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RECENSIONE: La vita comincia venerdì (Ioana Pârvulescu)

La vita comincia venerdì - Ioana Parvolescu - Voland
RECENSIONE: La vita comincia venerdì (Ioana Pârvulescu)

La vita comincia venerdì

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
01/11/2020

Pagine:
346
ISBN:
9788862434140
ASIN:
B08Q8HPH4G
Acquista:

La trama

Bucarest, 1897, tredici giorni a Capodanno. Un uomo viene ritrovato svenuto nella neve in una foresta alla periferia della città. Indossa strani abiti e scarpe colorate, non ha barba né baffi e si esprime in modo stravagante. La polizia indaga e la gente mormora: magari è Jack lo Squartatore, in prima pagina su tutti i giornali, oppure è un pazzo fuggito dal manicomio, un delinquente, un truffatore internazionale? E se invece venisse da un altro tempo?... Un romanzo vivace, una trama che condensa i generi e li trascende, per restituirci l'umanità, le speranze e le illusioni di una Bucarest ormai scomparsa e dimenticata. Postfazione di Mircea Cartarescu.

 – Frizzante –

La vita comincia venerdì - Ioana Parvolescu - Voland
La vita comincia venerdì di Ioana Pârvulescu (Voland) è un libro stranissimo. Come spesso accade per i libri di Voland, è difficile trovare la categoria nel quale inserire il romanzo.

Leggendo La vita comincia venerdì la testa si riempie di domande e solamente arrivati alla fine troveremo le risposte, ma forse non tutte.

Siamo a Bucarest alla fine dell’Ottocento: precisamente mancano tredici giorni all’anno nuovo, al 1898. L’atmosfera è misteriosa ma non cupa.

 Pochi anni prima del 1900 le giornate erano capienti. La gente vibrava come i fili del telegrafo, era ottimista e credeva, mai come prima e mai come dopo, nella forza della scienza, nel progresso e nel futuro. Capodanno, perciò, era diventato il momento più importante: l’inizio, continuamente rinnovato, de futuro.

Pârvulescu ci trascina in un mondo rassicurante, da lì a poco in Romania sarebbe cambiato tutto ma qui ancora si respira aria di modernità e libertà.

Un’atmosfera frizzante in cui si alternano diversi personaggi pittoreschi, bizzarri e capaci di catturare tutta la nostra curiosità.

La vita comincia venerdì - Ioana Parvolescu - Voland
Ma torniamo al mistero da risolvere. Nei boschi viene ritrovato uno straniero: Dan. Sdraiato in mezzo alla neve appare da subito confuso e sconclusionato. Con se ha una valigia argentata che sembra una cassaforte e anche il suo aspetto è particolare… viene forse da un’altra epoca?

Quello di Dan però non è l’unico ritrovamento:Rareș è stato ferito a morte e abbandonato nel bosco. Chi è stato?

A gettare benzina sul fuoco anche lo smarrimento di un portafoglio. Cosa c’entra con il ritrovamento dei due ragazzi?

Qualcuno parla di Jack lo Squartatore, qualcun altro pensa davvero al viaggio nel tempo. Per scoprirlo bisognerà arrivare alle pagine finali.

Nel frattempo si inseriranno altri personaggi, come Nicu il fattorino e il poliziotto che condurrà le indagini Costache Boerescu.

