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RECENSIONE: Il diavolo innamorato (Davide Carnevali)

Il diavolo innamorato - Davide Carnevali - Fandango Libri
RECENSIONE:  Il diavolo innamorato (Davide Carnevali)

Il diavolo innamorato

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
07/11/2019

Pagine:
132
Genere:
ISBN:
978-8860446381
ASIN:
B07ZJPCKPW
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La trama

Conosciuto da anni per il suo teatro, Davide Carnevali, mette in scena in queste pagine una sacra rappresentazione, trascinando il lettore in una dimensione senza tempo, dove tutto può realizzarsi e assumere un senso nuovo.
E così il lettore si fa spettatore e attore, dialogando col dio dei cristiani, un dio tutto umano che inventò le stelle per diletto – “Le fece perché amava sedersi la notte nel mezzo del suo giardino a guardarle per ore, dall’alto del firmamento, in silenzio, fino alle prime luci del mattino” –; penetrando i segreti della cabala ebraica che svela il significato dell’impronunciabilità del nome di Dio, un dio immenso e sfuggente; immaginando una matematica oltre i numeri e lo spazio per accorciare le distanze con il dio dei musulmani.
Come in un moderno Vangelo apocrifo, nel Diavolo innamorato Davide Carnevali si avvicina per sovvertirle alle scritture e alle tradizioni delle grandi religioni monoteiste, il cristianesimo, l’ebraismo e l’Islam, con l’ironia, la leggerezza e l’originalità tipiche della sua drammaturgia.
Nessuna risposta è fornita, su quale sia la nostra origine né dove vada il nostro destino, quasi l’autore affermasse l’unità di creatore e creatura. Nessun insegnamento è certo, perché la conoscenza, come il volto di Dio, è velata.
Non resta che un toccante tableau vivant, un programmatico libretto rosso, una consolante via crucis, e al centro l’uomo alla malinconica ricerca del Paradiso perduto.

 – Prospettiva –

Il diavolo innamorato di Davide Carnevali (Fandango) è un libro spiazzante, divertente e ricco di aneddoti.  Divorato in un paio di sere, è stata una lettura piacevole  e sicuramente originale.

Il diavolo innamorato - Davide Carnevali - Fandango LibriAll’inizio è stato un po’ difficile orientarsi. Carnevali ci trascina in un libro in cui stili, storie, forme e colori si mescolano. Ogni capitolo è diverso dall’altro, ogni storia sembra costruire un libro a se, portandoci verso un finale irriverente e… senza alcuna risposta. Quando Fandango mi ha proposto di leggere il libro sono stata subito molto curiosa. Il diavolo innamorato è lontanissimo dalle mie corde eppure qualcosa mi ha attirato.  So anche che è un libro molto difficile da raccontare: non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.

Dimenticate tutti i luoghi comuni sul Signore delle tenebre perché Carnevali  è pronto a riscrivere e a rovesciare le convinzioni  e a farci vedere il Diavolo da una prospettiva completamente nuova.

(…) Questo è tutto ciò che resta dell’angelo che maggiormente splendeva, il Portatore di Luce che, da quando dimora nel centro della Terra, ha cominciato a farsi chiamare Principe delle Tenebre. Ormai i suoi occhi hanno perso la chiarezza di un tempo, e ora Lucifero è cieco. Ciononostante continua a volgere lo sguardo verso i viventi,  che tanto amava e che ama ancora. Contrariamente a quello che molti pensano, il diavolo non guarda gli uomini con cattiveria, ma sempre con nostalgia. La nostalgia infatti, anche quando se ne va sulle sue grandi ali nere, rapidamente con me era venuta, mai abbandona del tutto chi ha toccato una volta. Anche sui viventi lascia sempre intravedere i segni del suo passaggio, affinché l’uomo si ricordi che la distanza tra lui e la creazione, per quanto sia vicino si allontani da Dio, resta incolmabile.

Il diavolo innamorato si apre con (all’apparenza) la più classica delle descrizioni: Dio e le stelle. Ma qui tutta la Creazione assume un aspetto diverso. Dio non crea per darci uno scopo, per insegnare qualcosa agli uomini, per un disegno. No, Dio crea per diletto, per passare il tempo, per poter ammirare il proprio giardino. Qui il racconto è in prima persona… Dio guarda le luci dall’alto, qualcun altro dal basso.

