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RECENSIONE: Le stelle mobili del sottosuolo (Enrico Prevedello)

Le stelle mobili del sottosuolo - Enrico Prevedello - Neo edizioni
RECENSIONE: Le stelle mobili del sottosuolo (Enrico Prevedello)

Le stelle mobili del sottosuolo

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
28/04/2022

Pagine:
196
Genere:
ISBN:
9788896176986
Acquista:

La trama

Quando Antonio ? affranto dalla perdita della compagna ? tenta il suicidio, il mondo si capovolge. E lo salva. Tutto cade e lui deve lottare per non precipitare in un cielo che inghiotte ogni cosa. Sopra la testa ci sono strade su cui non cammina più nessuno; sotto, il vuoto. L'unico che gli è rimasto vicino è Ctonio, l'avvoltoio che credeva d'aver cacciato da tempo insieme al ricordo di lei. Dal suo appartamento, Antonio osserva l'assurda catastrofe, ne ascolta il silenzio. Sa che ci sono dei superstiti e deve capire come trovarli. Tra droni sentinella, orti in cassetta e ponti sospesi tra le nuvole, scoprirà un'umanità che resiste e capirà che la speranza, a volte, è dove non l'avresti mai cercata.

– Dolore –

Le stelle mobili del sottosuolo - Enrico Prevedello - Neo edizioniLe stelle mobili del sottosuolo di Enrico Prevedello (Neo edizioni) è un libro dai contorni sfocati e nettissimi allo stesso tempo. Un romanzo che affronta il dolore, lo seziona, fa sì che ci travolga e poi lo lascia andare. Quando ho cominciato a leggere questo racconto non sapevo dove mi avrebbe portato. Un sogno, un incubo… una realtà semplicemente raccontata con altre parole. Le stelle mobili del sottosuolo è una storia che si legge con la fronte corrugata e la pesantezza sul cuore.

Antonio ha perso la compagna e il dolore lo invade a ondate che lo lasciano stremato, disorientato. Decide così di togliersi la vita, una birra dopo l’altra, una pastiglia dopo l’altra. Ma il mondo, Dio o il caso hanno altri piani per lui. Il mondo si capovolge letteralmente e lo salva dalla morte.

Ho girato nella stanza come un cane senza coda, ho provato a prendermi a schiaffi, ho guardato fuori dalla finestra decine di volte e ogni volta le cose stavano così: il mondo è al contrario… Sto camminando sul soffitto. Sopra di me c’è il pavimento di legno da cui ogni tanto si stacca una lista di parquet.

Quando Antonio si risveglia il cielo è diventato una voragine, i soffitti hanno cambiato ruolo trasformandosi in  pavimenti: mensole, mobili accatastati, vestiti e persino cadaveri invadono la casa di Antonio.  Tutto così chiaro, tutto così inverosimile eppure reale: il mondo è capovolto.

Cosa fai quando ti ritrovi a testa in giù, quando tutto ti è crollato addosso, non solo le cose materiali, e intorno a te non c’è più nessuno? Reagisci, strisciando ti muovi, cerchi di capire come e cosa fare per non scivolare giù, in quel cielo e tra quelle stelle che sono ora diventati il sottosuolo.
Solo Ctonio, l’avvoltoio, il suo buio inconscio, è sempre rimasto lì a osservarlo e ad attendere che Antonio faccia finalmente qualcosa per se stesso.
Ma nessuno è mai riuscito a salvarsi da solo.

Devo ammetterlo, all’inizio ero davvero confusa. Non capivo dove Prevedello volesse andare a parare. Le stelle mobili del sottosuolo all’inizio assomiglia a una distopia. Il mondo è cambiato, rovinato e il nostro protagonista deve riadattarsi. Rimasto solo in un appartamento a fargli compagnia è il senso di colpa via via più pressante. Un avvoltoio che si nutre di paura e morte.  Antonio dovrà spingersi fuori dalle mura di casa per trovare cibo e conforto.  Ma io non sapevo cosa avrebbe trovato il protagonista e ad essere sincera prima di arrivare all’ultima pagina non avevo nemmeno compreso del tutto la storia.

Per trovare Antonio ho seguito l’odore che fanno le persone quando vengono dimenticate.

Le stelle mobili del sottosuolo - Enrico Prevedello - Neo edizioniEppure in testa continuavo ad avere l’incipit: Le stelle mobili del sottosuolo mi stavano raccontando una storia dolorosa e commovente, ma io ancora non lo sapevo.

Quando Antonio incontra gli abitanti dell’appartamento vicino tutto si fa più incalzante. Bisogna riadattarsi, reinventarsi per sopravvivere. E mentre le pagine scorrevano e io mi chiedevo: “ma queste persone esistono?” ho scoperto che la domanda non aveva senso. Le stelle mobili del sottosuolo insegna che la rinascita esiste anche quando è tutto perduto.


Le stelle mobili del sottosuolo è…

Dolore in tutte le sue forme. C’è il dolore di chi ha perso qualcuno e di chi non si riconosce più. Ma c’è anche il messaggio più bello di tutti: oltre lo sconforto, la sofferenza c’è qualcosa d’altro: un cielo, una possibilità di ricominciare. E questo mi ha commosso profondamente.

Non esisto solo io. Appesi alla terra, anche altri hanno fame da grattare le fughe delle mattonelle, sete da voler spremere i muri. Pregano quel che resta. Sono stanchi, hanno para di dormire e torce scariche. Nelle notti senza luna sono morti che ricordano come si amava.

Le stelle mobili del sottosuolo è un esordio e alcune parti mi hanno convinto meno di altre però ho amato molto l’audacia: raccontare qualcosa che conosciamo con un’altra forma, confondendomi e sorprendendomi. Coraggioso e malinconico, teniamo d’occhio Prevedello.

Consigliato per chi è in cerca di una storia commovente ma narrata con contrasti: da una parte il sapore della fiaba e dall’altro la crudeltà  della vita.

three-half-stars

Alcune note su Enrico Prevedello

Enrico Prevedello

Enrico Prevedello è nato in provincia di Padova nel 1984. Fa l’insegnante di lettere alle superiori, ha scritto racconti e interventi che sono usciti sulle riviste CRACK, Clean, ‘tina, La nuova carne e sui blog Grafemi e Vita da editor. Un suo reportage narrativo apre l’ultima raccolta di CTRL, Gli estinti.
Le stelle mobili del sottosuolo è il suo romanzo d’esordio.

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