RECENSIONE: Il guardiano della collina dei ciliegi (Franco Faggiani)

RECENSIONE: Il guardiano della collina dei ciliegi (Franco Faggiani)Valutazione: three-stars

Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani
Pubblicato da: Fazi Editore il 2019-05-02T00:00:00+02:00
Genere: Fiction, General, Psychological, Literary
Pagine: 240
ISBN: 9788893255943
ASIN: B07QNY3YK5Acquista il libroAcquista ebook

La trama

Dall’autore de La manutenzione dei sensi, un romanzo profondo e commovente su un uomo che, dopo aver perso tutto, ritrovò se stesso nel silenzio della natura. Il guardiano della collina dei ciliegi, ispirato a una storia vera, ripercorre le vicende di Shizo Kanakuri, il maratoneta olimpico che, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi. Nato a Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l’estrema abilità nella corsa. Grazie al sostegno dell’Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, futuro fondatore del judo, Shizo ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912 dove l’imperatore alla guida del paese, desideroso di rinforzare i rapporti diplomatici con l’Occidente, inviò per la prima volta una delegazione di atleti. Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere Stoccolma, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per ragioni misteriose anche a se stesso, sparì nel nulla dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza che porterà il protagonista di questo libro dapprima a nascondersi per la vergogna e il disonore dopo aver deluso le aspettative dell’imperatore, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi. Intrecciando realtà e fantasia, il romanzo di Franco Faggiani descrive la parabola esistenziale di un uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino saldando i conti con il passato. Su La manutenzione dei sensi hanno scritto: «La manutenzione dei sensi si sviluppa seguendo una rotta interiore originale e commossa in cui è necessario cambiare per sopravvivere e dare un senso al tempo». Sergio Pent, «La Stampa» «Il male di vivere, oggi, si cura ad alta quota e la fuga dalla città spesso diventa una salvezza». Zita Dazzi, «Robinson – la Repubblica» «In questo libro, il lutto, la malattia diventano le armi di una salvezza che ha tutta la forza del vento». Jessica Chia, «Corriere della Sera» «La manutenzione dei sensi è un romanzo riuscito, sfaccettato e sentimentale, nel miglior senso possibile». Bianca Garavelli, «Avvenire»

 -Pace –

Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani (Fazi editore) è la storia di Shizo Kanakuri, un maratoneta giapponese realmente esistito. Faggiani mescola elementi reali con altri di fantasia, dando vita a una storia che sembra una favola.

Il guardiano della collina dei ciliegi - Franco Faggiani - Fazi editoreNon ho letto La manutenzione dei sensi e quindi non posso paragonarlo a Il guardiano della collina dei ciliegi anche se, avendo letto le trame immagino cosa possa unirli. In questo libro la natura svolge un ruolo da co-protagonista.  I colori delle foglie, l’odore dell’aria, il colore della terra, i graffi di ghiaccio e neve… a ogni cambiamento della natura corrisponde una sensazione, addirittura, a volte, un sentimento.

Il guardiano della collina dei ciliegi è un libro molto lontano dal mio genere… eppure  l’ho letto in un giorno. Complice la storia, avventurosa, intricata e originale, e quella sensazione di pace e serenità che ho trovato tra le pagine, ha fatto sì che il libro entrasse nelle mie corde quasi subito.

Torniamo alla storia. Non vi svelerò tutto nonostante molte informazioni siano alla portata di tutti visto che si tratta di una storia vera, rimarrò sul vago perché ho paura di rovinare la sorpresa.  Io l’ho letto senza sapere nulla e sono rimasta davvero colpita.

Shizo è un ragazzino che vive lontano da me e dai suoi genitori. In realtà il papà oppressivo e la mamma distaccata vivono con lui ma è come se fosse trasparente. Triste pensare a uno studente in partenza per Tokyo che riceve solo ammonimenti generici sull’onore e il tradimento e non un abbraccio carico di orgoglio e nostalgia preventiva.

Shizo ama correre, immergersi nella natura… sentirsi libero. E’ così che comincia la sua passione per uno sport che praticamente nemmeno conosce. L’università di Tokyo gli offrirà un occasione incredibile: partecipare alle Olimpiadi di Stoccolma. La classica offerta che non si può rifiutare, specialmente se a fartela è l’imperatore in persona.

Mi hanno detto che la sua falcata ormai assomiglia a quella di una cicogna quando sta per spiccare il volo, che i suoi piedi sussur­rano all’erba e che le sue braccia si alternano come gli stantuffi di una locomotiva che viaggia veloce.

