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RECENSIONE: Prima di noi (Giorgio Fontana)

Prima di noi - Giorgio Fontana - Sellerio
RECENSIONE: Prima di noi (Giorgio Fontana)

Prima di noi

Valutazione:
three-stars
Autore:
Pubblicato da:
Data uscita:
30/01/2020

Pagine:
886
Genere:
ISBN:
9788838940224
ASIN:
B0831SDBHH
Acquista:

La trama

Una famiglia del Nord Italia, tra l'inizio di un secolo e l'avvento di un altro, una metamorfosi continua tra esodo e deriva, dalle montagne alla pianura, dal borgo alla periferia, dai campi alle fabbriche. Il tempo che scorre, il passato che tesse il destino, la nebbia che sale dal futuro; in mezzo un presente che sembra durare per sempre e che è l'unico orizzonte visibile, teatro delle possibilità e gabbia dei desideri. E questo il paesaggio in cui vivono e muoiono i personaggi di Giorgio Fontana, i Sartori, da quando il primo di loro fugge dall'esercito dopo la ritirata di Caporetto e incontra una ragazza in un casale di campagna. Poi un figlio perduto in Nordafrica, due uomini sopravvissuti e le loro nuove famiglie, per arrivare ai giorni nostri: quelli di una giovane donna che visita la tomba del bisnonno, quasi a chiudere un cerchio. Quattro generazioni, dal 1917 al 2012, che si spostano dal Friuli rurale alla Milano contemporanea affrontando due guerre mondiali e la ricostruzione, la ricerca del successo personale o il sogno della rivoluzione, la cattedra in una scuola e la scrivania di una multinazionale. È circa un secolo, che mai diventa breve: per i Sartori contiene tutto, la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio. Sempre lo scontro e quasi mai la calma, o la sensazione definitiva della felicità. Ma i Sartori non ne hanno bisogno, e forse nella felicità neppure credono. Perché se in ogni posto del mondo bisogna battersi e lottare allora è meglio imparare ad accettare le proprie inquietudini, e stare lì dove la vita ci manda il racconto dei Sartori affronta il fardello di un passato che sembra aver lasciato in eredità solo fatica e complessità, persino nei più limpidi gesti d'amore. Se gli errori e le sfortune dei padri ricadono sui figli, come liberarsene? Esiste una forza originaria capace di condannare un'intera famiglia all'irrequietezza? Come redimere se stessi e la propria stirpe? La risposta a queste domande è nella voce di un tempo nuovo, nello sguardo di chi si accinge a viverlo, nelle parole di uno scrittore di neppure quarant'anni che ha voluto affrontare con le armi della letteratura la povertà e il riscatto, la fede e la politica, il coraggio dei deboli e la violenza dei forti.

 -Origini –

Prima di noi di Giorgio Fontana (Sellerio editore) è una saga familiare che attraversa il Novecento italiano. Protagonista la famiglia Sartori  che tra difficoltà, trasferimenti e amori, attraversa gli anni della storia italiana, mescolando ideologie politiche a problemi quotidiani.

Preferisco dirvelo subito, non mi sono trovata davanti il libro che mi aspettavo. Su Prima di noi sono state spese parole importanti e meravigliose, sicuramente meritate, ma il libro non ha propriamente incontrato il mio gusto.

Prima di noi - Giorgio Fontana - SellerioParadossalmente più andavo avanti con la lettura, ho organizzato insieme a Sara un gruppo virtuale che si confrontava su Telegram, meno trovavo interessanti le vicende narrate da Fontana.  Più si moltiplicavano i personaggi e più si velocizzava il ritmo, meno sentivo la voglia di andare avanti. Innegabile che il romanzo sia scritto bene, benissimo, altrimenti le pagine non scorrerebbero con quella facilità. Da una parte mi aspettavo un quadro storico molto più presente e preciso, abbastanza appassionante da farmi dimenticare quella freddezza che provavo per i personaggi… ma così non è stato. Leggere Prima di noi è stato un po’ come leggere Il colibrì, il cuore ce l’avevo da un’altra parte.

