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RECENSIONE: Divorare il cielo (Paolo Giordano)

Divorare il cielo - Paolo Giordano - Einaudi editore
RECENSIONE: Divorare il cielo (Paolo Giordano)

Divorare il cielo

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
08/05/2018

Pagine:
504
Genere:
ISBN:
9788858428474
ASIN:
B07B3MY2PR
Acquista:

La trama

Quei tre ragazzi che si tuffano in piscina, nudi, di nascosto, entrano come un vento nella vita di Teresa. Sono poco piú che bambini, hanno corpi e desideri incontrollati e puri, proprio come lei. I prossimi vent'anni li passeranno insieme nella masseria lí accanto, a seminare, raccogliere, distruggere, alla pazza ricerca di un fuoco che li tenga accesi. Al centro di tutto c'è sempre Bern, un magnete che attira gli altri e li spinge oltre il limite, con l'intensità di chi conosce solo passioni assolute: Dio, il sesso, la natura, un figlio.
Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall'ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.

 – Amore –

Divorare il cielo di Paolo Giordano (Einaudi) è una storia difficile da raccontare. Uno di quei racconti che riporta indietro nel tempo e al tempo stesso fa fuggire dalla realtà.

Divorare il cielo - Paolo Giordano - Einaudi editoreIl 2021 era cominciato un po’ in salita e avevo bisogno di imbattermi in un libro che mi portasse lontano, che non mi facesse pensare alla situazione attuale. Con Divorare il cielo ho passato ore piacevoli e mi sono commossa.

Non sarà facile raccontarvi la trama perché il rischio di svelare troppo è alto. Le vicende dei protagonisti, in particolare Teresa e Bern, si snodano per vent’anni. Un arco temporale lunghissimo in cui avvengono colpi di scena ed episodi prevedibili. Insomma, proprio come nella vita di ognuno di noi.

Divorare il cielo è prima di tutto una storia d’amore. Io non sono un’amante delle storie rosa, ormai lo sapete e pur non avendo amato ogni capitolo (sono rimasta abbastanza perplessa sul finale così poco credibile), mi sento di promuovere il libro di Giordano.

Ad avermi colpito è stata soprattutto la prima parte: quando facciamo la conoscenza di Bern , Teresa, Tommaso e Nicola sono tutti adolescenti che abitano in Puglia, eccezion fatta per Teresa trascorre a Speziale solamente le estati.

Lì, nelle pagine iniziali ho ritrovato qualcosa di me: ho sempre trascorso le vacanze in un paesino (il mio di origine) lontano dalla città. Ricordo perfettamente come tutto l’anno trascorresse in funzione della partenza per il paese. Lì avrei incontrato i miei amici, il mio primo amore… Ricordo le sere trascorse a parlare, i primi baci e la sensazione di essere diventati adulti soltanto perché si viveva con i nonni. Giordano in una manciata di pagine è stato in grado di farmi identificare con Teresa e mi ha riportato indietro di quindici anni. Forse era quello che mi serviva per trovare un po’ di pace.

Teresa ancora non lo sa, ma condividerà con il padre l’amore per quella terra, così diversa dal Piemonte:

In pochi giorni la sua pelle diventava scurissima e con il dialetto gli cambiava anche la voce, mi sembrava di non conoscerlo affatto. A volte mi domandavo chi fosse davvero: se l’ingegnere che a Torino indossava sempre il completo con la cravatta oppure quell’uomo con la barba trascurata che si aggirava seminudo per casa. In ogni caso, era chiaro che mia madre aveva scelto di sposare uno soltanto dei due e dell’altro non voleva saperne.

Torniamo alla storia : Cesare è il padre dei tre ragazzi ed è quello che potremmo definire un fanatico religioso. Crede nella reincarnazione e i suoi metodi educativi sono sui generis.

Sono vite che qualcuno aveva voglia di salvare, di proteggere, ma che si sono distrutte, accartocciate su loro stesse, stracciate da legami che non hanno definizione ma contorni ben marcati. L’amore, la dipendenza, l’ossessione si mescolano ma senza accontentare nessuno. Senza rendere felice nessuno.

Divorare il cielo - Paolo Giordano - Einaudi editoreTeresa viene scaraventata in questo mondo così lontano dal suo eppure così vicino. L’amore per Bern è un colpo di fulmine ed è una passione capace di resistere a tutto: al tempo, alle difficoltà, alle differenze.

