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RECENSIONE: Oblomov (Ivan Goncarov)

Oblomov - Ivan Goncarov - Einaudi
RECENSIONE: Oblomov (Ivan Goncarov)

Oblomov

Valutazione:
four-half-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
07/02/2017

Pagine:
505
Genere:
ISBN:
8806234870
Acquista:

La trama

Un provinciale idealista vive a Pietroburgo della rendita di una tenuta dimenticata, nella piú assoluta inerzia fisica e psichica. In una camera coperta di ragnatele e di libri ingialliti giace nella sua «normale posizione» su un emblematico divano, dormendo e sognando, stanco e insensibile ai rumori della vita. Specchio di un fatalismo storico, Oblomov è stato considerato dalla critica l'eroe immortale della pigrizia, prodotto di una generazione viziata e apatica, inerte e priva di volontà, che non ha saputo dedicarsi a quelle riforme di cui necessitava la società russa. Con ironia pungente e forza narrativa, Gončarov crea intorno al protagonista un'atmosfera ossessiva e a tratti morbosa che denuncia non solo l'arretratezza civile di una nazione ma soprattutto i conflitti interiori di ogni coscienza umana.

 -Messaggio – 

Durante la quarantena mi sono imbattuta in un articolo che parlava di Oblovom di  Ivan Gončarov (Einaudi). Stefano Massini consigliava questo classico come libro adattissimo al nostro tempo da reclusi. Io non mi sono fatta sfuggire l’occasione e l’ho cominciato subito (l’avevo comprato a Roma durante una vacanza).

Oblomov - Ivan Goncarov - EinaudiNon sapevo cosa aspettarmi: immaginavo fosse una lettura impegnativa ma non pensavo che mi avrebbe turbato così tanto. Durante la quarantena solitaria (non ho visto familiari e affetti per quasi due mesi) ho avuto qualche giornata in cui l’apatia ha rischiato di prendere il sopravvento e proprio in quelle giornate ho letto Oblomov.  Tutti gli autori russi che ho affrontato finora mi hanno turbato, stupito, commosso. Gončarov non ha fatto eccezione perché ha toccato delle corte delicate e mi ha costretto a guardarmi dentro.

Oblomov è un signorotto che vive di rendita a San Pietroburgo. Trascorre la maggior parte delle sue giornate dormendo o oziando sul divano con le pantofole a portata di mano… ma attenzione. Oblomov potrà anche essere considerato un antieroe ma non è un uomo sconfitto dalla vita, o un personaggio che ha perso le illusioni e nemmeno un cinico preso a schiaffi dagli avvenimenti. No, Oblomov è soltanto una persona pigra. E questo è importante da ricordare mentre le pagine scorrono.

Egli svolse la testa verso la tavola, dove tutto era sgombro, l’inchiostro del calamaio s’era seccato, e non si vedevano penne, e si rallegrò di potersene stare lì sdraiato, senza preoccupazioni, come un neonato, senza occuparsi di tante cose, senza veder nulla…

Il’ja Il’ic Oblomov vive in questo appartamento polveroso e trascurato insieme al servo Zachar (non proprio l’emblema del collaboratore perfetto visto che ruba qualche moneta e non pulisce quasi mai). Quando facciamo la conoscenza di entrambi non è un buon momento: Zachar ha appena consegnato al nostro protagonista una lettera che lo informa sulle sue proprietà: i redditi di  Oblomovka stanno calando, c’è bisogno di intervenire con una nuova amministrazione. Cosa farà il nostro Oblomov? Cadrà in uno stato di apatia totale. Come se smettere di pensarci potesse risolvere il problema. E qui in pieno contrasto con Oblomov fa la sua comparsa l’amico Stolz. Il suo opposto: se il motto di Oblomov può essere riassunto con “vivere senza fretta”, quello dell’amico è: “Ora o mai più”. E sarà proprio Stolz a cercare di risvegliare l’amico dal torpore di una vita sonnolenta.

– E in che consiste, l’ideale della vita secondo te? Non è esso  l’oblomovismo? – domandò egli senza slancio , timidamente. Che non tendono forse tutti a quello che io sogno? Ti prego!-  aggiunse egli più arditamente. Che forse lo scopo di tutto il vostro affaccendarvi, delle vostre passioni e guerre, del vostro commercio e della vostra politica non è il raggiungimento della calma, l’aspirazione a questo ideale di paradiso perduto?.

Oblomov - Ivan Goncarov - EinaudiNon vi nascondo che questo risveglio avverrà. La causa? L’amore. Ol’ga diventa il centro del mondo di Il’ja Il’ic. Un amore ricambiato ma non per questo privo di insidie. Di più sulla storia non posso anticipare. Non voglio togliere il gusto della sorpresa. Quello che però emerge mentre le pagine scorrono è la filosofia di Oblomov. Come ho anticipato sopra, Oblomov è sì un umo che si sta spegnendo (dal momento in cui sono nato confesserà) ma è anche un irriducibile idealista. Oblomov ha inseguito fino all’ultimo respiro l’ideale di una vita senza ansie e preoccupazioni. Il rovescio della medaglia? Lo troverete leggendo queste pagine.

In Oblomov ci sono lunghe conversazioni, colpi di scena, colpi al cuore. Un romanzo ricchissimo che non ha nulla da invidiare ai grandissimi classici della letteratura. Se esistessero dei libri “obbligatori” da leggere io direi che a questo spetta un posto d’onore.

Gončarov ci conduce verso un lieto fine inevitabilmente amaro e con la consapevolezza che tutti, in diverse fasi e momenti della vita, siamo stati affetti da oblomovismo e non necessariamente perché siamo i degli idealisti.


Oblomov è…

Oblomov è un messaggio. Uno specchio delle nostre vite. Tutti  i personaggi, simili e contrari, rappresentano dei tratti di noi stessi che dialogano ed entrano in conflitto. In questo messaggio ognuno, a seconda del momento che sta vivendo, può leggere una massima diversa.  Sto divorando la mia vita o la sto subendo?

Ci sono tante cose di cui non ho parlato. Ho lasciato indietro lo sfondo che in realtà più di una volta irrompe sulla scena diventando protagonista. Uscito nel 1859 questo libro traccia un ritratto – talvolta impietoso – dei possidenti russi. Il loro atteggiamento è senza dubbio una delle cause di arretratezza sociale del Paese. Ma in questo romanzo ci sono così tante sfumature da scoprire e sui cui riflettere che ho preferito concentrarmi brevemente soltanto sul protagonista.

Oblomov non è una lettura facile, il libro è decisamente lungo e non ci si può mai distrarre (come è giusto che sia). Ci ho messo una settimana per leggerlo perché non sempre avevo voglia di trascorrere del tempo con Oblomov, che all’inizio mi ha fatto rabbia, poi tenerezza. L’ho rifiutato, come si rifiuta un rimprovero sulla nostra persona. Nessuno rimane immune dal contagio di Oblomov, mentre leggete ricordatevelo e abbandonatevi.

Consigliato per chi non ha paura di leggere se stesso in queste pagine, per chi ama gli autori russi (nessuno ti guarda dentro come loro) e per chi vuole dare un senso anche ai momenti vuoti.

four-half-stars

Alcune note su Ivan Goncarov

ivan goncarov

Ivan Goncarov (Simbirsk 1812 – San Pietroburgo 1891), tra i maggiori autori della letteratura russa dell’Ottocento, nei suoi romanzi racconta con grande realismo la società del suo tempo.

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1 COMMENTO

  • elisa

    io l’ho messo in lista….

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