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La Fondazione Ismu premia Future, il libro a cura di Igiaba Scego (Effequ)

La Fondazione Ismu premia Future di Igiaba Scego - Effequ

Le buone notizie vanno condivise, specialmente quando riguardano le piccole case editrici, piccole appunto, ma con grandi qualità, come nel caso di Effequ! Il libro Future (che io ho acquistato al Book Pride di Genova) è stato premiato da Ismu, ente scientifico indipendente che promuove e realizza studi, ricerche, corsi di formazioneprogetti e attività di divulgazione sulla società multietnica e multiculturale, con particolare riguardo al fenomeno delle migrazioni internazionali.

Future effequIn occasione della presentazione del XXV Rapporto ISMU 2019 sulle migrazioni, le undici autrici di Future, il domani narrato dalle voci di oggi vengono premiate con un riconoscimento della Fondazione Cariplo e di Fondazione ISMU, che quest’anno consiste in una scultura in ottone disegnata da Marco Cecere e realizzata dal Laboratorio Avventura di Latta di Napoli, officina di artigianato artistico con migranti africani, «perché attraverso le loro storie di vita, ci hanno fatto conoscere chi sono le nuove donne italiane di origini africane e quali sono le loro difficoltà. Un punto di vista importante che scardina vecchi stereotipi e che è un monito per la costruzione di un’Italia più giusta e più inclusiva».

«Future è l’occasione per sottolineare che c’è bisogno di più spazi letterari sia per le donne sia per gli uomini di seconda generazione, come di una nuova legge sulla cittadinanza. Ci vuole una nuova Italia al plurale, in cui abbiano voce non solo italiani di religioni diverse e di pelle diversa, ma anche le varie “Italie”, da Nord a Sud», spiega Igiaba Scego.
«Come vedo il futuro? Siamo tutti chiamati a proteggere e salvare il nostro paese. Quindi rimbocchiamoci le maniche!»

Future

Undici autrici afroitaliane raccontano di futuro, generazioni e radici. Un’antologia alla ricerca di una nuova lingua, di nuove idee, di prospettive forti, differenti e inesplorate. Un’antologia che parte da dove viviamo, l’Italia, e guarda altrove, con straordinaria forza ed emozione. Un libro che vuole marcare un passo verso il domani, narrandolo, inventandolo, osservando il presente e il passato.

Io sono nata bianca da chi ha fallito nell’esserlo. Sono nata e sono stata cresciuta nell’implicito dovere di cancellare il marchio, di nascondere l’indicibile da cui avevo origine, per spezzare così la catena del fallimento. Sono cresciuta nell’angoscia di dover mascherare un’infamia originaria. Non ho imparato la lingua di mio padre, non ho mai visto la sua terra, non conosco la storia della mia famiglia: ero bianca. Ma la normalità è stata la mia angoscia.

– Marie Moïse, Abbiamo pianto un fiume di risate

I lavori che nessuno voleva fare più fermi da mesi, l’economia in recessione, gli equilibri in crisi, i barconi ad asciugare al sole e i topi nei centri di accoglienza, i compagni di classe spariti, i colleghi licenziati, i negozi di alimentari sprangati, quei banchi all’università, le vie della città.
Quando Awa ha smesso di uscire e di baciarmi in centro per paura le ho detto «ok». Le dissi partiamo purché sia in un luogo sicuro per te e per Larissa e per tutti gli altri. Cerchiamo un riparo, ricostruiamo il futuro, ma più bello, più fiero: portiamo i leoni bianchi su Marte.

– Esperance H. Ripanti, Lamiere


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