Vita nova

La trama
Al centro di Vita nova c’è una rinascita, una primavera dolceamara che sboccia dal terreno scuro del dolore e della perdita. La protagonista di questa raccolta è una donna che esce da un amore esaurito, che attraversa la rottura e la penosa spartizione degli oggetti posseduti dalla coppia, che si confronta con errori e traumi della gioventù e riflette sull’autenticità delle emozioni di un tempo. Persa tra i ricordi e il presente, naviga il tormento accanto a Didone, cammina con Euridice tra la luce e l’oscurità e osserva con Francesca quanto a lungo può ardere il fuoco di un amore eterno. Scopre così che le eroine del mito e della letteratura sono parte del suo – come del nostro – alfabeto interiore: veicoli di sentimenti impossibili da esprimere senza il loro ausilio. Intensa ma sempre asciutta e levigata, la poesia di Louise Glück fonde il mondo reale e quello simbolico per raccontare esperienze personali e al contempo universali. Queste pagine dipingono così, con pochi limpidi tratti, un quadro inesauribile della vita dopo la morte, che può essere «nuova» solo se affonda le radici in ciò che è stato.
– Toccante –
Vita nova di Louise Glück (Il Saggiatore) è una raccolta di poesie che mi ha profondamente toccato. I libri, lo dico sempre, ma forse per le poesie vale ancora di più, non ci trovano mai per caso. Mi sono imbattuta in questa raccolta quando ero in stazione a Roma. Mi ero ripromessa di comprare solo libri di editori che non troverei normalmente e invece per Louise ho fatto un’eccezione,
Non lo sto certo nascondendo, è un periodo molto difficile e sto cercando conforto nelle cose che amo… e la poesia ha il grande merito di toccare il cuore senza tante elucubrazioni. Così è stato. Vita nova è una raccolta che parla di una rinascita, o almeno io l’ho intesa così, ma si tratta di una rinascita dolorosa. Mi è capitato di rinascere, e ogni volta scordo il dolore che serve per farlo.
Nel suo vuoto il mondo
era sempre integro, non
un frammento di qualcosa, con
l’io al centro.
E al centro dell’io,
un dolore a cui pensavo di non poter sopravvivere.
Il tempo implora di essere toccato, accarezzato, fermato e quella bambina che si trova di fronte a un tesoro che non sa nemmeno di cosa sia fatto. Si tratta di un tesoro fatto di tempo, è la più grande ricchezza che abbiamo.
Ci sono le vite vissute, consumate per arrivare a quel punto di rottura. Le vite frettolose, volitive e spavalde. E ancora ci sono i fiumi che attraversano le nostre vite, cambiano il loro corso, e ancora ci sono le vite che sono fiori e attraversano la paura, la gioia…
Vita nova è anche il racconto di un amore perduto… o meglio di un amore che resiste anche quando l’amato non c’è più. L’amore è narrato attraverso gli oggetti e attraverso il mito di Euridice.
Come tutti i processi di guarigione il racconto in Vita nova non è lineare. Ci sono cadute e ricadute:
Quanto è crudele la terra, i saliti sfavillanti,
le betulle che si curvano e sospirano.
Quanto è crudele, quanto profondamente tenera.Il mio amore muore; non solo
una persona, ma un’idea, una vita.
Non credo sia stato un caso trovare un libro che parlasse della fine di una storia, di una morte, di una lenta e dolorosa rinascita. Mi piace che Louise (come se fosse una mia amica) si sia servita proprio del mito di Euridice e che abbia usato la terra per rappresentare l’amore, il dolore, la vita.
Vita nova è…
Toccante. Se siete qui da tanto tempo ricorderete Poesia non ti temo. E ricorderete anche la difficoltà nel parlare della poesia. Cosa posso dirvi, sono un’esperta? No. Ma posso raccontarvi, e l’ho fatto, come mi sento quando leggo certi versi che arrivano dritti al mio cuore e inspiegabilmente hanno portato sollievo.
Per trovare conforto c’è chi chiede a Chat Gpt e chi invece trova una carezza nelle poesie. Mi piace far parte di questa seconda categoria, come se in questi componimenti ci fosse un messaggio proprio per me. L’ho ricevuto Louise, Vita nova mi ha insegnato qualcosa e forse è arrivato il momento che mi perdoni.
Consigliato per chi è in cerca di una raccolta toccante, intima che ci ricorda che dalle crepe passa sempre e comunque la luce, bisogna saper aspettare e attraversare tutte le fasi.
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