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RECENSIONE: Un soffio di vita (Clarice Lispector)

Un soffio di vita - Clarice Lispector - Adelphi
RECENSIONE: Un soffio di vita (Clarice Lispector)
Valutazione:
three-half-stars

Un soffio di vita

Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
11/04/2019
Pagine:
193
ISBN:
884593361X
ASIN:
B07QCCKR8G
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La trama

Libro postumo, libro testamento – ma anche «intrepido e scherzoso libro di vita», debordante di «frasi sconnesse come in sogno», di «idee allo stato grezzo», formato di «resti della demolizione di un'anima» e di «estasi provvisorie» –, Un soffio di vita mette in scena due personaggi (l'Autore e la sua creazione, o creatura, Ângela) che dialogano affrontando tutti i temi sui quali la Lispector si è incessantemente interrogata: le parole, il tempo, il mondo, la storia, la preghiera, gli esseri viventi e quelli inanimati. Infine: la grazia. La scrittrice non nasconde affatto le sue intenzioni e, perentoria come sempre, esordisce: «Voglio scrivere movimento puro». Quel che si propone, infatti, non è una stesura coerente, una trama qualsivoglia, bensì il definitivo esorcismo dell'indicibile. Quando compone gli ultimi frammenti, le è stata diagnosticata una malattia mortale, e la morte pervade questo testo, che lei stessa confessava essere stato «scritto nella sofferenza». Olga Borelli, l'amica-assistente che per otto anni le è stata vicina, annotando i suoi pensieri e battendo a macchina i suoi manoscritti, ha affermato che Un soffio di vita doveva essere il suo «libro definitivo», scaturito com'è «da uno slancio doloroso che lei non era in grado di trattenere».

 – Grido –

Un soffio di vita - Clarice Lispector - AdelphiUn soffio di vita di Clarice Lispector (Adelphi) è un libro che mi ha stupito e un po’ sconvolto. Non avevo mai letto nulla di Lispector, anzi non la conoscevo e forse partire dalla sua ultima opera,  definita il libro testamento, è stato un po’ azzardato. Però posso  dire che ho intenzione di recuperare altri romanzi di questa autrice. Anche in questo caso è difficile considerare l’opera separandola dalla biografia.  Nata  nel 1920 in Ucraina da una coppia di emigranti russi in viaggio verso Odessa, è stata definita la maggiore scrittrice brasiliana del secolo scorso. E ha scritto questo libro nel 1977, l’anno in cui è morta a seguito di un cancro.

Un soffio di vita è un romanzo molto particolare e Lispector lo sa perchè ci mette in guardia immediatamente:

Se mai questo libro verrà pubblicato, che i profani ne stiano alla larga. Giacché scrivere è cosa sacra a cui gli infedeli non hanno accesso.

E’ un libro per iniziati, come viene definito nella postfazione dal traduttore Francavilla, e queste affermazioni inevitabilmente spaventano. Capirò qualcosa di questo libro? Riuscirò a cogliere il tormento, la bellezza dei capitoli, la cura delle pagine?  Io me lo sono chiesta e probabilmente sono tantissimi i passaggi che mi risultano oscuri o che non ho colto nella loro interezza eppure… ho amato questa donna. Mentre leggevo mi immaginavo la voce, l’espressione… pensavo ai tramonti. Sì durante Un soffio di vita ho pensato alla bellezza dei tramonti. I colori sono accesi, ti stupiscono, ti sorprendono e ti avvolgono con la malinconia.

Se la premessa di Lispector non fosse stata abbastanza chiara ecco che le voci dell’epigrafe ci chiariscono ancora di più l’intento del libro.

Ci sarà un anno in cui ci sarà un mese in
cui ci sarà una settimana
in cui ci sarà un giorno in cui ci sarà
un’ora in cui ci sarà un minuto in cui ci sarà un secondo e dentro
a quel secondo ci sarà il non tempo sacro
della morte trasfigurata.

Un soffio di vita - Clarice Lispector - AdelphiIn Un soffio di vita Lispector vuole scrivere “movimento puro”. E così ha luogo il dialogo tra l’autore e Angela, il personaggio scaturito dalla penna dello scrittore. Sembra tutto molto semplice e invece non lo è. Perché il libro non ha trama e non ha confini. E’ vero, i due  personaggi parlano a turno e almeno in teoria dovremmo riuscire a distinguerli, ma non è facile capire dove inizia l’autore e dove finisce Angela. Lei viene dalla luce ma appartiene al buio eterno di chi l’ha inventata. Oscurità e luce, topi e farfalle. Contrasti, amore e paura, vita e morte. Felicità e abisso. Lispector prende i confini conosciuti e li sbriciola del tutto.

