RECENSIONE: Cambio di rotta (Elizabeth Jane Howard)

RECENSIONE: Cambio di rotta (Elizabeth Jane Howard)Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard
Pubblicato da: Fazi Editore il 2018-09-06T00:00:00+02:00
Genere: Fiction, General, Literary, Psychological
Pagine: 432
ISBN: 9788893254601
ASIN: B07FSVQVPHAcquista il libroAcquista ebook

La trama

Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz’età appartenente all’alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo carisma; complice anche l’abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c’è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all’improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a temere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l’irrequieto quartetto si trasferisce su un’isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata... Dall’autrice della saga dei Cazalet, un romanzo dalle atmosfere tutte nuove: con la finezza e l’eleganza che ben conosciamo, Elizabeth Jane Howard racconta la mondanità, la vita agiata dell’élite culturale, il mondo sfarzoso e nevrotico del teatro di fine anni Cinquanta. È attualmente in fase di lavorazione un film tratto da questo romanzo; regista e protagonista sarà l’attrice inglese Kristin Scott Thomas. All’uscita, nel 1959, questo romanzo fu incluso insieme a Lolita di Nabokov fra i migliori libri dell’anno da «The Sunday Times». «Cambio di rotta è un quartetto d’archi, plasmati e interconnessi in maniera meravigliosa. Alberta ha il guizzo di un’eroina di Turgenev. Questo non è un libro da donne, è un libro per tutti noi». «The Observer» «Howard è un’osservatrice davvero acuta del comportamento umano. I suoi volumi sono costruiti con tocchi minuscoli e brillanti... È questa la vera magia di Howard: la sua umanità trascende l’individuo». «The Sunday Times» «Una narratrice trascinante, avveduta e accurata nell’osservazione umana, con un orecchio affilato per il dialogo, che ha eletto la lingua inglese come suo oggetto di piacere». «The Guardian»

– Inaspettato –

Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore) è ancora una volta una storia a più voci. I protagonisti sono Emmanuel Joyce, drammaturgo di successo con una vita tormentata ma una facciata sguaiata ed allegra, e Lillian, sua moglie condannata a una vita da ignava  a causa dei problemi di salute. Accanto a loro, che girano il mondo senza mai fermarsi, troviamo il tuttofare e manager Jimmy. Le loro vite si dividono tra Londra, New York, la Grecia e qualsiasi meta sia di loro interesse. A questo strambo trio si aggiunge anche Sarah, ribattezzata successivamente con il nome d’arte Alberta. Lei non assomiglia a tutte le segretarie che ha avuto Em. Figlia di un pastore, ha sempre vissuto in campagna. Non possiede vestiti costosi, non è abituata a partecipare a party e a cene e non si è mai innamorata di un uomo.

Em invece, è uno che si innamora troppo spesso. La moglie, abituata a sopportare le scappatelle del marito, questa volta è preoccupata che Alberta possa fare breccia nel cuore dell’artista, non sa, che quella ragazza farà innamorare entrambi gli uomini che la accompagnano.

La vita non è stata clemente con Em e Lillian che si sono quindi rinchiusi in un mondo fatto di frivolezza per lasciare fuori un dolore che non riescono ad affrontare fino in fondo, specialmente per quanto riguarda Lillian. Intrappolata in un corpo che non le obbedisce e in balia di un dolore che non accenna a passare.

Ma anche Em è un prigioniero, delle proprie bugie, della maschera che indossa ogni giorno e del blocco dello scrittore.

(…) la nostalgia è una droga pericolosa: si sviluppa un tale grado di tolleranza che presto anche le dosi più massicce non bastano a stimolare l’immaginazione, che si ritrova a dover vivere delle proprie riserve, senza nessuna estate di caccia all’orizzonte.

Nemmeno Jimmy è così spensierato come sembra. Anche il suo  passato continua a riaffacciarsi. Flash dell’abbandono, della solitudine irrompono nei suoi pensieri e per lunghi momenti lo gettano nello sconforto.

L’unico personaggio immune dalla malinconia sembra Alberta. Per lei è tutto così eccitante, nuovo e sorprendente, ancora di più quando le chiederanno di diventare la protagonista della rappresentazione di Em. Un notevole cambio di rotta che viene accompagnato dall’inevitabile cambio di scena. Il quartetto parte per la Grecia ed è lì che tutto cambia, ed è lì che anche Alberta viene a contatto con il dolore.

In Cambio di rotta riconosciamo le situazioni amare tanto care all’autrice. Quattro persone su un’isola, due uomini innamorati della stessa donna,  l’inevitabile sofferenza che colpisce tutti e quattro e una domanda. Si può guarire dal dolore?

Cambio di rotta è…

Non mi è piaciuto come gli altri romanzi di Howard. Mi sono innamorata di lei leggendo la saga dei Cazalet e in All’ombra di Julius (QUI trovate la recensione)  ho ritrovato i personaggi femminili che tanto mi avevano incantato. Per Cambio di rotta invece è stata tutta un’altra storia. Non mi sono affezionata a nessuno di loro e ho trovato la storia abbastanza noiosa nonostante tutti gli elementi frizzanti: dai viaggi alle feste. Alcuni passaggi sono sicuramente degni di nota, penso ai turbamenti di Emmanuel quando non riesce a scrivere una commedia o a quando si sente troppo vecchio per continuare a girare il mondo. Penso al suo passato difficile e solitario e alla passione per l’arte.

Parole, parole, parole:non si soffermava sul loro significato, ma era completamente ammaliato dal loro potere, Possedevano una specie di forza che sfidava il suo intelletto ancora acerbo e aperto al nuovo (quella fu la prima volta che riflettè sulle dimensioni del proprio intelletto, e si rese conto di quanto fosse piccolo proprio perché lo sentiva crescere, con un’urgenza irregolare e dirompente). Gli faceva male, e non capiva perché.

Ma ho trovato abbastanza incompleta la figura di Jimmy che si innamora ma non capiamo né quando è scoccata la scintilla, né che cosa di lei gli faccia battere il cuore.  Forse mi sono avvicinata a questo libro sperando di ritrovare l’atmosfera interiore che tanto avevo amato nei personaggi di Howard. Qui lo sfondo, la vita frizzante e a tratti un po’ frivola, influisce sui protagonisti che non assomigliano per nulla ai Cazalet.

Un romanzo consigliato per chi ha voglia di leggere una storia a più voci, un quartetto d’archi sui generis che fa sorridere ma anche riflettere. Consigliato per chi ha voglia di una storia impegnativa ma scorrevole allo stesso tempo. La penna è quella della Howard e quindi non vi pentirete di averlo letto. Se non conoscete questa autrice però, non cominciate da questo romanzo.

Alcune note su Elizabeth Jane Howard

Elizabeth-Jane-Howard

(Londra, 1923 – Bungay, 2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un’infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite da parte del padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo.

2 Comments

    • Alessandra - La lettrice controcorrente

      Non voglio convincerti a non leggerlo, solo a leggerlo dopo aver letto gli altri libri di Howard. Secondo me, all’ombra di Julius è un altro livello!

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