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RECENSIONE: Mal di casa (Catrina Davies)

Mal di casa - Catrina Davies - Blu Atlantide
RECENSIONE: Mal di casa (Catrina Davies)

Mal di casa. Perché vivo in un capanno

Valutazione:
three-stars
Autore:
Traduttore:
Pubblicato da:
Data uscita:
15/07/2020

Pagine:
336
Genere:
ISBN:
9791280028020
Acquista:

La trama

All'età di di trentuno anni, l'artista inglese Catrina Davies si trova a condividere un appartamento a Bristol con altre cinque persone faticando ogni mese per pagare l'affitto della sua minuscola stanza. Tra lavori occasionali, progetti creativi per cui non trova il tempo perché troppo occupata a sbarcare il lunario e la preoccupazione costante di non riuscire più a permettersi un posto dove vivere, la sua vita sembra essere arrivata a un punto morto. Fino al giorno in cui non decide di fare ritorno nella sua regione, la Cornovaglia, con un piano: sistemarsi nel piccolo capanno abbandonato che il padre usava come ufficio prima di chiudere la propria attività per fallimento e renderlo casa sua. Malgrado le molte difficoltà (il capanno è davvero malridotto e a rigor di legge non potrebbe comunque essere abitato), la sua vita da quel momento cambia del tutto: Catrina ha finalmente il tempo di scrivere e comporre musica (e fare surf), ma soprattutto, giorno dopo giorno, recupera il senso stesso di sé, scoprendo, o meglio riscoprendo, appena a un passo dalla civiltà dei consumi, del successo e della autoaffermazione, un'esistenza fatta di natura, boschi, mare - più dura e selvaggia certo, ma anche più intensa, libera, giusta. "Mal di casa" è la storia vera di una crisi personale e di un mondo intero, quello della nostra contemporaneità, dei mutui, di esosi affitti da pagare e case vacanza, e una riflessione sulla disuguaglianza sociale e sui nostri modelli di vita.

– Bussola –

Mal di casa - Catrina Davies - Blu AtlantideMal di casa d Catrina Davies (Blu Atlantide)  è stato il mio primo libro di questa nuova collana. Abituata alle edizioni eleganti  e belle (dentro e fuori) di Atlantide , mi sono avvicinata a questo libro con un po’ di circospezione. Uno dei punti di forza di questa casa editrice è il fatto di non essere “commerciale” e avevo paura che questa storia sarebbe stata un po’ troppo banale per gli standard di una casa editrice che amo tantissimo, ma la curiosità ha avuto la meglio sulla ritrosia e la fiducia che ripongo in Atlantide è stata ripagata.

Mal di casa è un libro originale, coinvolgente e che è arrivato al momento giusto per me. La nostra protagonista vive in un capanno ed è felice. Lo so, sembra una banalità, o peggio una storia da invasati, ma la verità è che il racconto è tutto qui ed è avvincente e illuminante nonostante non ci siano grossi colpi di scena e nonostante la vita della nostra scrittrice sia lontana anni luce dalla mia.

Questa autobiografia sui generis mi ha fatto capire che non sono sola nel mio spaesamento. Spesso mi chiedo come sia possibile avere già 29 anni e non aver raggiunto non solo i traguardi che mi ero posta, ma a volte faccio fatica a convivere con la sensazione che qualcosa non torni. Proprio come Catrina Davies che a un certo punto mentre divide la casa con i coinquilini ha una folgorazione: quella non è la sua vita che va troppo veloce o troppo lentamente a seconda di come la si guardi.

Nasce così l’idea di tornare alle proprie origini e di vivere in un capanno. L’ironia della sorte è che quando Catrina torna alle amate scogliere della Cornovaglia tra foche e paesaggi selvaggi, tra sconosciuti e familiari, sente di essere nel posto giusto. Quando rientra nel capanno chiuso da vent’anni che il padre usava come studio, sbatacchiato dal vento ed eroso dagli animali, Catrina sa di essere al sicuro. A differenza di quando si nascondeva in camera per non incontrare gli altri abitanti della casa.