La prima parte è quella che ho amato di più. Quando Prima di noi si apre siamo verso la fine del 1917 e Maurizio Sartori, che sta scappando dalla Guerra, viene accolto da una famiglia di contadini in Friuli.  Lì Maurizio e Nadia si innamorano. Il loro amore ovviamente è in salita e Maurizio non è il personaggio che ci aspettiamo e forse per questo è il più credibile.

La guerra è finita, si diceva il fante Maurizio Sartori, lo sbandato, il fuggitivo, l’uomo senza onore. È finita davvero per tutti, per i vivi e per i morti, Ma la mia no: la mia comincia ora.

Quando uscirà di scena, tranquilli non vi anticipo nulla, non capiamo se finalmente ha riscattato una vita di codardia oppure semplicemente è stato beffato per l’ultima volta.

Maurizio e Nadia, una donna all’inizio poco approfondita ma schiva e dolce, hanno tre figli: Gabriele, Renzo e Domenico. E qui devo fare un appunto: perché non inserire l’albero genealogico per facilitare la lettura e memorizzare così i personaggi?

I tre fratelli non potrebbero essere più diversi tra loro: Gabriele ha sempre la testa tra i libri, vuole scrivere, leggere e non c’è niente di più importante dell’insegnamento. E’ il fratello che avrei dovuto sentire più vicino, ed è quello che ci accompagna per più tempo durante la lettura ma non è stato così. Renzo è forse il personaggio che ho amato di più: fa tanti errori ma li paga tutti. Innamorato del comunismo e della lotta operaia, conduce alcune battaglie (che siano vittoriose o fallimentari poco importa) mettendoci tutto se stesso e gli perdoniamo persino un amore clandestino. Perché Renzo è così, ama e odia fortissimamente, un po’ ottuso forse, ma estremamente vero. I battibecchi con Gabriele, il trasferimento, la lite con la madre… tutto quello che fa è appassionato e appassionante.

Prima di noi - Giorgio Fontana - SellerioDomenico è animato da un forte spirito di generosità: sono commoventi le pagine che lo ritraggono prigioniero in Africa. Il suo pensiero va sempre agli altri anche quando le difficoltà per lui sono insostenibili.

I tre fratelli vivono la Seconda Guerra Mondiale sulla loro pelle ma prendono tutti, ancora una volta,  strade diverse.

Renzo e Gabriele decideranno di trasferirsi in Lombardia, sono gli anni del boom economico e la possibilità di lavoro attrae i due giovani che lasciano il Friuli tra nostalgia e rimpianti. Entrambi si sposano e hanno dei figli (capite l’importanza della mappa ora?) che continueranno la storia dei Sartori attraverso gli anni.

Eloisa e Davide sono i figli di Gabriele anche loro sono diversissimi. Eloisa è un animo inquieto e come lo zio Renzo non ha paura di buttarsi a capofitto nelle avventure. Dentro al movimento anarchico Eloisa è davvero convinta che la democrazia non sia il modo giusto di rappresentare il popolo. Non è questo il mondo per cui hanno lottato i genitori. Davide è un ragazzo che mi fa molta tenerezza: egoista, quasi anaffettivo, cerca continuamente la propria strada. Viaggia, sperimenta, ritorna. Da bambino ha sfiorato la morte e da allora niente è più importante di se stesso e della propria libertà.

Dall’altra parte abbiamo Diana e Libero. Forse personaggi troppo sbiaditi… non sono riuscita ad entrare in empatia con loro. Diana è una cantante che lotta contro i pregiudizi omosessuali mentre  Libero è un uomo scialbo con il vizio dell’alcool.

Gli anni scorrono veloci e arrivano anche i figli: Letizia, che conquista spazio e pagine sul finale, figlia di Eloisa, e Dario figlio di Libero, quelli anagraficamente più vicini a me.

Anche loro fanno i conti con la storia, una storia completamente diversa. Non c’è la guerra certo, ma ci sono le incertezze del futuro, la mancanza di lavoro, le aspettative disilluse.

