastanti che ne sono scaturite. Mi è piaciuto (a tratti) e ho compreso  Abdallah ma la verità è che non sono riuscita a empatizzare con nessuno.

Nella vita le pagine bianche non esistono. Il graffio si stava trasformando in una ferita che ledeva nel profondo la sua dignità, ha visto l’umiliazione impiantarsi là dove il desiderio bruciava ancora.

I flashback non sono continui e le voci continuano ad alternarsi verso un finale aperto che mi ha lasciato abbastanza tiepida. Mi dispiace perché forse se mi fossi concentrata di più avrei apprezzato anche altro ma si vede che non era il momento giusto.

Ringrazio sempre le mie compagne di viaggio che con i loro spunti e le loro riflessioni sono certa mi apriranno un po’ di più la mente su Corpi Celesti. Ci tenevo comunque anche se non è una recensione a lasciare una traccia di questa lettura.

Corpi celesti di Jokha Alharthi

Corpi celesti

Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
05/01/2022

Pagine:
264
Genere:
ISBN:
9788858795996
ASIN:
B09NYKFNVP
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La trama

Nel piccolo paese di ‘Awafi, in Oman, vivono tre sorelle. Mayya, la maggiore, sposa ‘Abdallah, figlio di un ricco mercante di schiavi, dopo aver sofferto patimenti d’amore. Insieme saranno felici, e la loro unica figlia femmina, London, diventerà medico e sarà una donna forte ed emancipata. Asma’, appassionata di letteratura e romantica sognatrice, si sposa per puro senso del dovere. Khawla, la più bella, rifiuta tutti i pretendenti e resta in attesa del suo grande amore, emigrato in Canada. Intrecciando le vicende di ‘Abdallah, il cuore del romanzo, che riflette sulla sua vita mentre si trova in volo verso Francoforte, a quelle delle tre sorelle e dei loro figli, Jokha Alharthi tratteggia un vivido affresco dell’Oman di oggi, con le luci e le ombre che lo contraddistinguono. Grazie alla sapiente alternanza tra passato e presente, la narrazione scorre come un fiume in piena, animata dal desiderio di confrontarsi con antiche regole e infine sovvertirle.

Alcune note su Jokha Alharthi

Jokha Alharthi è nata nel 1978 e ha studiato nell’Oman e a Edimburgo. Autrice di romanzi, storie per ragazzi e saggi, insegna letteratura araba alla Sultan Qaboos University, non lontano dalla capitale omanita, Mascate. Nel 2019 Corpi celesti ha vinto il Man Booker International Prize.

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