RECENSIONE: All’inizio del settimo giorno (Luc Lang)

RECENSIONE: All’inizio del settimo giorno (Luc Lang)Valutazione: three-stars

All'inizio del settimo giorno di Luc Lang
Pubblicato da: Fazi Editore il 10 maggio 2018
Pagine: 560
ISBN: 9788893254021
ASIN: B07C22SW97Acquista il libroAcquista ebook

La trama

Alle quattro di notte squilla il telefono. È la polizia, che informa Thomas che sua moglie è in rianimazione a causa di un incidente d'auto. L'uomo non sa perché Camille si trovasse su quella strada, né perché andasse così veloce e tantomeno come abbia fatto a perdere il controllo del veicolo su un rettilineo. Era in pericolo, o c'è dell'altro? E come dire a Elsa e Anton, i figli di otto e dieci anni, che la madre è in coma e non si sa se tornerà mai a casa? E poi le consegne urgenti per il nuovo progetto, i clienti che scalpitano e la concorrenza dei nuovi soci: Thomas cerca disperatamente di tenere tutto insieme, ma non è facile, qualcosa continua a sfuggirgli. A dire il vero, sono molte le cose che gli sfuggono: segreti nascosti dalla moglie sulla loro vita di coppia, ma anche segreti sepolti nella storia della sua famiglia, che coinvolgono i genitori e i fratelli in vicende dolorose sulle quali tutti hanno sempre preferito tacere. L'infanzia serena e l'incontestato successo della sua vita adulta hanno avuto un costo che qualcuno si è addossato al suo posto. Da Parigi a Le Havre, dai Pirenei al Camerun, Thomas attraverserà territori intimi e distanze incolmabili per andare fino in fondo nella ricerca della verità

– Misterioso –

All’inizio del settimo giorno di Luc Lang (Fazi Editore) è un libro che parla di confini, prigioni e drammi. Non solo, All’inizio del settimo giorno è la storia di una famiglia, sorpresa dal dolore. Il racconto di un uomo che vede andare in pezzi la propria vita e le proprie convinzioni. E’ un viaggio anche in senso letterale, dai Parigi all’Africa, passando per i Pirenei.

All'inizio del settimo giorno - Luc LangThomas e Camille sono sposati e hanno due bambini. I molteplici impegni di lavoro impediscono a Camille di rientrare a casa tutte le sere e Thomas lavora in un’azienda, la Nuxilog, in cui gli impegni familiari non possono interferire con appuntamenti e progetti, Anton ed Elsa trascorrono così le giornate con la tata Daba. Ma una notte tutto cambia. A pochi giorni dall’anniversario di matrimonio, Camille ha un’inspiegabile incidente d’auto. In pieno rettilineo, poco dopo le tre di notte si schianta a velocità altissima, si ribalta ripetutamente e perde conoscenza. Le domande di Thomas affollano le pagine, e la mente del lettore, che ci faceva lì, a quell’ora? Di chi è il messaggio lasciato in segreteria? Cosa nascondeva quella donna?

Camille rimane in coma per ventotto giorni, un tempo lunghissimo in cui Thomas chiede ai bambini di essere coraggiosi, forti e pronti persino a pregare per aiutare la mamma  a risvegliarsi.

Parallelamente continuano le indagini del protagonista che smonta ed esamina la scatola nera della maledetta auto. Abituato a lavorare con i software non fa una grande fatica a sbobinare le informazioni contenute nel computer della macchina. E’ lì che ci sono cose che non tornano, possibile che Camille premesse contemporaneamente acceleratore e freno? La macchina  è impazzita o qualcuno voleva farle pagare qualcosa?

Ma prima di riuscire a rispondere a queste domande la famiglia di Thomas, e la mamma di Camille, Claire, affrontano un periodo tormentato, aspettando che la donna, che ha riportato numerosi traumi, tra cui quello alla colonna vertebrale, si risvegli. Finalmente, la telefonata tanto attesa arriva.

Le infermiere sono sorridenti, le loro pupille luccicano, o almeno lui le vede così, le porta con sè nel suo slancio, nella sua vivacità, i suoi passi lo conducono irresistibilmente verso la sala rianimazione. Gli porgono il solito ridicolo abbigliamento verde giada che lo riveste come  Armstrong nel momento in cui cammina sulla Luna, si giudica bello, è designato, la vita lo guarda, sarà attraverso gli occhi di Camille tra pochi secondi.

Ma gli occhi della moglie lo trafiggeranno senza neppure vederlo. Nemmeno la presenza dei bambini riuscirà a risvegliare davvero Camille. E così Thomas cercherà di non annegare nella disperazione appoggiandosi a Claire, la suocera, così diversa da sua madre Valence, sempre sottomessa al marito Aurèle, morto quando lui era un bambino.

All'inizio del settimo giorno - Luc LangSi conclude così il primo libro: tra attese, delusioni, rivelazioni e indagini che portano in vicoli ciechi. Il secondo si apre con un altro terribile dramma da superare: la morte di Camille. La tenerezza di Elsa strapperebbe una lacrima a chiunque: “Papà puoi risvegliare la mamma come con la bella addormentata?”.

