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RECENSIONE: Acqua di mare (Charles Simmons)

Acqua di mare - Cherles Simmons - BigSur
RECENSIONE: Acqua di mare (Charles Simmons)

Acqua di mare

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
09/05/2019

Pagine:
146
Genere:
ISBN:
9788869981647
ASIN:
B07RM6G19B
Acquista:

La trama

È l'estate del 1963. Mentre l'America vive gli ultimi scampoli di ottimismo e prosperità dell'era kennediana, il quindicenne Michael trascorre le vacanze con il padre e la madre nella villa di Bone Point, sulle rive dell'Atlantico. Il loro sereno ménage upper class viene però travolto dall'arrivo della signora Mertz e di sua figlia Zina, ospiti nella dépendance della casa. Avvenenti e disinibite, le due donne conquistano fin dal primo istante le attenzioni del ragazzo e di suo padre Peter, scatenando le gelosie della madre e quelle di Melissa, figlia di amici di famiglia e innamorata a sua volta di Michael. In questo gioco erotico di specchi, che non risparmia nessuno - perfino Blackheart, il cane di Michael, sembra incapace di controllarsi quando è nelle vicinanze della cagnetta di Zina, Sonya, a lui sdegnosamente indifferente - il ragazzo conoscerà il primo sentimento forte della sua adolescenza e dovrà capire su chi poter contare per non rimanerne schiacciato.

– Passato –

Acqua di mare di Charles Simmons (Sur) è un romanzo particolare. Basta una frase per raccontare tutto il libro:

Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre mori annegato.

Comincia così questo breve romanzo, eppure l’incipit non toglie la curiosità al lettore o il colpo di scena tanto atteso. Come è possibile? Ah, ancora non lo so. Ma so che Acqua di mare si legge con piacere e con una fitta di malinconia.Acqua di mare - Cherles Simmons - BigSur

Da adolescente l’estate era la mia stagione preferita (lo so, incredibile ora la odio), la aspettavo con ansia. Io che al mare ci vivo, la passavo in montagna. L’estate è stata la cornice delle mie prime volte, primi amori, prime delusioni, persino le prime gravi perdite.

Michael è il nostro protagonista che perde la testa per una ragazza più grande. La complicità che ha con il papà mi colpisce subito e mi fa dimenticare subito il terribile incipit. 

Nella tranquillità di Bone Point irromperà Zina. Ventenne contraddittoria e ricca di sfumature. Non mi è piaciuta dal primo instante in cui è comparsa, ma forse a vent’anni siamo state tutte così: un po’ altezzose, malinconiche, sole, desiderose di attenzioni… e ci siamo sentite grandi di fronte ai ragazzini invaghiti di noi.

Le due inquiline, che erano appena arrivate nella dépandance, rimasero con noi. La signora Mertz aveva la stessa età di mamma. Sua figlia Zina, era stupenda anche a testa in giù. Aveva occhi e capelli castani, la pelle dello stesso colore anche se una tonalità più chiara e le labbra rosso porpora. Sembravano intagliate. Non smetteva di abbracciare ed accarezzare il suo cane, come se fosse lui ad aver corso un pericolo anziché noi. Poi mi toccò la guancia; per curiosità, pensai. Mi innamorai di Zina a testa in giù.

Zina è un’appassionata di fotografia  e passa il tempo a immortale fili d’erba, parti del corpo della madre. Prova anche a trasmettere questo amore a Micheal:

«Bene, devi agire in fretta, senza pensare. Non devi pensare. E’ la cosa peggiore. L’occhio non pensa, guarda. Non puoi limitarti a fare clic, clic, però. La macchina deve essere connessa a qualcosa dentro di te, come lo è l’occhio. Bene, la macchina è a fuoco da qui a qui». Mise le mani a mezzo metro di distanza l’una dall’altra. «Tienila a questa distanza dall’erba. Così avvolgi la pellicola. Schiacciando qui fai la foto. Tieni la macchina ben ferma. Stai facendo delle foto, non un film.» Mi ridiede la macchina fotografica. «Bene, ora fai vedere!»Mi voltai e le scattai delle foto in alto e in basso e da tutti i lati, nord, est, sud e ovest, ciascuna foto a un pezzo di lei. Lei non si mosse, tranne verso la fine del rullino quando sporse dall’accappatoio una gamba piegata, nella classica posa della bellezza al bagno.
Le restituii la macchina.
«Misha, tu non mi stavi fotografando, mi stavi accarezzando. Adesso vai a casa! Domani ti farò vedere le foto.»
Stava sorridendo. Le piacevo.

Acqua di mare - Cherles Simmons - BigSurComincia così l’amore di Misha per Zina. Come tutti i primi amori è totalizzante, idealizzato e come tutti i primi amori, spezzerà il cuore.

Zina è una ragazza particolare che esercita grande fascino su tutti quelli che la incontrano. Nemmeno la mamma esuberante e affascinante riesce a metterla in ombra. E intanto si intravedono le dinamiche familiari, la gelosia, la crudeltà del mare.

Un romanzo che riporta indietro nel tempo, stupisce e colpisce.

Acqua di mare è…

Un tuffo nel passato. A un tempo (per me non così lontano) in cui si aveva il mondo ai propri piedi. Non si era adulti ma nemmeno più bambini. Acqua  di mare riporta l’intensità dell’amore e la crudeltà della vita.

L’amore tra padre figlio e l’amore per Zina.

C’è qualcosa di meglio dello starsene col corpo in acqua e la mente in cielo?

Forse no. Consigliato per chi è in cerca di una storia breve, emozionante e intensa. Non sono andata oltre alle tre stelle perché mi aspettavo che succedesse qualcosa di più, ho trovato la parte centrale un pochino troppo lenta ma visto che parliamo di centocinquanta pagine, si arriva comunque alla fine molto in fretta.

three-stars

Alcune note su Charles Simmons

Charles Simmons

Charles Simmons (1924-2017) è stato un romanziere americano. Dopo l’esordio con Powdered Eggs (1964, vincitore del William Faulkner Foundation Award per l’opera prima), ha pubblicato altri quattro libri, alternando l’attività di scrittore con quella di editor per la New York Times Book Review. Oltre ad Acqua di mare, in italiano è apparso anche il romanzo Le pieghe dei giorni (BUR 2008).

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