– Vibrazione – La cagnetta di Vasilij Grossman (Adelphi) è una mini raccolta di racconti. Io di Grossman ho letto pochissimo, solamente L’inferno di Treblinka (trovate QUI la mia recensione) ed è stato sufficiente per amarlo. Anche queste composizioni mi hanno colpito, ma in maniera diversa. Qui Grossman non sta scrivendo per un giornale, non…
– Contrasti – Un uomo solo di Christopher Isherwood (Adelphi) è la storia di un professore che subito una perdita, quella dell’amore. Letteralmente A single man, singolo, solo. Già dalle prime righe si avverte un forte contrasto. C’è qualcosa di chirurgico nella descrizione di Isherwood, nulla sfugge alla sua penna che immortala, come una macchina…
Lasciami andare, madre di Helga Schneider (Adelphi) è uno dei libri che mi ha colpito di più lo scorso anno. Il tono pacato, l’amarezza e la sofferenza sono raccontate in punta di piedi. Helga vede l’orrore e sa che corrisponde agli occhi della madre, nazista fermamente convinta. Vienna, martedì 6 ottobre 1998. In albergo. Dopo…
Dissipatio H.G. di Guido Morselli (Adelphi) è stato il mio primo incontro con l’autore. E’ un libro originale, angosciante e… l’ho amato. Dissipatio Humani Generis: il genere umano è evaporato, nebulizzato… scomparso e l’unico testimone di questa storia, dell’intera umanità e l’uomo che voleva morire. E’ una lettura difficile ma ne varrà la pena. Relitti…
Appuntamento fisso con la rubrica Gli incipit dei libri. Oggi tocca a Benevolenza cosmica (Adelphi editore) di Fabio Bacà …. Oltre alla mia recensione (che trovate qui) ve ne ho parlato anche dopo la presentazione svoltasi a Una marina di libri di Palermo, dove ho avuto il piacere di incontrare l’autore e scambiare due chiacchiere con…
– Ribellione – La moglie di don Giovanni di Irene Némirovsky (Adelphi) è stato il mio primo incontro con questa famosissima scrittrice. Troppe poche pagine per sbilanciarmi e per fortuna viene in aiuto il commento di finale a cura di Giorgio Pinotti , grazie a lui questo mini racconto assume un altro significato. La moglie…
– Viaggio – Benevolenza cosmica di Fabio Bacà (Adelphi Edizioni) era un libro che mi spaventava. Ogni volta che un romanzo promette di essere divertente io mi preoccupo, perché di solito non rido mai. L’esperienza con Benevolenza cosmica è originale e molto meno leggera di come mi aspettavo. La premessa è doverosa. Quello che leggerete…
– Umanità – I racconti della Kolyma di Varlam Šalamov (Adelphi) è un impegnativo viaggio nell’orrore. E’ la bellezza contaminata dall’inferno. E’ commozione, rabbia, incanto… sconcerto. I racconti della Kolyma è un libro difficile, forse impossibile da raccontare, chiamerò questo scritto “recensione”, ma per ovvi motivi non può esserlo e forse non ho nemmeno tutti…
– Grido – Un soffio di vita di Clarice Lispector (Adelphi) è un libro che mi ha stupito e un po’ sconvolto. Non avevo mai letto nulla di Lispector, anzi non la conoscevo e forse partire dalla sua ultima opera, definita il libro testamento, è stato un po’ azzardato. Però posso dire che ho intenzione…
– Spaventoso – L’inferno di Treblinka di Vasilij Grossman (Adelphi) è un racconto sconvolgente sulla fabbrica della morte ideata dai nazisti. Conoscevo il nome del campo ma non avevo realmente capito la differenza con gli altri campi di sterminio. Qui i prigionieri rimanevano tali per un giorno o per una manciata di ore. A Treblinka,…
La casa editrice Adelphi è stata fondata a Milano nel 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti. Nel 1963 Enzo Mari crea la collana dei “Classici“: un progetto globale, carta, sovracoperta, contenitori. Nel 1965, nasce la strategia dell’immagine che farà di Adelphi un caso nel panorama editoriale italiano e internazionale. Il primo segno forte è il marchio. Questo segno, in stile orientaleggiante, è collocato nel contesto «occidentale» della cornice del piatto che reca, in tutte le collane, la dicitura epigrafica “Biblioteca Adelphi” o “Piccola Biblioteca”. Altro tocco distintivo sono le tonalità pastello che mostrano ancora oggi la forza implicita della loro delicatezza. Si può affermare che l’immagine Adelphi ha una riconoscibilità netta e dirompente, paradossalmente da più parti definita come un «urlo sussurrato».








