Cerca...
TOP

RECENSIONE: Eclissi (Ezio Sinigaglia)

Eclissi - Ezio Sinigaglia - Nutrimenti
RECENSIONE: Eclissi (Ezio Sinigaglia)

Eclissi

Valutazione:
four-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
2016

Pagine:
109
Genere:
ISBN:
9788865944158
ASIN:
B071SKHVH1
Acquista:

La trama

Eugenio Akron, architetto triestino, arriva su una sperduta isola nordica per assistere all'eclissi totale di Sole, attesa per il giorno dell'equinozio di primavera. È quello che considera il suo ultimo viaggio, un regalo di compleanno anticipato per i suoi settant'anni, un'estrema emozione strappata alla quotidianità. Ad accoglierlo è la natura ruvida di un popolo abituato a convivere con la scura solennità delle rocce e la vastità dell'oceano: una donna austera gli affitta una camera, un arcigno pescatore gli offre la sua barca per osservare l'eclissi dal mare. Tuttavia, tra i forestieri accorsi per l'evento, Akron s'imbatte in un'eccentrica vedova americana, Mrs Clara Wilson, che gli impone, con garbata energia, la sua presenza. L'inattesa complicità che si instaura fra i due fa riaffiorare nella memoria dell'uomo un ricordo del passato, un nodo irrisolto che troverà soluzione soltanto fra le tenebre dell'eclissi.

– Ricerca –

Eclissi di Ezio Sinigaglia (Nutrimenti edizioni) è un viaggio che non dimenticherò. Fermamente convinta che i libri ci trovino sempre quando è il momento giusto, non vi nascondo che questa lettura mi ha scombussolato. Ha toccato corde delicate in un momento difficile.

Eclissi - Ezio Sinigaglia - NutrimentiEclissi è il vincitore di Modus Legendi 2020, acquistato durante la “settimana giusta” per portarlo in classifica insieme all’instancabile comunità di Billy il vizio di leggere, ha atteso a lungo sulla mia libreria; poi l’annuncio della Lettura condivisa (sempre su Billy) ha fatto si che lo cominciassi, ma soltanto dopo essermi confrontata e aver letto i commenti degli altri, ho capito perché la storia di Eugenio mi stava turbando: assomigliava alla mia (e non solo).

Eugenio è un uomo di settant’anni che parte alla ricerca… no, non di una risposta, ma di una domanda. Akron, originario di Trieste, sceglie di regalarsi un viaggio (probabilmente l’ultimo della propria vita) in un’isola nordica per assistere all’eclissi.

Il suo progetto puntava dritto all’oscurità per cogliervi una luce. Era inesplicabile a lui stesso. Eppure era il progetto più forte e preciso che avesse mai formulato in vita sua.
L’evento era atteso per venerdì mattina. Ma Akron era giunto sull’isola domenica pomeriggio, con largo anticipo sull’onda di marea di atrofici e turisti. Bisognava preparare ogni cosa con cura. Ambientarsi, prima di tutto, assimilando la novità dei luoghi, del clima, della luce fino a trasformare l’estraneo in familiare, lo straordinario in quotidiano.

E così accade, Sinigaglia riesce a rendere familiare questo paesaggio e Akron mi fa subito una grande simpatia. Rimasto vedovo, me lo immagino un po’ come il vecchio de Il vecchio e il mare, intento a scrutare la luna non dalla terraferma, ma dal mare. Ma Eugenio Akron non è un anziano burbero, solo un uomo taciturno e con dei conti in sospeso.

La morsa soffocante dell’angoscia che ogni giorno, da tre anni, lo afferrava al risveglio per la gola e lo traeva con sé fino a notte, come uno strangolatore irresoluto, si era allentata dopo poche ore dall’arrivo e si era totalmente slegata da lui nella luce pallida e meravigliosa della prima aurora. Il ricordo stesso di Irene si era come mitigato, ammansito, quasi che quell’isola popolata più di greggi che di uomini gli avesse insegnato ad addomesticare il suo dolore. Prima quell’immagine lo perseguitava: non era possibile sfuggirle neppure per un istante, perché si era insediata dentro di lui nelle forme di un’Erinni spietata, che non gli perdonava la colpa di essere vivo.
Adesso, da due giorni, Irene mostrava i primi segni inequivocabili di rassegnazione. Erano sintomi forti, precisi e in rapida evoluzione, erano il presagio di un distacco imminente.

