RECENSIONE: La ragazza che levita (Barbara Comyns)

RECENSIONE: La ragazza che levita (Barbara Comyns)Valutazione: three-half-stars

La ragazza che levita di Barbara Comyns
Traduttore: Cristina Pascotto
Pubblicato da: Safarà Editore il 18 luglio 2019
Pagine: 156
ISBN: 8897561845
ASIN: B07TK4QH9YAcquista il libroAcquista ebook

La trama

Dall’autrice di “Chi è partito e chi è rimasto”, una fiaba nera su una ragazza e il suo straordinario potere segreto. Cresciuta nel sud di una Londra d’età edoardiana, Alice Rowlands desidera romanticismo e avventura, e la liberazione da una vita triste, restrittiva e solitaria. Suo padre, un sinistro veterinario, è brutale e sprezzante; la sua nuova ragazza sfacciata e lasciva; i pochi amici bizzarri e sfuggenti. Alice cerca rifugio nei ricordi di una madre perduta e nelle fantasie di un indistinto desiderio d’amore, e nella fioritura di ciò che lei percepisce come un potere occulto da nascondere a tutti i costi. Una serie di inesplicabili eventi la porterà a un epilogo di terribile trionfo, durante il quale sarà chiamata a svelare suo malgrado il suo eccezionale potere segreto. “La ragazza che levita” combina magistralmente un realismo scioccante a un tocco visionario, in un piccolo gioiello erede della letteratura gotica.

 – Favola – 

La ragazza che levita di Barbara Comyns (Safarà editore) è la storia di Alice che ha un potere paranormale. Nata in una famiglia problematica, è costretta a subire angherie e soprusi. Questo però non deve spaventarvi, perché la penna di Comyns, autrice che non conoscevo, è così frizzante, fresca e divertente che sembra di trovarsi di fronte a una favola. Devo dire la verità, questa doppia veste de La ragazza che levita mi ha stupito.

La ragazza che levita - Barbara Comyns - Safarà edizioniIl romanzo è lungo più o meno centocinquanta pagine e la curiosità fa sì che finisca in pochissimo tempo. La protagonista è  Alice Rowlands, una ragazzina che vive con la mamma malata e un papà… orribile.

L’atmosfera è cupa. Se chiudo gli occhi riesco a vedere l’oscurità in cui è immersa la casa, sento l’odore di cavolo bollito, i lamenti della mamma di Alice, i passi inquietanti del papà che rientra a casa e troverà un pretesto per sgridare le donne. In casa ci sono animali di ogni tipo e anche loro producono odori e rumori, il peso della gestione della casa cadrà interamente su Alice quando la mamma si ammalerà.

Quelle pagine mi hanno toccato, pensare a una ragazzina che fa avanti e indietro dal capezzale della madre e la guarda morire mentre il padre non mette nemmeno più piede in camera, è il ritratto della solitudine. Ma Alice, nonostante l’aspetto sciupato e trascurato, è una giovane eroina. Non può lasciarsi abbattere, la vita offre sempre un motivo per sorridere. Ed è qui che viviamo il maggior contrasto: le sorti tristi e in bianco e nero della ragazzina, contro i suoi colori, la voglia di ottimismo, la solarità.

I ravioli si ingrossavano e ballavano nel sughetto che bolliva, e la cucina era avvolta dal vapore. L’acqua cadeva dalle finestre come pioggia al rovescio. Iniziai a credere di sentire dell’acqua che si riversava e scrosciava. Poi pensai di vederla, e fu come se si fosse scatenata un’inondazione, e ovunque c’era acqua grigia e argentata, e sembrava che io vi fluttuassi al di sopra. Giunsi presso una montagna fatta di acqua scurissima; ma, quando raggiunsi la cima, mi resi conto che era un giardino acquatico dove tutto luccicava. Sebbene l’acqua scorresse molto velocemente manteneva sempre le sue splendide forme, e c’erano fontane e alberi e fiori che scintillavano come se fossero fatti di ghiaccio semovente. Ogni cosa era tanto inesprimibilmente bella che mi sentii profondamente privilegiata di poterla vedere.