E’ qui che Thomas percorrerà un viaggio alla ricerca delle proprie origini. Torna sui Pirenei, quella cornice in cui è cresciuto con il fratello Jean e la sorella Pauline. Torna alla vita di paese, quella in cui il tempo è scandito dalla posizione del sole e il silenzio viene rotto, non dalle suonerie dei cellulari, ma dai versi degli animali.

Lo zio si prende cura dei nipotini mentre il protagonista affronta impegnative escursioni e ripensa in continuazione alla morte del padre, caduto in un dirupo proprio sotto agli occhi di Jean. Lui, con un laurea da ingegnere agronomo, ha preferito la montagna alla città e non si è mai costruito una famiglia. Non capisce le scelte del fratello minore nè tanto meno quelle delll’azienda per cui lavora.

Volete condannarci in massa, su scala planetaria, a un isolamento peggiore di quello dei primi uomini sulla terra, che non avevano nè tecnica nè linguaggio, è la vostra apocalisse! E’ silenziosa e dedicata ad ognuno personalmente, per farlo rimanere solo e disperato nella sua reclusione digitale, perduto in un mondo in cui i rapporti tra tutti gli esseri viventi, umani e animali, transiteranno attraverso flussi elettronici organizzati, formattati, aggiornati dal cloud computing che deciderà ammissioni ed esclusioni, riscatti e assoluzioni.

Jean non va d’accordo con la madre, che si è sposata da poco con Raymond, ma continua a tenere rapporti epistolari con Pauline, la sorella che si trova in Africa per le missioni umanitarie e che a casa non è mai più tornata.

E’ lei la grande protagonista del terzo libro, quello che si svolge in Africa. I paesaggi cambiano e lo fa anche Thomas, in ogni libro acquisisce dei tasselli importantissimi per la propria identità, senza quella non potrebbe rialzarsi ed affrontare la vita. Non lavora più nell’azienda che vuole controllare tutto e tutti in maniera ossessiva e sogna un nuovo futuro. Un’immagine che cozza con quella in cui progetta queste nuove mosse.  Si perchè con Pauline scopriamo la fame, la guerra e la miseria,. Thomas all’inizio sembra così fuori posto laggiù.

Non menzionò l’accoglienza poco cortese del governatore, nè la notte in quella topaia pagata a caro prezzo, nè l’appuntamento mattutino che era una bidonata.

Dopo anni passati a stare lontani Thomas scopre il perchè di tanti comportamenti, i segreti, disgustosi che si nascondevano in quel posto che chiamava casa, dovendo fare i conti, ancora, con un altro enorme dolore.

All’inizio del settimo giorno è…

Un libro  cui i segreti sono il filo conduttore. All’inizio del settimo giorno è un racconto, piuttosto lungo, misterioso. Camille nascondeva qualcosa, e come lei anche Jean e Pauline. Mentre Thomas raccoglie indizi e testimonianze viene affiancato da diversi personaggi che lo aiutano ad affrontare il lutto, a rimettersi in sesto e a sognare un cambiamento di vita radicale.

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Non mi stupisce che siano stati acquisiti i diritti cinematografici di All’inizio del settimo giorno. E’ un libro a cui non manca nulla: c’è la storia di una famiglia, quella di origine di Thomas, e quella attuale distrutta dal lutto. Ci sono indizi da raccogliere, panorami mozzafiato da ammirare e una disperata ricerca del lieto fine.

Eppure ho dato solamente tre stelle all’opera di Lang. In alcuni punti ho fatto davvero fatica a seguire il filo. Il flusso di pensieri di Thomas è copioso e ininterrotto, al punto che in alcuni momenti mi sono distratta e  ho fatto fatica a distinguere i pensieri dai dialoghi. Alcuni passaggi stringono il cuore, come nel caso di Anton che mostra al padre tutta la sua sofferenza dicendogli: “Siamo prigionieri dell’infelicità”, altri li ho trovati eccessivamente lunghi e dettagliati, come quando si trova in prigione una volta arrivato in Africa. E proprio sul terzo libro nutro più perplessità, se i primi due sono legati dall’incidente di Camille e la devastazione della famiglia, il terzo sembra completamente scollegato dal resto.

La storia, e il modo di scrittura sono senza dubbio originali e ho adorato il finale. Lo consiglio a chi ama le storie familiari, lunghe, ricche di dettagli e che alla fine strappano qualche lacrima.

three-stars

Alcune note su Luc Lang

luc lang

Luc Lang. Nato nel 1956 a Suresnes, nella periferia di Parigi, è autore di quattordici romanzi. Con la sua opera (il primo romanzo è del 1988) ha raggiunto lo status di autore esigente e raffinato nel panorama letterario francese. I diritti cinematografici di All’inizio del settimo giorno, finalista al premio Goncourt, sono stati opzionati.

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