Eclissi - Ezio Sinigaglia - NutrimentiSono passati anni dalla morte della moglie, eppure questo dolore sembrava destinato a non attenuarsi in Akron. Qui, in questo passaggio, ho letto la mia angoscia. Impossibile fuggire dai ricordi dolorosi, dall’immagine della sofferenza, il peso della colpa di essere rimasto vivo. Non ho mai letto una descrizione così bella e così reale della sofferenza. Ma andando oltre allo scoraggiamento iniziale, possiamo leggere che Akron sta muovendo i primi passi verso la rinascita. Sta guarendo? I giorni trascorsi  sull’isola in attesa di porre la domanda giusta stanno facendo effetto sul cuore, sull’anima, di Eugenio… forse la domanda è: “Sto guarendo?”.

Vi ho detto che questa non è una lettura come le altre e quello che sembra, raramente è ciò che è.  Forse quella non è la domanda giusta, non è l’interrogativo che Akron sta aspettando da una vita.  Come facciamo a saperlo?

Ciò che si ama subito del protagonista è il coraggio: quello di andare incontro al proprio destino intraprendendo un viaggio che ovviamente non è solamente quello nello spazio fisico.  Ma perché ha scelto proprio di assistere a un’eclissi?

Forse, più che non l’arte politica dell’eludere e rimuovere, aveva imparato quella chirurgica dell’isolare e circoscrivere. Accoglieva la trafittura del ricordo, con pazienza, con gratitudine perfino, ma non permetteva alla memoria di espandersi, di diramarsi per contagio. E ora, invece, la memoria dilagava…

La memoria comincia a dilagare dopo l’incontro con Clara, affascinante vedova americana di ottant’anni che vuole assistere all’eclissi. Clara è una messaggera, una portatrice di luce. Sarà lei quella in grado di scatenare i ricordi sepolti di Eugenio. Le conversazioni tra i due, Eugenio parlerà in inglese e Clara in italiano, sono divertenti e vivaci. Entrambi storpiano le lingue, entrambi dimostrano che non si può sfuggire al proprio destino.

Quante volte siamo stati sul punto di ottenere finalmente qualcosa per cui abbiamo, lottato, sofferto, che abbiamo desiderato ma ad un certo punto abbiamo fatto un passo indietro? Akron sfida i meccanismi di rimozione, sfida le proprie resistenze…

Eclissi è…

Una ricerca, un incontro, una storia sull’anima. Eclissi è un grande contenitore ricco di umanità, talento e commozione.

Eugenio ha rimosso chirurgicamente qualcosa che lo faceva soffrire. Lo abbiamo fatto tutti. Ma quando io ho incontrato Eclissi non riuscivo a capire perché mi turbasse: avevo appena cominciato il mio percorso verso la rinascita. Volevo smettere di rimuovere, come Eugenio. e come lui sto facendo la stessa fatica.

Sinigaglia è un autore bravissimo. Le parole, la storia, hanno ritmo, bellezza, incanto. Una voce calda che ci rassicura, anche quando fa soffrire. Non ho raccontato molto, ho divagato. Ma un romanzo così si può solo vivere abbandonandosi.

L”ultima cosa che mi sento di dire è: grazie. Grazie a Billy, grazie ai lettori consapevoli che hanno permesso di leggermi dentro. Un’altra volta. Dire grazie, non sarà mai abbastanza.

Consigliato per chi ama i libri di qualità, per chi non si accontenta delle solite storie per chi ha voglia di perdersi, ritrovarsi e scoprire un autore imperdibile.

 

 

four-stars

Alcune note su Ezio Sinigaglia

Ezio Sinigaglia

Ezio Sinigaglia è nato a Milano nel 1948. Ha svolto diversi mestieri, tutti legati alla scrittura: redattore, traduttore, fotocompositore, copywriter, ghostwriter, autore di guide turistiche e, da ultimo, docente di scrittura all’Università di Milano Bicocca e in altre sedi. Per Nutrimenti ha anche tradotto i racconti di Julien Green, Leviatano, Fabien, Una vita qualunque e La bella provinciale, pubblicati nei volumi Viaggiatore in terra (2015) e Vertigine (2017).

«

»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Segui @lalettricecontrocorrente