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RECENSIONE: Azzorre (Cecilia M. Giampaoli)

Azzorre - Cecilia M Giampaoli - Neo edizioni
RECENSIONE: Azzorre (Cecilia M. Giampaoli)

Azzorre

Valutazione:
three-half-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
18/06/2020

Pagine:
162
Genere:
ISBN:
8896176719
Acquista:

La trama

L'8 febbraio del 1989 un aereo partito da Bergamo, con 144 persone a bordo, si schianta su una montagna delle isole Azzorre. Una bambina di sei anni perde il padre nel disastro. Venticinque anni dopo la stessa bambina decide di partire per l'arcipelago portoghese. "Azzorre "è il viaggio di quella bambina ormai donna. Un viaggio fatto di persone e luoghi, di testimonianze, ricordi, reticenze, incontri fortuiti e voluti; un viaggio privo di compatimenti, intrapreso nella speranza che possa esistere una verità di altra sostanza, a suo modo liberatoria.

 – Accettazione –

Azzorre di Cecilia M. Giampaoli (Neo edizioni) è il viaggio di una ragazza alla ricerca della verità, un percorso doloroso per trovare la pace, un esordio potente e commovente.

Azzorre - Cecilia M Giampaoli - Neo edizioniQuella di Azzore è una storia vera: l’8 febbraio del 1989 un aereo partito da Orio al Serio (Bergamo) si è schiantato su una montagna delle isole, provocando così la morte di 144 persone, tra cui il papà di Cecilia.

Nel 2014 la nostra protagonista parte per l’avventura e si dirige a Santa Maria dopo aver cercato e contattato varie persone per trovare ospitalità. Ho amato ogni singola descrizione delle persone che Cecilia ha incontrato perché non sono mai state classiche: dei personaggi (che sono persone reali) mi rimangono in mente sorrisi e atteggiamenti, mai tratti fisici.

Azzorre in un certo senso è anche un’indagine. Cecilia parte per vedere con i propri occhi il luogo del disastro, viaggia per sentire quel sole e quell’aria sulla pelle ma mentre parla e si confronta con le persone scopre qualcosa d’altro, qualcosa che nel racconto non torna:

Vacillo, affondo in un terreno instabile, come quando il mare ti erode via la sabbia da sotto. Non credevo ci fosse ancora qualcosa di poco chiaro in questa storia, non sono venuta qui per questo.

Carta e penna in mano, non soltanto per scrivere il proprio diario,  Cecilia raccoglie nomi e frammenti di quell’8 febbraio.  Cercherà di contattare il controllore dell’epoca, giornalisti e abitanti che si sono fatti forza non solo per raccontare l’episodio, ma anche per raccogliere i corpi dei passeggeri. Quei passaggi fanno stringere il cuore anche se Cecilia credeva di essere “preparata” o forse no.

Le pagine dell’unità del 9 e del 10 febbraio 1989. Il reporter italiano salito a Pico Alto restituisce una descrizione agghiacciante del luogo dopo lo schianto. Anche se gli anni di distanza mi concedono un certo distacco, mi sento sottosopra.
Chiudo tutto e rimango a fissare le vetrinette del bar senza vederle davvero.
Leggere la cronaca dell’incidente qui, all’aeroporto di Santa Maria, mentre le due turiste leccano il gelato, è surreale. Non so perché non l’abbia fatto prima, perché non abbia cercato dettagli di questa storia quando ero ancora in Italia. Non ne so molto più di quanto mi sia capitato di sentire e le cose peggiori sono quelle che ho immaginato nei momenti in cui non sono riuscita a non pensarci. Mi sono fatta bastare il concetto essenziale – mio padre è morto – e un unico dettaglio, quello sensazionale: è morto in un incidente aereo. Lo usavo da bambina – suscitava negli altri un misto di imbarazzo e stupore che aveva l’effetto positivo di troncare la conversazione mettendomi al centro dell’attenzione.

Azzorre - Cecilia M Giampaoli - Neo edizioniE così durante la scalata per Pico Alto mettiamo in gioco tutto quello che abbiamo e lo ammetto, ho invidiato Cecilia.  Il suo dolore è stato anche il mio e quello di chiunque perda un genitore ma il suo viaggio è un viaggio di pace. Nemmeno quando scrive i nomi delle persone che erano al lavoro quel giorno pensa di incolparle. Non c’è rabbia in lei ma solo un’accettazione del dolore senza rancore. Una maturità che ci permette di goderci il viaggio facendo quasi passare il lutto in secondo piano. Il paesaggio intorno a noi è caldo e confortevole, le persone ci sorridono e ci aiutano. Fondamentale l’atteggiamento di Cecilia che sceglie di accettare qualunque cosa le venga proposta: che si tratti di un passaggio in macchina o un invito a cena. Cecilia non ha preclusioni e affronta il suo percorso con gli occhi aperti e le braccia spalancate, pronta a provare sofferenza e gratitudine.

Cecilia aveva sei anni quando ha perso suo padre e ha dovuto fare i conti con i ricordi che svanivano e che si modificano a seconda dei racconti. Quindici i frammenti che ricorda del papà, centinaia le domande che riguardano il presente. Chissà come sarebbe stato il loro rapporto oggi, venticinque anni dopo, chissà le liti e quanti ricordi si sarebbero accumulati nella mente di Cecilia…


Azzorre è…

Un viaggio di accettazione. Non esiste una parola più calzante di questa. L’avventura di Giampaoli non è solo commovente ma originale. Volti, sorrisi e paesaggi si alternano in un quadro di dolorosa perfezione perché è vero che Cecilia parte per affrontare un lutto ma si imbatte continuamente nella vita, anche durante le conversazioni più dure da digerire.

«Quando è successo l’incidente in tanti sono andati a recuperare i corpi… alcuni erano poveracci, puoi immaginare come dovessero sentirsi dopo tre giorni di lavoro in quell’inferno a cercar brandelli?».

Ma anche qui l’isola le va in soccorso e lava via un po’ del suo grande dolore.

Consigliato per chi vuole immergersi in una situazione fatta sì di dolore ma anche di speranza, per chi ama le storie vere, per chi si sente pronto a percorrere il viaggio dell’accettazione e per chi ancora non lo è…

three-half-stars

Alcune note su Cecilia M. Giampaoli

Cecilia Maria Giampaoli

Cecilia Maria Giampaoli, Urbino 1982. Vive e lavora a Pesaro. Si occupa di arti visive e usa la scrittura come un mezzo di ripresa – interessata al potenziale figurativo delle parole. Dal 2011 insegna all’ISIA di Urbino. Nel 2015 un suo racconto, Pelle di Merluzzo, riceve il Premio Eccellenza Treccani Web. Suo il blog di racconti www.diaridiunmarinaio.com
Azzorre è il suo primo romanzo.

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