Sul banco sono tanti i temi che Fontana affronta. C’è la questione dell’identità: ad un certo punto tutti i membri della famiglia si ritroveranno al grido di “Siamo friuliani”, un motto da ribadire con orgoglio in famiglia di fronte a una grappa. C’è il tema dell’emarginazione, Diana viene sbeffeggiata e bersagliata per il proprio orientamento sessuale, ci sono gli ideali politici, quelli comunisti, anarchici. E ancora c’è l’amore per la letteratura che sembra il solo in grado di salvare Gabriele, c’è la depressione di Letizia che all’inizio non viene compresa… ci sono i dissapori che a decenni di distanza non si sopiscono (penso a quello tra Renzo e Nadia) e ci sono le radici, quelle che nonostante tutto nessuno può toglierci.

Prima di noi è circolare e sarà Letizia a chiudere, o se volete a riaprire il cerchio.


Prima di noi è…

Un libro sulle origini di una famiglia, un libro sulle origini intese come quelle friulane, un libro sulla famiglia.

Il quadro storico all’inizio è particolarmente dettagliato, o forse il ritmo così lento lo fa sembrare tale, ma a mano a mano che ci avviciniamo alla metà, la storia viene relegata sullo sfondo e i personaggi conquistano senza dubbio molto più spazio.

Ho amato lo stile asciutto e quasi freddo. Fontana riprende i membri di questa famiglia, che si mescolano ad amici, amanti, compagni, e ci permette di seguire tutti i cambiamenti: nuovi amori, addii più o meno inaspettati.

Mi aspettavo un romanzo diverso e in parte sono rimasta delusa, non metto in discussione la bravura dell’autore ma questa storia non ha fatto per me e quindi non riesco ad andare oltre alle tre stelle.

Consigliato per gli amanti delle storie familiari qui troverete tanti personaggi e tante storie che si intrecciano tra colpi di scena e rivelazioni.

three-stars

Alcune note su Giorgio Fontana

giorgio fontana

Giorgio Fontana è nato a Saronno nel 1981 e vive a Milano. Con questa casa editrice ha pubblicato Per legge superiore (2011), Morte di un uomo felice (Premio Campiello 2014), Un solo paradiso (2016) e Prima di noi (2020). È sceneggiatore per Topolino, collabora con diverse testate e insegna scrittura.

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5 COMMENTI

  • Paola

    Condivido pienamente il giudizio riguardante la prima parte della storia.Fino al termine della seconda guerra, la lettura mi ha presa a tal punto che,come difficilmente mi accade, mi sentivo parte del racconto.Poi, dal trasferimento in Lombardia, il vissuto delle famiglie ha preso il sopravvento sui momenti storici. Peccato, perché sarebbe valsa la pena approfondire di più i periodi delle lotte studentesche,il terrorismo, le violenze mafiose,il ventennio berlusconiano.Invece è stato trattato quasi frettolosamente, in favore delle storie personali dei protagonisti ( tanti, effettivamente), talvolta stiracchiate e Pico interessanti.Nel complesso, però, è un bel romanzone,che, nonostante la mole, ho letto facilmente.

  • Gabriella

    Anch’io non ho trovato il libro che mi aspettavo! Mi era stato caldamente raccomandato da un’amica ma l’ho letto a fatica. Questo tipo di narrazione fredda, meramente descrittiva di fatti, di persone non mi interessa. Sto leggendo ora “i tre matrimoni di Manolita” di Almudena Grandes. Non c’è paragone.

  • Carlo Columba

    <> 😉
    Probabilmente sei troppo giovane per la narrazione degli anni 70! La parte delle due guerre mondiali ormai sono diventate storia e letteratura quindi più facili da apprezzare. Per gli anni 70 non si è compiuta una vera analisi e comunque il periodo è molto più controverso. Hai ragione a dire che la narrazione cambia, anzi direi che a tratti si ferma completamente per dare spazio alla descrizione della situazione politica e sociale. E comunque lo spezzettamento nella storia di tante persone differenti in effetti è un poco stonato. Ma cosa succede nell’animo di quella generazione, nella sua pluralità, è descritto in modo credo ineguagliato. Compreso il passaggio alla clandestinità di Anna, anche se solo accennato.
    Ho l’ultimo quarto da leggere e già mi dispiace che stia finendo!

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Pingback: Giorgio Fontana – Prima di noi | Valasco.org del 05/10/2020

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