L’eterno dilemma: lavorare per vivere o vivere per lavorare? Primo, secondo lavoro, le bollette da pagare, sposarsi, fare figli…e ancora mettere da parte i soldi per il mutuo, accumulare oggetti da mostrare con orgoglio, soldi. Soldi. Sembra sempre un problema di soldi e mai di tempo.

Il problema erano i soldi, ero al verde. Ero sempre senza soldi e più diventavo grande più non potevo evitare di immaginarmi al verde. Non avere denaro era un mal di testa, una pressione costante sul cranio. Non avere soldi significava che piccoli sbagli diventavano subito grandi problemi. Non c’era posto per gli errori. Essere al verde significava fare cose che non volevo fare e non fare cose che volevo fare. Essere al verde significava vivere la mia vita alle condizioni degli altri.

Mal di casa - Catrina Davies - Blu AtlantideCatrina trova nel capanno una casa ma soprattutto ritrova la sua vita. Vivere immersa nella natura le fa ristabilire le priorità della vita. Al primo posto? Godersela.

La vita di questa trentunenne che non ha figli nè un lavoro stabile, si divide tra le manutenzioni al capanno: non c’è riscaldamento, elettricità e nemmeno un bagno, e i lavoretti come giardiniera e come cameriera.

I soldi che guadagna le servono esclusivamente per comprare materiali per le riparazioni e cibo. Non c’è più nulla di superfluo nella sua vita fatta di docce fredde, pipì in giardino ma tanto amore.

Lo so che raccontata così sembra una storia estrema eppure leggendo Mal di casa si ha l’impressione prima e la certezza poi, che l’autrice abbia ragione su tutto.

Certi giorni, quando la sera gli ultimi raggi di sole illuminano le assi del pavimento e sento l’oceano fin dentro le ossa, e ho la pelle inspessita dal sale, provo addirittura una sorta di pace. La pace di sapere che la vera arte di vivere non è ammassare cose, lucidarle a specchio e metterle in mostra per farli ammirare agli altri, ma non possedere quasi niente, sfruttarlo al massimo e dare via il resto.

Mal di casa è un libro che illumina. Certo, non vivrò mai in un capanno e probabilmente non rinuncerò mai al frigo ma sicuramente la mia lista di priorità è cambiata.

Ho scambiato frigoriferi e termosifoni con la libertà, e sebbene il mio stile di vita mi abbia posto delle sfide, sono arrivata la conclusione che la libertà valga qualsiasi privazione materiale.
Il che non significa che non riflettessi spesso e volentieri sull’innegabile virtù di una doccia calda. Rinunciarci il modo migliore per essere certi di trarre un grande piacere perfino dalle cose più banali. Non andavo mai a trovare un amico senza portarmi dietro un asciugamano e un paio di mutande di ricambio.


Mal di casa è…

Una bussola. L’ho letto in vacanza, proprio quando mi stavo chiedendo che fine avesse fatto tutto il tempo trascorso. In passato ho avuto l’impressione di sprecare il mio tempo correndo troppo e inutilmente. Proprio durante  le ferie, fatte di passeggiate nella natura e di giochi con i bambini, ho capito che ultimamente avevo affidato la mia felicità alle cose e dimenticato che la libertà è la prima fonte di felicità

Ho divorato le prime settanta pagine, poi ho arrancato un pochino nella parte centrate per immergermi di nuovo in quella finale. Forse avevo bisogno di metabolizzare le parole lette.

Consigliato per chi ha bisogno di un cambiamento e per chi crede di avere già tutto, forse non è così.

three-stars

Alcune note su Catrina Davies

catrina davies

Catrina Davies è nata in Galles ed è cresciuta in Cornovaglia. Ha scritto The Ribbons are for Fearlessness, diario di una artista busker in giro per l’Europa con il proprio violoncello, tradotto in varie lingue, e ha pubblicato due dischi. Mal di casa è il suo secondo libro.

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