Così l’imperatore  Mutsuhito si rivolge allo studente di economia per descrivere la sua corsa. I mesi trascorrono veloci, il viaggio per raggiungere Stoccolma è eterno e quando finalmente il nostro protagonista riesce a partecipare ai Giochi olimpici del 1912 seguiamo la sua avventura con apprensione. Shizo è abituato a correre tra i boschi o all’alba, lì ci sono più di 30 gradi all’ombra e il regolamento vieta agli atleti di bere e rifocillarsi. Così il nostro corridore che rappresenta il Giappone intero, sicuro quasi di vincere, o comunque di potersela giocare, commette un errore che gli costerà caro, gli costerà tutto: si ferma. Non taglierà mai il traguardo quel giorno.

Da lì la storia cambia completamente ritmo e cominciamo a fuggire. La vergogna è troppo grande. Shizo portava sulle spalle il Giappone e l’ha trascinato a terra. Ecco allora che ritroviamo l’amico con cui aveva affrontato il viaggio e la folle, quanto geniale, idea di arruolarsi nella legione straniera.

Nel frattempo il mondo intero, che resta decisamente sullo sfondo, sta cambiando. L’imperatore è morto, si affacciano guerre, terremoti e carestie. Il Giappone cambia forma e forse anche mentalità. Quando Shizo vi farà ritorno sarà tutto uguale e tutto inevitabilmente cambiato. La costruzione di una nuova identità ha richiesto anni di sacrifici ma è impossibile dimenticare la vergogna per non aver portato a termine quella corsa.

La vita però offre sempre delle seconde possibilità. Shizo potrà trasformare la sua vita in qualcosa d’altro. Riuscendo così ad unire la sua vita da fuggitivo, all’amore per la natura:

Da lassù, oltre le cime dei ciliegi, lo scenario era ancora più seducente. Una grande e densa nuvola compatta di petali ricopriva la collina su ogni versante, avvallamento, ondulazione. Il profumo inebriava l’intera valle. Mi sembrò di essermi librato in volo, tanta era la vertigine che provai.

I ciliegi sono piante sacre e regalano, in un certo senso, al nostro protagonista la serenità che cercava. Gli anni passeranno e sulla scena si affacceranno tanti personaggi: tutti volti amici. Shizo troverà anche l’amore ma non il perdono.

Il mondo intanto va avanti… ma la collina è una bolla che isola e soprattutto protegge. Conserva Shizo per oltre cinquant’anni ma al tempo stesso lo ributta nella mischia… come? Non vi resta che leggerlo.

Il guardiano della collina dei ciliegi è…

Pace. Riesco a sentire tutti gli odori, riesco a vedere i colori, sento il rumore del silenzio. Torno bambina e mi ricordo dei pomeriggi passati sui prati a fare nulla, a fare tutto.

Mi piace rimanere sdraiato nell’erba, quasi immobile, sentire il mio corpo rilassarsi, quasi adeguandosi al terreno, senza più l’obbligo di dover rispondere alle imposizione dovute ai ragionamenti. Corpo e cervello si separano, il primo non prende più ordini dal secondo. Spesso avverto i sensi liberarsi e ampliare a dismisura la loro capacità ricettiva, sento i suoni lontani e i fruscii leggeri, annuso il profumo dei fiori e della resina che scivola lentamente lungo le cortecce, guardo fin nelle pieghe evanescenti delle nuvole.

Non ho dato più di tre stelle soltanto perché per me il libro è durato troppo poco. Avrei voluto molti più dettagli su moglie e figli del protagonista. Che cosa passava davvero per la testa a quella donna che ha vissuto, insieme a lui, il dramma più grande che i genitori possano vivere?

Ho amato i dialoghi, le ambientazioni, la storia. Ho trovato tutto molto originale e ben costruito. Mi dispiace solo non essere riuscita a conoscere gli altri membri della famiglia come avrei voluto, con i tempi che desideravo. Detto questo, è stata una lettura davvero piacevole.

Consigliato per chi ha voglia di passare qualche ora in compagnia di terre lontane e persone così diverse. Vi commuoverete e amerete questo vecchietto così schivo, solitario, con un grande cuore. Lo sport non è mai solo sport. Attorno alla corsa, o ad altre discipline, c’è sempre qualcosa d’altro. La voglia di riscatto, l’onore, l’amore… la libertà. E questo contenitore pieno di valori e sentimenti, viene disegnato benissimo da Faggiani.

three-stars

Alcune note su Franco Faggiani

Franco Faggiani

Vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo; ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con il romanzo La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), già tradotto in Olanda, vincitore del Premio Parco Majella, del Premio Città delle Fiaccole e finalista al Premio Cortina e al Premio Wondy, ha ottenuto un grande successo di critica e di pubblico.

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