Crede in Dio?
Nicu era entrato nella casa detta dei pittori senza bussare e senza meravigliarsi del disordine che regnava all’interno. Neppure casa sua era una reggia, ma, a ogni modo, quando sua madre stava bene, metteva a posto, faceva le pulizie e lavava i panni. D’altronde, lei faceva la lavandaia di giorno. D’estate andava a lavarsi al fiume, dove le donne, tutte, sguazzavano nude insieme agli uomini senza provare il minimo imbarazzo; d’inverno era più complicato, andava solo in case dove avevano l’acqua corrente. Poverina, aveva le mani «da lavandaia», rosse e gonfie. Le rare volte in cui lo accarezza, sentiva le callosità dei suoi palmi, e, più che altro, gli graffiavano le guance. Lo straniero, appoggiato con la testa su alcuni stracci e avvolto in una coperta marrone, aveva lo sguardo rivolto verso la finestra da cui a mala pena filtrava la luce, e a ogni folata di vento penetrava all’interno, per morirvi, anche qualche fiocco di neve. Aveva un aspetto peggiore rispetto al giorno prima, gli era cresciuta un po’ la barba e per questo motivo sembrava avesse la faccia sporca. Non assomigliava più a Iulia. E anche le guance parevano più scavate. La domanda su Dio piacque molto a Nicu e, se gliela aveva posta, era un segno di grande amicizia da parte sua, era la sua ultima scoperta. Comunque le possibilità per conversare erano limitate, anche se il suo maestro di scuola gli diceva che aveva la lingua lunga e talvolta, per questo, lo tirava per le orecchie o lo picchiava sulle nocche con una verga: «Ti prude troppo la lingua!» e «Non stai mai fermo al tuo posto, a volte sembra che tu abbia i vermi». Nicu i vermi li aveva avuti, in effetti, e il dottor Margulis gli aveva dato da mangiare aglio e sedano e delle pasticche contro il verme solitario, ed era guarito. Voleva fare amicizia con lo straniero, perché si vedeva lontano un miglio quanto era bisognoso di aiuto. Non si aspettava certo di ricevere risposta alla domanda su Dio, sicché disse sempre lui, con quel tono preso dal suo maestro:
– Io credo nell’elettricità. Ma credo anche in Dio, quando mi trovo in difficoltà. Oggi ci credo.
– Oggi ti trovi in difficoltà? Che giorno è oggi?
Vedi come lo straniero gli parla e come capisce di cosa si tratta, non è stupido, né malato di mente, ci ha visto bene, già da ieri. Ma Nicu non si sentiva a suo agio. Rispose:
– Oggi è sabato e sono triste. (…)

E poi c’è anche Julia, la ragazzina che ama leggere e ha deciso di un tenere diario che guarda caso comincia proprio il venerdì…


La vita comincia venerdì è…

Un libro frizzante, un giallo leggero e scorrevole che può far staccare la spina. I personaggi non sono così approfonditi, si prendono la scena per interi paragrafi e poi la lasciano agli altri con leggerezza e musicalità.

La vita comincia venerdì ha il grande merito di portarci lontano e farci sorridere.

Ci sarà stata la luna piena l’altra notte? Non ci aveva fatto caso. Guardò lo straniero con occhio severo. Magari ci si vergogna un po’ a stare accanto a uno conciato così per strada, con il cappotto troppo grande e l’aria di chi è piombato dal cielo. Certo, adesso lui di sicuro avrebbe preferito essere seduto in una carrozza coperta, di lusso, di fianco a un uomo ben vestito, allegro e potente, profumato di patchouli, e non in compagnia di una specie di extraterrestre che puzzava di povertà. Ma in famiglia è così, chi ti capita, ti capita. È come alla lotteria, alcuni vincono, altri perdono. Nicu aveva già adottato, nella sua famiglia poco numerosa, questo Dan, che alla luce del giorno sembrava mite e malato. E se, rifletté, e se era proprio così, se aveva anche lui un fratello sconosciuto che era cresciuto lontano da lui, come accadde nella famiglia di un bottegaio del mercato del pesce? Quando i due fratelli si incontrarono, entrambi si sentirono trapassare da una sorta di scossa elettrica e spuntarono loro le lacrime agli occhi. Anche a lui era sembrato di sentire quella scossa, quando lo aveva visto per la prima volta, tranne che non gli era scesa nessuna lacrima. E se non ti viene da piangere, si può ancora dire che ci si sente come due fratelli?

Come avrete visto non vi ho svelato quasi nulla della trama: buttatevi e vi divertirete.

Consigliato per chi è alla ricerca di un giallo sui generis, per chi non ha paura di perdersi in una storia in cui il contesto diventa un protagonista.

Il libro è stato tradotto da Mauro Barindi e curato da Bruno Mazzoni con la postfazione di Mircea Cărtărescu.

three-stars

Alcune note su Ioana Pârvulescu

Ioana Parvulescu

Ioana Pârvulescu scrittrice e saggista, è docente alla facoltà di Lettere di Bucarest. Già redattrice della rivista “România literară” e responsabile editoriale per Humanitas, è autrice di saggi sulla vita quotidiana romena del XIX e XX secolo e di romanzi tradotti in più di 10 lingue. La vita comincia venerdì ha vinto nel 2013 il Premio dell’Unione Europea per la letteratura.

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