Questo libro è una ricerca continua di parole, di espressioni, di azioni.  In Un soffio di vita  l’anguria abbandonata sul tavolo diventa il sorriso del folle. La  creatività  e l’ispirazione si denudano e noi intravediamo l’anima di Angela, o di chi l’ha creata?

Tutto ciò che so senza saperlo veramente non ha sinonimi nel mondo del linguaggio ma mi arricchisce e mi giustifica. Anche se la parola l’ho perduta per aver tentato di pronunciarla.

Un folle quanto affascinante gioco di specchi in cui ci viene mostrato tutto e il contrario di tutto. Frammenti che ci feriscono, unghie che graffiano, urla che ci inquietano.  A partire dalla prima riga ho sentito un’affinità, che sicuramente non sarebbe stata ricambiata, e avrei sottolineato ogni frase.

Questo non è un lamento, è un grido di uccello rapace. Iridato e inquieto. Il bacio sul volto morto. Scrivo come se fosse in gioco la vita di qualcuno. Probabilmente la mia stessa vita. Vivere è una specie di follia che la morte commette.

Un soffio di vita è…

Un grido, un lamento, un libro da amare. Sono rimasta sbalordita. Un soffio di vita è quel libro che rompe la tranquillità insinuando dubbi e portando a galla sentimenti. Alla fine della lettura mi è rimasta una grande inquietudine, forse presto scoprirò perché e intanto vi ribadisco che un libro così non si può riassumere o raccontare davvero. Credo che su ogni lettore eserciti un fascino diverso, susciti interrogativi differenti.

Ho fatto molta fatica ad ordinare questa recensione. I pensieri li ho raccolti durante la lettura perché per me che non sono un’iniziata, è difficile spiegare cosa ho trovato in Un soffio di vita, cosa posso aver capito davvero.  Mi sono sentita buttata in un labirinto in cui non solo era difficile trovare l’uscita, ma era addirittura impossibile pensare di cercarla. Perché? Sono rimasta impigliata nelle parole, nei loro possibili significati, nei ribaltamenti, ammaliata dalla forza delle parole che Lispector reinventa e che, stranamente, calzano a pennello su di me.

Consigliato per chi ha voglia di una lettura forte, particolare e che forse non si può raccontare ma solo vivere. Io non vedo l’ora di conoscerla meglio. Avremo molto da dirci io e Clarice.

Mi piacciono le parole. A volte mi viene in mente una frase slegata e sfolgorante, che non ha niente a che vedere con il resto di me. D’ora in poi scriverò su questo diario, nei giorni in cui non avrò niente da fare, frasi al limite della mancanza di senso ma che hanno il suono di parole d’amore. Pronunciare parole senza senso è la mia grande libertà. Poco importa se non vengo capita, voglio l’impatto delle sillabe accecanti, voglio il lato nocivo di una parola cattiva. Nella parola c’è tutto. Ah, non provassi questo desiderio sbagliato di scrivere. Mi sento spinta a farlo. Ma da chi?

E io spinta da qualcosa che non so spiegare l’ho letto tutto in una giornata. Febbricitante e confusa mi sono addentrata ne Un soffio di vita e lo rifarei, magari con più calma, gustandomi ogni parola.

three-half-stars

Alcune note su Clarice Lispector

Clarice Lispector

Scrittrice ucraina naturalizzata brasiliana. Nata in Ucraina da una coppia di emigranti russi in viaggio verso Odessa, è stata definita la maggiore scrittrice brasiliana del secolo scorso. Dopo l’infanzia a Recife, si laurea in legge a Rio de Janeiro.
Sposa un diplomatico con il quale vive prima in Italia e poi in Svizzera e negli Stati Uniti. Madre di due figli, nel 1958 torna definitivamente a Rio dove, nell’autunno del 1977, muore. Ottiene una enorme fama, postuma. Tra i suoi titoli, possiamo citare la raccolta di racconti Le passioni e i legami, il romanzo d’esordio Vicino al cuore selvaggioL’ora della stellaLa passione secondo G.H. e ancora Il segretoUn apprendistato o il libro dei piaceri, il libro per bambini Il mistero del coniglio che sapeva pensare.

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