Alice è una romantica, ed è anche un’ingenua e questo è sia un bene che un male. La sua migliore amica è Lucy, una ragazza sordomuta che sta imparando il mestiere di sarta, durante lo scorrere delle pagine le due si allontaneranno e forse Alice non riuscirà nemmeno a capire il perché.

(…) Mi scoccò un’occhiata feroce e continuò: «Lo sai che ho sposato tua madre per la miserabile cifra di cento sterline? Se avessi aspettato un anno, anche meno di un anno, avrei avuto dieci volte quella somma di denaro, ma tua madre mi ha incastrato con quel miserabile centone. L’avrei potuta perdonare se avesse prodotto un figlio, ma non è stata in grado di fare nemmeno quello. Suo fratello la chiamava “ratto canterino”, insieme ad altri stupidi nomignoli; ma ben presto l’ho fatta cantare dal lato sbagliato della bocca, e se l’è meritato. Ma non le ho mai fatto mancare nulla». La sua voce si incrinò e i suoi occhi non mi guardavano più. Parlava con qualcun altro. «Non ti ho mai fatto mancare nulla, sebbene fossi meno di una governante per me. Ti avrei potuto voltare le spalle per avermi truffato, per la tua natura malaticcia, ma ti ho permesso di stare qui come Mrs. Rowlands, sebbene mi disgustasse la tua vista e quella della tua fastidiosa figlia. Ora sei morta, ed è un bene per entrambi. Quella schifosa malattia ti stava facendo marcire; stai meglio da morta, te lo dico io. Non ti ho mai lesinato nulla; sei tu che hai lesinato a te stessa. Ti ho dato una bella bara. Cosa vuoi di più? È tua figlia, quella creatura bianca come un cencio…». Mio padre non si accorse che avevo abbandonato la stanza.

Sulla scena si affacciano diversi personaggi e no, non ne amiamo nessuno perché sembrano tutti ostacoli messi sulla strada di Alice. La matrigna che vuole sfrattarla, il padre che la considera meno di niente, Occhiolino sì è un buono ma… c’è un ma, e poi ancora tanti altri che si riveleranno difficoltà per l’identità di Alice. Perché sì, alla fine la nostra protagonista è una donna che cerca il suo posto, sogna il suo lieto fine, e cerca di affermarsi.

Peccato che abbia una capacità, un sorta di peculiarità che non viene proprio vista di buon occhio, sì perché Alice, levita.

La ragazza che levita è…

Una favola ma anche una denuncia. Come venivano trattate le donne? Comyns lo sa benissimo. La violenza qui è fisica ma non solo. Considerare la propria figlia un peso, considerare una ragazza solo carne da macello è una violenza prima di tutto psicologica. La ragazza che levità è ricerca di uno spazio che Alice non ha. Costantemente controllata, fatta oggetto di pressioni Alice è immersa in una realtà oscura ma riesce comunque a crearsi uno spazio proprio, ad ogni costo.

Preparatevi, per tutto il libro farete il tifo per lei, vorrete vivere in un universo in cui le ragazze possono anche levitare ma la realtà della vita, non è un romanzo.

Non conoscevo questa autrice e sono rimasta molto colpita. La scrittura è semplice e avvolgente. Non ci sono momenti noiosi o dialoghi troppo lunghi. Curiosità e un ottimo stile ci accompagnano verso la fine di una storia inquietante e indimenticabile.

Consigliato per chi ha bisogno di leggere una storia difficile da incasellare in un genere, per chi cerca originalità, per chi ha voglia di immergersi in una storia inventata ma dai contorni fin troppo reali.

three-half-stars

Alcune note su Barbara Comyns

Barbara Comyns (1907-1992) e` stata un’artista e scrittrice inglese. Nata nel 1907 a Warwickshire, a seguito di un infelice matrimonio giovanile sposa Richard Strettell Comyns Carr e la coppia decide di stabilirsi a Londra, dove la Comyns intraprende i primi passi come scrittrice. Negli anni ’50 si trasferisce con il marito in Spagna, dove soggiornera` per diciotto anni. E` autrice di undici romanzi, tra cui ricordiamo, pubblicati in Italia, I miei anni a rincorrere il vento (Rizzoli), Chi è partito e chi è rimasto (Safarà Editore), La ragazza che levita (Safarà Editore).

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