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RECENSIONE: Non superare le dosi consigliate (Costanza Rizzacasa D’Orsogna)

Non superare le dosi consigliate - Costanza Rizzacasa D'Orsogna - Guanda editore
RECENSIONE: Non superare le dosi consigliate (Costanza Rizzacasa D’Orsogna)

Non superare le dosi consigliate

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
30/01/2020

Pagine:
272
Genere:
ISBN:
9788823526730
ASIN:
B082WJB5FK
Acquista:

La trama

«La nascita di una scrittrice che sulla pagina non sbaglia mai misura, se di misura vogliamo parlare.»Corriere della Sera - Teresa Ciabatti
«Una storia di tremenda potenza.»Loredana Lipperini
«Un vorticoso e ipnotico viaggio nel dolore, nella follia e nel perfezionismo: imperdibile.»Elle - Alessandra Di Pietro
«Leggo Costanza Rizzacasa d’Orsogna e mi pare di trovare le parole per tutto quello che mi ha fatto e mi fa davvero male»Chiara Gamberale
«Non c’è un problema che un farmaco non curi, mamma lo dice sempre. A casa nostra non si parla, si prendono medicine. Così lei mi dà il Dulcolax ogni sera perché sono una bambina grassa. Due compresse, quattro, otto. E io non so che legame ci sia tra il Dulcolax e una bambina grassa, visto che non dimagrisco…» C’è un peso che non si può perdere, anche quando l’hai perso tutto. Matilde lo sa: la mamma, bulimica, passa le giornate a vomitare; lei ha cominciato a ingrassare quando aveva sei anni ed è affamata da una vita. A scuola elemosina biscotti, a casa ruba il pane, e intanto sogna che le taglino la mano. Ottanta chili a sedici anni, a diciotto quarantotto; Matilde va in America a studiare, splende, ma la fame e la paura le vengono dietro. Finché, dopo la morte della madre, il tracollo finanziario del padre e una relazione violenta, supera i centotrenta chili. E quando esce, c’è sempre qualcuno che la guarda con disprezzo. ­Allora Matilde si chiude in casa per tre ­anni, e sui social si finge normale. Ma che vuol dire normale? Un romanzo crudo e potente tra due lingue e due culture, tra gli anni Settanta e oggi. Un libro vorticoso tra perfezionismo, autolesionismo, menzogna e dipendenze.

– Legami – 

Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa D’Orsogna (Guanda) è la storia turbolenta e commovente di Matilde, giornalista ultraquarantenne di una famosa testata nazionale e soprattutto una donna che lotta contro fantasmi e dolori.

Non ho mai vissuto il disturbo di Matilde, eppure sono riuscita a comprenderla in diverse situazioni. Diverso tempo fa ho perso quasi venti chili eppure, nonostante l’evidenza del numero della bilancia, l’evidenza dei vestiti troppo larghi, quei chili non li ho mai persi. Mai. E anche per me, come per la nostra protagonista, l’aumento e la perdita di peso sono legati a fattori emotivi.

Sono stata una bambina grassa, un’adolescente grassa, sono una donna grassa. Ho mangiato per noia, per ansia, per dolore. Perché cos’è la fame se non un’emozione? Soprattutto, ho mangiato per sfida. Per vedere dove potevo arrivare a farmi schifo. A fare schifo, anche se degli altri a un certo punto non ti frega più. Direste che mi sia mangiata la vita. Non è stato così. Sono una donna molto funzionale. Ma sono sempre stata grassa, anche quando non lo ero. Anche quand’ero bella e non me ne accorgevo.
Ero bellissima, sapete? Non come Claudia Schiffer, certo. Ma ero particolare, coi polsi magri e quel naso importante che di profilo mi faceva sembrare Marlene Dietrich. Avevo sui trent’anni, portavo la 40 (non la mia taglia più piccola, preciso, ero stata anche una 38) e un fotografo mi chiese di posare per lui. Gli piacevano le linee del mio collo in tensione, aveva detto. Io avevo riso, schermendomi nervosa, come sempre. Sempre impacciata, fuori posto, grassa dentro. Finché qualche anno fa non sono esplosa. Come la donna cannone, ma senza De Gregori. E senza fame e senza sete… Ma che cavolo vuol dire?

Non superare le dosi consigliate - Costanza Rizzacasa D'Orsogna - Guanda editoreLa storia di Matilde è potente e dura. Ho dovuto assumere davvero a piccole dosi, io che divoro tutti i romanzi senza sosta, qui ho dovuto rallentare. Leggere un pezzo ogni tanto. Non so se avrei mai comprato questo libro ma ancora una volta Billy – il vizio di leggere su facebook ha giocato un ruolo determinante. Il libro di Costanza Rizzacasa D’Orsogna sarebbe stato protagonista di una lettura condivisa, e io non potevo perdermela.