Tornare a Torino non è mai stato così difficile per Teresa che si ritroverà a fare il conto alla rovescia per la partenza estiva ma il destino è beffardo e quando ritornerò a Speziale un anno dopo tutto sarà diverso… tranne il suo amore per Bern.

Gli anni trascorrono e questa coppia, così improbabile all’inizio, subisce numerose trasformazioni. Diventare adulti significa prima di tutto cercare la propria strada anche a costo di grandi rinunce.

Bern, Tommaso e Teresa diventano inseparabili. Nicola rimane sullo sfondo, un’assenza presente che ritorna in discorsi e pensieri.

Segreti, sofferenze e compromessi all’ordine del giorno per un trio in cui l’affetto non è mai venuto a mancare…

Il sole aveva allentato la presa, adesso la luce era così avvolgente e perfetta da farmi desiderare che restasse uguale per sempre. Era l’ora in cui t’innamoravi senza scampo di quel luogo. Mi è tornata in mente la commozione che afferrava Bern ogni volta che al tramonto ammirava la campagna. Quella commozione si sarebbe trasmessa?


Divorare il cielo è…

Una storia d’amore, un romanzo di formazione e di avventura. Sono parecchie le cose che ho apprezzato. Mi è piaciuta la penna di Giordano delicata ma incisiva. Ho amato il fatto che i protagonisti fossero ragazzini in costante evoluzione.

Teresa è il personaggio che ho amato di più: forte, caparbia e capace di seguire il cuore. Bern è un ragazzo troppo complesso forse per essere compreso, per cui ho amato di più Tommaso che forse non ha trovato la sua strada ma è sempre rimasto accanto a chi ama, pur pagando un prezzo altissimo.

Divorare il cielo si legge in fretta, la curiosità di capire cosa accadrà ai protagonisti è troppo forte e l’amore per la masseria di Speziale è così viscerale che mi ha commosso.

Ho trovato meno credibile il finale e così non sono riuscita ad andare oltre alle tre stelle ma come primo  incontro con Giordano non è stato affatto male.

Consigliato per chi è in cerca di una storia forte, ruvida e commovente. Per chi vuole tornare indietro nel tempo, a quando da ragazzino si aveva il mondo ai propri piedi e quella fame che non passava:

Scriveva enorme, al centro del foglio: « LA NOSTRA IMPRESA È L’ASSALTO AL CIELO!» Scriveva: « Noi dobbiamo divorarlo, il cielo!»

three-stars

Alcune note su Paolo Giordano

Paolo Giordano

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. Ha un dottorato in fisica ed è autore di quattro romanzi: La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori 2012), Il nero e l’argento (Einaudi 2014 e 2017) e Divorare il cielo (Einaudi 2018 e 2019). Per Einaudi ha pubblicato anche Nel contagio (2020). Ha scritto per il teatro (Galois e Fine pena: ora) e collabora con il «Corriere della Sera».

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5 COMMENTI

  • Diana

    Bello, bello, bellissimo. La storia, i personaggi, i luoghi, le situazioni… davvero tutto molto commovente. Teresa ineguagliabile. Bravo Paolo!!! Aspetto il prox!!!

  • valeria

    Libro che mi è piaciuto molto anche se condivido il fatto che il finale è abbastanza surreale e scontato.
    Un libro denso di vita e avolte fin troppo pieno di accadimenti.
    L’amore tra Teresa e Bern è davvero intenso e va al di là di ciò che il destino ha voluto per loro.
    Mi sono rimasti a lungo i personaggi in mente.

  • paola

    Libro godibile, scritto molto bene, personaggi ben tracciati.
    Una volta girata l’ultima pagina, a parte una reminiscenza sulle estati dell’infanzia come in “io non ho paura” di Ammanniti, resta un sorriso e……….. avanti il prossimo.

  • Donag

    Ero preoccupata per il finale, lo temevo troppo aperto.. in realtà non mi è dispiaciuto.
    Grazie per questa recensione, che mi ha fatto conoscere questo libro, che ho davvero divorato!!

  • Lisa

    Mi sa che Paolo Giordano ha proprio un problema coi finali.
    Ma scrive così bene che io mi bevo tutto comunque. Mi rimane la netta sensazione di aver vissuto alcune scene in prima persona (la parte centrale de Il corpo umano è pazzesca).

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