Dal basso le stelle rivelano all’uomo il destino che lo attende, ma io so che dall’alto raccontano a chi le osserva che il destino è multiforme, e può cambiare da un momento all’altro, improvvisamente, secondo il volere dell’uomo che le osserva, e assumere le sembianze più svariate. Anche le sembianze di ciò che non è destino, pur continuando a essere destino.

Dal basso le stelle sono belle da contemplare. Ma dall’alto lo sono ancora di più, e in un modo così stupendo che è impossibile descriverlo, o scriverlo, o anche solo immaginarlo.

Ho apprezzato tantissimo la parte sui sogni. I sogni di Dio e del Diavolo non potrebbero essere più diversi e questo segna la differenza tra le esistenze. (Ho praticamente sottolineato l’intero capitolo).

Al contrario di Dio, che sognando creava le cose che erano ed esistevano nell’universo, e queste erano  cose sempre nuove, Satana, sognando solo ciò che non poteva essere, non faceva che non creare, e questo non creare si replicava all’infinito, perpetuando tutto ciò che nell’universo non era, né sarebbe mai esistito. Infatti si dice che questa sia la grande differenza tra Dio e Satana: mentre Dio sogna costantemente la propria vita, Satana vive perpetuamente un déjà vu della propria morte.

Io dico la verità mi sento intenerita da questa descrizione , dopo aver letto Il diavolo innamorato, mi immagino il Signore delle tenebre in maniera inedita. Penso a un uomo solo, con gli occhi velati di malinconia che guarda il mondo attraverso un vetro… si mescola con gli uomini a volte ma non riesce a toccarli, segnarli, rimanere con loro. Un’immagine più umana forse, di un diavolo che non fa del male ma che se lo fa è perché non riesce ad esprimersi altrimenti, allontanato, privato della luce, si muove a tentoni e addirittura si innamora di una ragazza. Ma ora rischio di svelarvi troppo…

Il diavolo innamorato è…

Sicuramente un rovesciamento della prospettiva. Mi piace l’idea di mescolare aneddoti diversi scritti con stili differenti. Il lettore compie così un viaggio senza tempo e senza punti di riferimenti: non ha scelta, deve abbandonarsi alla lettura per forza. Se questo da un lato mi è piaciuto molto, ci sono anche diversi in passi in cui si sorride, dall’altra parte mi ha lasciato un po’ spaesata e avrei preferito che Carnevali mi tesse per mano ancora un po’, facendomi da guida tra una storia e l’altra.

Resta comunque una lettura molto piacevole e senza ombra di dubbio originale. Dopo aver letto Il diavolo innamorato non penserete mai più a Lucifero nello stesso modo.

Consigliato per chi ama le storie originali, difficilmente prevedibili  e per chi predilige i racconti brevi e dinamici. In questo libro non ci sono episodi angoscianti, qui si sorride, si riflette e si cambia idea.

three-stars

Alcune note su Davide Carnevali

Davide Carnevali

Davide Carnevali è uno dei drammaturghi italiani più rappresentati sulla scena europea, vive e lavora tra l’Italia, Berlino e Barcellona come autore, regista e traduttore. Artista associato a ERT Emilia Romagna Teatro, è professore di drammaturgia in diverse accademie di teatro internazionali.
Ha scritto, tra gli altri: Variazioni sul modello di Kraepelin (Actes Sud, 2012; Einaudi, 2017), con cui si è aggiudicato il Premio Theatertreffen Stückemarkt 2009, il Premio Marisa Fabbri 2009 e il Premio delle Journées des auteurs de Lyon nel 2012; Sweet Home Europa (CUE Press, 2015); Ritratto di donna araba che guarda il mare (Actes Sud, 2015), con cui ha vinto il Premio Riccione per il Teatro nel 2013.
Tra i suoi ultimi lavori: Actes obscens en espai públic (Teatre Nacional de Catalunya, 2017), Maleducazione transiberiana (Teatro Franco Parenti, 2018), Ein Porträt des Künstlers als Toter (Staatsoper Unter den Linden, 2018) e Menelao (ERT, 2018). I suoi testi, tradotti in tredici lingue, sono stati presentati e pubblicati in diversi paesi. Per la sua carriera teatrale, gli è stato conferito nel 2018 il Premio Hystrio alla Drammaturgia.
Il Diavolo Innamorato è la sua prima opera di narrativa.

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