L’autrice ha dialogato con noi lettori che commentavano gli stralci, aggiungendo riflessioni e svelando ulteriori riferimenti. Come sempre è stata un’esperienza incredibile: tutti i partecipanti hanno aggiunto qualcosa al libro, hanno gettato luce e interpretato passaggi che forse non avrei colto. Mi hanno permesso di leggere in un altro modo Non superare le dosi consigliate.

Quando il libro si apre Matilde racconta il suo rapporto con il cibo fin da bambina, e di riflesso svela anche le dinamiche familiari.

«Smettila di appanarti, sei sbutriata!» grida mamma che mi ha vista mettere in bocca il pane – lei mi vede sempre.
Sbutriata, cioè ingorda, una parola del dialetto siciliano, quasi l’unica che so. Neppure lei lo parla, è il dialetto di sua madre, emigrata in Centro Italia da ragazza. Nella mia testa il siciliano è una lingua violenta. Intanto mamma afferra dalla mensola una confezione di Dulcolax, ne sgrana un blister e sbatte sul tavolo due compresse gialline, mentre lei inghiotte le altre. «Prendi queste» dice. Il Dulcolax, per chi non lo sapesse, è un lassativo. Mamma me lo dà ogni sera.

Il papà è assente, sempre impegnato a lavorare dall’alba alla sera, forse non comprende appieno il dramma in cui sta precipitando la famiglia.

Non superare le dosi consigliate - Costanza Rizzacasa D'Orsogna - Guanda editoreDa una parte l’atteggiamento violento (nel linguaggio) della mamma, e dall’altra la calma, la dolcezza di Matilde che racconta la sua storia senza filtri. Un contrasto che stranisce ma che invoglia a comprendere. I lassativi diventano una costante nella vita della bambina prima e ragazza poi.

Non solo,  i fratelli Leo e Matilde sviluppano due disturbi alimentari diversi proprio guardando la mamma che vomita nel bagno di casa senza porta.  Ripetono, quasi inconsciamente, i comportamenti di quella donna così bella che ha rinunciato ai sogni di carriera per crescere i figli.

Matilde da ragazza sentirà sulle spalle una grande responsabilità: vuole rendere fieri i suoi genitori, diventare una giornalista di successo, e forse sogna anche di non dover rinunciare alla carriera come sua madre. Imita il padre e si ammazza di lavoro, perché è così che ci si prende cura della famiglia.

Ridurre la storia della protagonista, in parte autobiografica, riducendola alla parola bulimia sarebbe ingiusto oltreché riduttivo.

Non superare le dosi consigliate è un romanzo di formazione, una lunga strada lastricata di sofferenza e amore, per costruirsi un’identità. Matilde e Leo fanno i conti con tantissime difficoltà e la nostra protagonista le racconta con un’ironia che sorprende e al tempo stesso costringe il lettore a sorridere. Sorride Matilde, perché non dovremmo farlo noi?

Sono tantissimi i temi di questo libro e non basterebbe una recensione per toccarli tutti. Ci sono gli abusi, le dipendenze,  binge eating, odio e differenza di trattamenti tra malati. Una persona anoressica suscita sempre compassione e la certezza che abbia bisogno di cure, un obeso no. Merita la derisione.

Non sempre ho compreso Matilde: mi sono chiari il suo perfezionismo, la fame d’amore, la frustrazione, l’incapacità di esprimere certi sentimenti… dall’altra parte non ho capito molti comportamenti, a partire da quelli in amore. La sua sgangherata famiglia l’ha rovinata ma lei non può smettere di voler bene alla sua “famiglia disfunzionale”.


Non superare le dosi consigliate è…

Un libro sui legami. Quello con il cibo, quello con la famiglia, con gli affetti. Matilde racconta una storia che a tratti ci indispettisce perché sembra soffocarci. Spesso è ripetitiva e noi ci sentiamo davvero come fossimo nella sua testa, impossibile scappare. Questo è il momento di ascoltare.

Non superare le dosi consigliate  una storia difficile, ingiusta eppure filtra tanta luce. E non perchè Matilde riesce a dimagrire, non è mai stato quello il punto del romanzo, ma perché acquista consapevolezze e forse un po’ alla volta si libera di quel peso accumulato negli anni. Mi piace immaginare un finale per la nostra protagonista, in cui il suo peso è solo un numero e potrebbe essere 68 come 86, un finale in cui l’amore per se stessa, senza sensi di colpa, le va incontro, avvolgendola.

Consigliato per chi ha voglia di leggere una storia difficile, narrata in maniera non tradizionale. Per chi non vuole giudicare ma solo comprendere.

three-stars

Alcune note su Costanza Rizzacasa d’Orsogna

Costanza Rizzacasa d’Orsogna

Costanza Rizzacasa d’Orsogna è laureata in scrittura creativa alla Columbia University di New York. Scrive sul Corriere della Sera e sul supplemento culturale la Lettura, e tiene sul settimanale 7 la rubrica anyBody – Ogni corpo vale. Nel 2018 ha pubblicato la favola di successo Storia di Milo, il gatto che non sapeva saltare (Guanda), in corso di traduzione in vari Paesi. Non superare le dosi consigliate è il suo primo romanzo

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