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RECENSIONE: Riccardin dal Ciuffo (Amélie Nothomb)

Riccardin dal ciuffo - Amélie Nothomb - Voland
RECENSIONE: Riccardin dal Ciuffo (Amélie Nothomb)

Riccardin dal ciuffo

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
10/02/2017

Pagine:
128
Genere:
ISBN:
8862430728
ASIN:
B06Y4BM4TV
Acquista:

La trama

Amélie Nothomb rivisita in chiave contemporanea la popolare fiaba francese resa celebre dalla versione di Charles Perrault. Il giovane principe Déodat è incommensurabilmente brutto ma possiede un’intelligenza e uno spirito fuori del comune, mentre la bellezza divina dell’incantevole Trémière si accompagna a un ingegno limitato. Il destino farà incrociare le loro strade…

 – Favola –

Riccardin dal ciuffo - Amélie Nothomb - VolandRiccardin dal ciuffo di Amélie Nothomb (Voland) è un libro che ho letto subito dopo aver terminato Gli aerostati (trovate qui la mia recensione) e forse anche per questo non sono rimasta totalmente soddisfatta.

Nothomb qui reinterpreta una favola del 1600 e la adatta ai giorni nostri. Protagonisti due giovani decisamente all’opposto. Deodato è un bambino bruttissimo che sa di esserlo: addirittura da neonato ha capito che la sua bruttezza non l’avrebbe aiutato nella vita.

La sua grande passione  diventa l’ornitologia. Lo studio degli uccelli lo appassiona e lo conquista. Tanto da fagli dimenticare l’odiato busto che è costretto a portare per anni a causa di un serio problema alla schiena.

Le persone intelligenti che non sviluppano questo accesso all’altro diventano, nel senso etimologico del termine, degli idioti: esseri centrati su sé stessi. L’epoca in cui viviamo rigurgita di questi idioti intelligenti, il loro simpatico club fa rimpiangere i bravi imbecilli di una volta.

Effettivamente l’intelligenza di Deodato fa colpo sulle ragazze: ha una relazione dopo l’altra e queste donne si innamorano con facilità e con arrendevolezza si concedono a quest’uomo mostruoso fuori, ricchissimo dentro.

Riccardin dal ciuffo - Amélie Nothomb - Voland

Le riflessioni di Deodato sono lucide e ciniche:

La sofferenza e l’ingiustizia sono sempre esistite. Con le migliori intenzioni, quelle di cui è lastricato l’Inferno, l’età moderna ha prodotto atroci pomate verbali che, al posto di curare, estendono la superficie del male e creano un’irritazione permanente sulla pelle dell’infortunato. E al suo dolore si aggiunge anche una nuvola di mosche.

Altea è la giovane al suo opposto: considerata bella ma stupida, ha in comune con Deodato un’infanzia difficile e un’etichetta che non le appartiene.

I due si incontreranno per colpa del destino in un programma tv e da lì cambierà tutto.


Riccardin dal ciuffo è…

Una favola piacevole ma niente di più. Amo Nothomb ma questo è quello che ho amato di meno. Non l’ho trovato così avvincente e non mi è piaciuto il finale arrivato troppo in fretta.

Avrei preferito leggere ancora qualche pagina su Altea e Deodato insieme ma ahimè non è stato possibile.

Non ho forse ben compreso la parte in cui Altea si innamora dei gioielli. Cresciuta con la nonna, perché i genitori sono giovani e impegnati, la taciturna bambina viene iniziata al modo dei gioielli. La nonna dorme indossando pietre preziose e forse per la prima volta in vita sua si sente felice.

Questa passione verrà trasmessa ad Altea ma… non so, non ho ben capito cosa ci sia di speciale in questa ammirazione per bracciali e collane.

Sicuramente leggere Nothomb offre sempre spunti di riflessioni diversi (specialmente qui durante le elucubrazioni di Deodato) ed è sempre una scrittura piacevole, ma Riccardin dal ciuffo non mi è sembrato indimenticabile.

Consigliato per chi ha bisogno di evadere, per chi è in cerca di una penna ironica e piacevole. Chi si aspettava la sfumatura noir però, rimarrà deluso.

three-stars

Alcune note su Amélie Nothomb

Amélie Nothomb

Nata nel 1967 a Kobe, Giappone, trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo il padre diplomatico nei suoi cambiamenti di sede. A 21 anni torna in Giappone e lavora per un anno in una grande impresa giapponese, con esiti disastrosi e ironicamente raccontati in Stupore e tremori. Rientrata in Francia, propone un suo manoscritto a una solida e storica casa editrice, Albin Michel. Igiene dell’assassino esce il 1° settembre del ’92 e conquista subito molti lettori. Da allora pubblica un libro l’anno, scalando a ogni nuova uscita le classifiche di vendita. Ha ottenuto numerosissimi premi letterari tra cui il Grand Prix du roman de l’Académie Française e il Prix Internet du Livre per Stupore e tremori, il Prix de Flore per Né di Eva né di Adamo ‒ da cui nel 2015 è stato tratto il film Il fascino indiscreto dell’amore di Stefan Liberski ‒ e due volte il Prix du Jury Jean Giono per Le Catilinarie e Causa di forza maggiore. Oggi vive tra Parigi e Bruxelles.

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