Le mie letture di maggio

Maggio è stato il mese più faticoso (lavorativamente parlando) della mia vita. Giornale dello stadio, elezioni, festa della mamma e così ho fatto davanti al computer più ore dell’orologio ma… ma il tempo per leggere l’ho trovato. Sono fatta così, più vado sotto pressione, più cerco di trovare tempo per la lettura.  Posso dire che è stato un bel mese e perdonatemi se ve ne parlo soltanto adesso, ma ecco a voi le mie letture di maggio!

Il guardiano della collina dei ciliegi

Il guardiano della collina dei ciliegi - Franco Faggiani - Fazi editore

Spesso sono vittima di pregiudizi. Pensavo che Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani (Fazi) fosse un libro lontanissimo da me. Invece l’ho trovato molto piacevole, non è un libro sullo sport ma un romanzo sul perdono, sull’umanità, sulla capacità di reinventarsi (QUI trovate la mia recensione).

L’egoismo è inutile

L'egoismo è inutile - George Saunders - Minimum fax

L’egoismo è inutile di George Saunders (Minimum Fax)  è stata una scoperta illuminante. Il libro dura lo spazio di un mattino (si legge in meno di due ore) e tocca tanti temi a me cari. Si parte dalla gentilezza, un potere sottovalutato, fino ad arrivare alla trasformazione del giornalismo che sembra aver toccato il punto più basso, in America, come in Italia (QUI trovate la mia recensione).

Calafiore

Calafiore - Arturo Belluardo - Nutrimenti

Calafiore di Arturo Belluardo (Nutrimenti) è un libro che ho divorato. Ci sono dettagli che non mi sono piaciuti ma ho promosso il libro perché è profondo e suscita interrogativi sulla nostra società e su noi stessi. Una parodia feroce  che mostra cosa siamo diventati (QUI trovate la mia recensione).

I racconti della Kolyma

I racconti della Kolyma - Varlam Salamov - Adelphi

Non mi nascondo dietro a un dito: I racconti della Kolyma di Varlam Salamov (Adelphi) è senza dubbio il libro più bello di maggio. Una lettura impegnativa da digerire. L’autore ci scaraventa nella neve, con le ossa congelate e il cervello che smette di funzionare. Un viaggio in cui l’umanità smette di esistere, i sentimenti cessano di essere provati, congelati come l’anima dei prigionieri. E’ tutto drammaticamente vero, tutto difficile da accettare, impossibile da dimenticare (QUI trovate la mia recensione).

Hercule Poirot indaga

Hercule Poirot indaga - Agatha Christie - Mondadori

Hercule Poirot indaga di Agatha Christie (Mondadori) è una raccolta di racconti che mi ha conquistato. Sto continuando la mia challenge dedicata alla regina del giallo. Tanti i  misteri da risolvere, tra omicidi, furti e strambi casi  sorridiamo guardando Poirot e ci sentiamo come il capitano Hastings: non capiamo quasi nulla (QUI trovate la mia recensione).

Benevolenza cosmica

Benevolenza cosmica - Fabio Bacà - Adelphi

Se I racconti della Kolyma è il più bel libro di maggio, Benevolenza cosmica di Fabio Bacà (Adelphi), è la grande rivelazione. Un esordio indimenticabile. Tra sorrisi e riflessioni, Bacà ci trascina nella vita di Kurt: l’uomo più fortunato del pianeta. Immaginate che tutto ma proprio tutto vada sempre nel migliore dei modi, riuscireste ad accettare questa Benevolenza cosmica? (QUI trovate la mia recensione).

Materia

Materia - Jacopo La Forgia - Effequ

Materia di Jacopo La Forgia (effequ)  è un libro impossibile da classificare. A metà tra raccolta di racconti, reportage e romanzo distopico, La Forgia ci stupisce. Descrive un mondo vicino all’Apocalisse e  quanto somiglia al nostro. Le persone non hanno rapporti, l’acqua sta per sommergere tutto ma… (QUI trovate la mia recensione).

La gente non esiste

La gente non esiste - Paolo Zardi - Neo edizioni

La gente non esiste di Paolo Zardi (Neo edizioni)  è una raccolta di racconti dal sapore malinconico. E’ molto diversa dalla raccolta che avevo letto io (Il giorno che diventammo umani). Qui Zardi cerca serenità e in un certo senso la fa trovare anche ai suoi personaggi. Il male spietato non scompare ma la rabbia lascia il posto a qualcosa di nuovo (QUI trovate la mia recensione).

Il Monastero

Il Monastero di Zachar Prilepin (Voland) è… faccio fatica a dirvi cos’è perché ho da poco superato la metà. E’ un’opera impegnativa e non mi riferisco soltanto al numero di pagine ma alla tematica. Siamo alle Solovki, dove si forgia l’uomo nuovo sovietico. So che Prilepin non è S. e che qui non siamo nei gulag o nella saraska ma all’inizio il paragone mi scappava. Amo Il Monastero, le sue voci, la penna incalzante di Prilepin, i dialoghi bruschi, il cambio di scena inaspettato… spero che avrete la pazienza di aspettarmi.

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